Riceviamo e pubblichiamo – Il sindaco, a reti unificate, attacca pezzi della sua maggioranza e minaccia, per l’ennesima volta, le sue dimissioni, gridando: ‘Al voto, al voto!’ Ma si comporta come Totò quando, con una celebre battuta, diceva: ‘Il coraggio ce l’ho, ma è la paura che mi frega!’.
Parlano di imprese, lavoratori, sviluppo, però il presidente della terza commissione, quella sull’edilizia guidata da Moltoni, non convoca i consiglieri da tre mesi per l’esame di pratiche che sono giacenti da anni e potrebbero avviare i cantieri.
Lo stesso presidente è uscito dal consiglio prima del voto sul piano integrato della Teverina. Il gruppo del Pd, invece, ha garantito lo svolgimento del consiglio come da nostri impegni assunti ma nessuno si è accorto (sindaco, assessore, capogruppo del Pdl) che in due votazioni, senza la nostra presenza, sarebbe mancato il numero legale.
Non scherziamo: alla terza votazione (quella per l’approvazione dello “scempio della Teverina”) non potevamo consentire che si consumasse la tragedia. Tragedia perché? Perché, caro sindaco, siamo alla fine della commedia. Ormai abbiamo iniziato a discutere di urbanistica e siamo alla tragedia.
Caro Giulio, prendi atto del tuo fallimento, abbandona la paura e dai alla città la possibilità di eleggere una nuova maggioranza, una nuova giunta, un nuovo sindaco.
Ugo Sposetti
Capogruppo del Partito democratico
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