Riceviamo e pubblichiamo – In occasione di una recente riunione della giunta Unionturismo, di cui faccio parte, si è esaminato il progetto sulle mura di Lucca redatto dall’ente autonomo “Opera delle mura” presieduta da Francesco Colucci che fa riferimento a quel comune della Toscana.
Si tratta di un programma di bonifica dell’intero impianto murario di circa 6 chilometri che venne riedificato nel 1513 su preesistenti insediamenti romani e medioevali. L’ente dispone di un bilancio ordinario annuo di circa un milione di euro che servono alla normale manutenzione (pulizia delle erbe spontanee, cura dei pratini e degli alberi annessi, illuminazione ecc.).
Il progetto totale di restauro prevede un intervento di 15/17 milioni di euro, 7 dei quali sono stati già impegnati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca. Per il restante importo l’ente “Opera delle mura”, che peraltro gestisce gli ingressi delle due torri attualmente agibili (con un totale di 500mila euro di incassi l’anno), sta contattando altri sponsor locali. L’Opera prevede di avviare il restauro nei prossimi mesi, in vista della ricorrenza del quinto centenario della costruzione (1513-2013).
A Viterbo abbiamo una cinta muraria d’impianto medioevale che è un unicum nelle strategie di difesa di quei secoli. E’ un patrimonio che molti ci invidiano e che noi viterbesi non consideriamo nel giusto valore, forse perché lo abbiamo sott’occhio tutti i giorni.
Questo, in ogni caso, non giustifica disattenzione ed incuria: finestre improprie, illuminazione carente, erbacce ovunque, presenza di “arredi” estemporanei di poco gusto (specialmente in questi giorni natalizi) ed altro. Senza considerare le potenzialità che avrebbe la nostra “cinta” di essere dotata di strutture adeguate per fruizioni turistiche, anche a pagamento, come avviene a Lucca.
Vincenzo Ceniti
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