– Un tempo si diceva: uno per uno non fa male a nessuno, poi è arrivata la crisi e si è passati a due per uno non fa male a nessuno.
Regola universale, adottata pure dall’Udc per risolvere o forse mettere soltanto una pezza alla crisi interna che ha visto contrapposti da una parte Rodolfo Gigli e dall’altra Gianmaria Santucci e Regino Brachetti, che con le loro lettere alla segreteria regionale chiedevano il commissariamento del partito.
Due rappresentanti per ciascun gruppo in un ufficio politico voluto dal segretario nazionale Cesa (per fare non si sa bene cosa) e il problema è risolto.
Tutti sono felici. Da un lato Gigli che ha ottenuto la certificazione dal suo segretario nazionale che gli organi del partito, segreteria e presidenza sono pienamente validi, dall’altro Santucci, che in qualche modo con quest’ufficio ha messo sotto osservazione la segreteria e la presidenza, per le quali avrebbe comunque preferito il commissariamento.
Così come il capogruppo Udc in comune Paolo Barbieri: “Spero che tutto vada per il meglio – dice Barbieri – ma sono molto preoccupato e scettico sul fatto che così facendo tutto si ricomponga. Ovviamente me lo auguro”.
Di tutt’altro tenore Francesco Bigiotti: “Gli organismi restano – spiega Bigiotti – il comitato sarà utile per velocizzare e condividere le diverse proposte. Direi che è tutto a posto”.
Sicuri che tutti e due facciano parte della stessa formazione politica?
Pare che dopo il nuovo incarico a Bigiotti siano arrivate le felicitazioni di un suo collega, Carlo Maria d’Angelo, tramite sms. Si sarebbe congratulato e poi avrebbe suggerito a Bigiotti di lasciare una delle tante cariche che ricopre, non ultima quella di rappresentante nel cda Fiera di Roma. D’Angelo è il Renzi dell’Udc viterbese. Né con Gigli né con Santucci e dopo tre consigliature, a casa.
Scaramucce a parte l’ufficio politico, composto da Alessandro Romoli (segretario del partito), Francesco Bigiotti (presidente del partito), Paolo Barbieri (capogruppo Udc in comune di Viterbo), Francesco Galli (consigliere provinciale), Angelo Corsetti (vice segretario comunale Udc Viterbo) e Giuseppe Brachetti (vice segretario provinciale) è pronto per mettersi al lavoro. Passerà al setaccio gli argomenti da discutere nelle assemblee o da sottoporre a votazione, smusserà gli angoli. Niente di più.
Dentro ci sono Romoli e Bigiotti. Non saranno in conflitto d’interesse essendo segretario e presidente? Il pericolo non lo corrono e il perché lo ha spiegato chiaramente Rodolfo Gigli: “Non si tratta – continua Gigli – di un organismo che vota e che prende decisioni, per quello esistono gli organi di partito”.
Adesso si potrà discutere prima nell’ufficio politico e poi nelle assemblee di partito. Un deciso passo in avanti.
Giuseppe Ferlicca
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