Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Guerra nell'Udc - Rodolfo Gigli continua a non credere ai documenti di sfiducia e replica a De Poli

“Se ci sono 45 firme, sono false”

di Francesca Buzzi
Condividi la notizia:

Rodolfo Gigli

Rodolfo Gigli

– “Sono proprio curioso di vederli questi documenti. Se ci sono 45 firme, sono false”.

Rodolfo Gigli non ci sta. Poco gli importa dell’invito del responsabile organizzativo nazionale dell’Udc Antonio De Poli a smetterla con le polemiche e con i battibecchi interni al partito.

Gigli continua a non credere all’esistenza dei documenti di richiesta di dimissioni nei confronti del segretario Romoli e del presidente provinciale Bigiotti. “Ribadisco quello che ho detto fino a oggi – dichiara Gigli -. Io non ho visto nessun documento e, se se pure esistesse qualcosa del genere, voglio proprio capire cosa c’è scritto”.

I dubbi, insomma, restano. Del resto anche Antonio De Poli aveva messo in chiaro che per capire bene la situazione e arrivare a una decisione definitiva, ovvero se commissariare il partito o meno, si sarebbe dovuto attendere ancora qualche giorno.

“Se De Poli ci avesse davvero voluto vedere chiaro – puntualizza senza peli sulla lingua Gigli – gli sarebbe bastato convocare il segretario provinciale evitando di prolungare questo batti e ribatti di polemiche che va avanti da ormai troppi giorni”.

Poi torna a puntualizzare la sua assoluta incredulità nei confronti dei contenuti dei documenti di sfiducia. “Sono davvero curioso di vederli questi documenti – dice –. Dubito fortemente che dentro ci siano 45 firme di sfiducia nei confronti del segretario Romoli. Se sono 45 sono false. Io non ci credo. Se mi sbaglio sarà da vedere”.

Per mettere tutti a tacere, comunque, anche Gigli è del parere che la cosa più giusta a questo punto sia aspettare un incontro e confrontarsi. “Ho sentito Cesa venerdì mattina – aggiunge – e anche lui mi ha assicurato che nei prossimi giorni ci sarà questo incontro. La soluzione più naturale è quella di mettere gli interessati intorno a un tavolo e sentire cosa hanno da dire, altrimenti siamo di fronte soltanto a mere strumentalizzazioni”.

Insomma, i nodi ormai stanno per venire al pettine. E ora si capirà se davvero la “corrente” di Santucci – Brachetti sia giunta a un punto di forza tale da far commissariare il partito. La domanda è: Santucci ha vinto? “Su Santucci preferisco tacere per ora – replica con una risata Gigli -. Per un atto di rispetto verso me stesso e verso il segretario provinciale non voglio esprimere altri giudizi. Evitiamo le strumentalizzazioni. Quando tutta questa storia sarà chiarita dirò quello che penso in termini più espliciti. Per ora mi pare di essermi pronunciato abbastanza nei giorni scorsi…”.

Francesca Buzzi


Condividi la notizia:
8 ottobre, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/