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– Urbanistica: la maggioranza vuole accelerare. Forse troppo, perché scivola nell’ennesima figuraccia in consiglio comunale.
Il sindaco Giulio Marini invita a darsi una mossa nel valutare le procedure ferme, passando in rassegna velocemente i progetti presentati per la città, poi nella stessa seduta, quando si passa dalle parole ai fatti, la maggioranza non è in grado di approvare il piano integrato all’ex consorzio agrario sulla Teverina. Manca il numero legale, perché la minoranza abbandona l’aula.
Una magra figura. E il primo cittadino va su tutte le furie. Alla prima votazione se la prende con la minoranza che lascia l’aula. Colpevole di non avere mantenuto gli impegni presi. Per replicare quando dopo venti minuti il secondo appello dà lo stesso impietoso risultato, niente numeri. Stavolta se la prende più con i suoi. Tanto che nel momento in cui il vice presidente Micci rinvia la discussione al 26 settembre, Marini sbotta: “Che 26 settembre – dice – si va tutti a casa”.
Più che accelerata, un passo falso bello e buono. Con lo sgambetto dell’opposizione che finisce in secondo piano. Ieri all’ordine del giorno il piano integrato all’ex consorzio. Una cubatura che passa da 20mila a 42 mila mc. Il centrodestra deciso nell’approvarlo, si sfalda lentamente. Marcuccio Marcucci, poco convinto per come si sta muovendo la sua coalizione si astiene, mentre Ottavio Raggi lancia pesanti bordate.
Si domanda come mai questo in ordine cronologico sia il quindicesimo piano integrato e arriva prima degli altri. Chiede che si rinvii la discussione, per farne una complessiva. Idea bocciata dai suoi. Poi propone di rimodulare le tariffe a metro quadro. Altra bocciatura sempre dalla sua maggioranza. Dalla quale sembra velocemente allontanarsi, se è costretto a intervenire dopo il suo capogruppo Bennati che aveva parlato a nome del Pdl.
“Visto che Bennati parla a nome di tutti – incalza Raggi – dovrò rivedere la mia posizione”. In maggioranza tra le assenze di ieri si è fatta notare quella di Chicco Moltoni, presente a inizio seduta, ma non al momento del voto. E’ il presidente della commissione Urbanistica.
Così il piano integrato è venuto giù pezzo per pezzo, con le spallate dell’opposizione. “Il Comune – dice Maurizio Tofani (Udc) sta realizzando un piano casa due. Quello della Regione prevede aumenti della cubatura fino al 30%, qui si va oltre. Si stabilisce un precedente. Si poteva delocalizzare, spostare altrove il diritto a costruire”.
L’assessore Ubertini spiega il perché si approva questo piano e non altri. “Il Comune – dice Ubertini – ha privilegiato quelli su cubature esistenti, c’è una sentenza del Tar che invitava ad accogliere l’iniziativa e poi, il Comune incasserà un milione e 600mila euro”.
Motivazioni dai banchi della minoranza, velocemente smontate. A cominciare dalla sentenza del Tar. I responsabili del Consorzio hanno rinunciato. Anche l’incasso non convince. “Quei soldi – osserva Alvaro Ricci (Pd) – dovrebbero andare per opere pubbliche, invece serviranno per la rotatoria all’altezza del piano integrato, per limitare i danni e non come dovrebbe essere, a beneficio della collettività”.
E’ l’aumento di cubatura e lo sviluppo verso l’alto dei palazzi a non piacere. “Palazzine da sette piani in una città storica – sostiene Ugo Sposetti (Pd) – non si è mai visto”.
Il 26, salvo sorprese, il piano integrato torna in consiglio comunale. Sperando che escano i numeri giusti, in quello che pare essere un terno al lotto.
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