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Tarquinia - La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati né ipotesi di reato

Neonata morta, autopsia per oltre due ore

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L'ospedale di Tarquinia

L'ospedale di Tarquinia

L'avvocato Paolo Delle Monache

L'avvocato Paolo Delle Monache

E’ andata avanti per due ore e mezzo l’autopsia sul corpo di Viola, la bimba morta poche ore dopo il parto all’ospedale di Tarquinia.

L’esame autoptico, iniziato alle ieri alle 15 ed eseguito dal medico legale Maria Rosaria Aromatario, si è concluso alle 17,30, all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma.

Il consulente della procura di Civitavecchia ha tempo sessanta giorni per depositare le sue conclusioni sulla scrivania del pm Lorenzo Del Giudice, che ha aperto, per ora, un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato né indagati.

I genitori della neonata, una coppia di Vetralla, dovranno aspettare fino a settembre per conoscere le possibili cause della morte della loro bambina. Sono stati loro a mettere in moto la procura civitavecchiese, incaricando i loro avvocati Claudia Polacchi e Paolo Delle Monache di depositare un esposto alla magistratura.

Stando alla documentazione sanitaria raccolta dai loro legali, la gravidanza era andata avanti senza complicazioni fino a alle 22,30 del 29 giugno, quando la 41enne vetrallese arriva all’ospedale di Tarquinia in preda alle doglie.

La piccola Viola, così lei e il marito avevano deciso di chiamarla, fatica a nascere. Viene alla luce dopo aver praticato un’incisione e con l’aiuto di una ventosa. La madre capisce subito che c’è qualcosa che non va: la piccola non piange.

I medici le somministrano ossigeno. Le fann0 iniezioni di adrenalina. Ma la bimba non reagisce. Il quadro clinico si aggrava di ora in ora. Il cuore di Viola smette di battere alle 5,30 del 30 giugno.

Ora la procura di Civitavecchia dovrà rispondere ad almeno due interrogativi: cos’è stato a uccidere la piccola a poche ore dalla nascita e se ci siano state responsabilità da parte del personale medico che ha operato.


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6 luglio, 2012

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