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Maltempo - Gli abitanti di Canepina raccontano il dramma provocato dal maltempo e si rimboccano le maniche per ripulire il paese

Un fiume ci è passato in mezzo al paese

di Emma Sanna
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I canepinesi al lavoro

I canepinesi al lavoro

Don Mario al lavoro con i canepinesi

Don Mario al lavoro con i canepinesi

Al lavoro con i trattori

Al lavoro con i trattori

Il sindaco Palozzi con i suoi concittadini

Il sindaco Palozzi con i suoi concittadini

Panche e sedie fuori dalla chiesa di San Michele

Panche e sedie fuori dalla chiesa di San Michele

“Un fiume ci è passato in mezzo al paese”.

La gente  a Canepina è ancora spaventata. Impaurita. Sconcertata. Il paese, alle prime luci dell’alba, è stato travolto da un’ondata di fango e detriti arrivata dalla parte alta di Canepina (fotocronaca).

Il fango si è incanalato in un vicolo parallelo a via Viterbo, portandosi via tutto, inondando cantine e garage, e infine travolgendo le auto parcheggiate, che sono finite ammassate alla fine della strada una sopra all’altra.

L’intero paese oggi si è rimboccato le maniche e con tutti i mezzi si è messo a spalare il fango dalle strade. Scopettoni, trattori, secchi, ogni strumento utile è stato usato dai canepinesi per rimuovere la montagna di terrà che ha invaso il paese.

“Un fiume ci è passato in mezzo al paese. A momenti ci porta via tutti. Tutto quel fango dentro le case, con quella violenza. E se si fosse fatto male qualcuno?”, si chiede una signora per strada.

Anche il parroco, don Mario Zanasi, è al lavoro insieme ai cittadini per svuotare la chiesa di San Michele arcangelo.

“L’acqua è scesa con una violenza tale da sfondare il portone della chiesa. Dentro stamani c’era quasi un metro d’acqua”, racconta trafelato don Mario.

“Questi non sono temporali, sembrano monsoni”. E’ il primo commento del sindaco di Canepina Maurizio Palozzi, che già dalle prime ore del giorno era al lavoro per coordinare i soccorsi e convocare un’unità di crisi.

“Abbiamo chiesto lo stato di calamità. Secondo un calcolo approssimativo dell’ufficio tecnico del Comune, i danni potrebbero ammontare a una cifra vicina ai due milioni di euro. Stato e Regione devono aiutarci. Oltre all’inondazione dei garage e cantine, sono andati persi diversi quintali di nocciole, frutto del lavoro di raccolta di queste settimane.

Devo ringraziare i Vigili del fuoco – ha aggiunto – , i carabinieri e la protezione civile, che già dalle sette di questa mattina erano a Canepina”.

Insieme al sindaco nella riunione dell’unità di crisi, il prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero, il presidente della Provincia Marcello Meroi e l’assessore ai Lavori pubblici Gianmaria Santucci.

“Pretendiamo, e sottolineo pretendiamo, che ci venga concesso lo stato di calamità – ha detto il presidente Meroi -. Stiamo cercando di coordinare al meglio i soccorsi, con il comando dei Vigili del fuoco e la protezione civile per dare una mano ai cittadini di Canepina”.

Intanto un paese intero si è fermato e passerà tutto il giorno per le strade a spalare il fango.


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19 settembre, 2011

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