Riceviamo e pubblichiamo – Carissimo segretario organizzativo Antonio De Poli,
le scrivo la presente dopo aver letto l’esternazione che ha avuto la delicatezza di pubblicare nottetempo sulla stampa locale, in merito alla stucchevole vicenda che vede coinvolta la segreteria provinciale Udc di Viterbo.
Voglio in primo luogo scusarmi con i tanti amici che in questi anni sono stati vicini a questo partito: il vergognoso spettacolo che si sta offrendo mortifica gli sforzi fatti nel tempo e assume carattere di guerra tra bande.
È dallo scorso dicembre, data della mia elezione a segretario provinciale di questo partito, che con disponibilità, dedizione e spirito di servizio mi sono dedicato a potenziarlo sul territorio con soddisfacenti risultati riscontrabili anche analizzando i risultati delle scorse elezioni amministrative.
Il comitato provinciale e la direzione provinciale in questi mesi hanno rappresentato luoghi nei quali si è tornati a parlare di politica, condividendo le linee guida che contraddistinguono l’indirizzo politico dell’Udc locale sulle tematiche di rilevanza provinciale. Le decisioni assunte, unanimemente condivise da tutti i componenti, hanno rappresentato costantemente la sintesi delle diverse sensibilità presenti nel partito.
Prendo atto con dispiacere delle sue esternazioni. È bene ricordarle che ho appreso della notizia di un eventuale presunto commissariamento del partito provinciale dalla stampa e ad oggi non mi è ancora pervenuta dal partito centrale alcuna indicazione in merito al contenuto della presunta o delle presunte lettere inviate firmate non si sa bene da chi.
Rispetto gli amici che hanno ritenuto in questa fase di non condividere più la mia segreteria anche se avrei preferito capire quali motivazioni li ha spinti ad assumere questo atteggiamento mai palesato prima nei miei confronti. Il comitato di ieri poteva rappresentare un momento di sereno confronto democratico. Tutto ciò non è avvenuto.
Questa è la mia amarezza, l’amarezza di un giovane di ventotto anni che crede nella buona politica, che è stato eletto a diciotto anni consigliere comunale del suo paese e poi sindaco a ventiquattro, fondando il proprio operato sulla correttezza e il rispetto di tutte le posizioni, facendo del confronto momento privilegiato di crescita e del “metterci direttamente la faccia” sottoponendosi al giudizio elettorale unico metodo per giungere a ricoprire cariche politico amministrative.
Ieri sera si è tenuto il comitato provinciale dell’Udc viterbese al quale hanno preso parte oltre che numerosi membri del comitato provinciale, numerosissimi amministratori, i quali ringrazio per gli affettuosi attestati di vicinanza e solidarietà.
Facendo delle considerazioni sulla situazione politica generale del nostro partito viterbese, nella odierna carenza di motivazioni, penso che le smodate ambizioni personali di qualcuno vorrebbero prevaricare sull’interesse generale di un partito al quale molti di noi sono legati da una lunga storia e da una pluriennale militanza incondizionata.
Voglio precisare che il mio non è un attaccamento morboso a una posizione che, creda, in questo periodo ha visto moltiplicare il mio sforzo e le mie energie profuse senza alcun risparmio affiancando quanto possibile i nostri amministratori e dirigenti comunali supportandoli e dando al partito un’organizzazione efficiente sul territorio.
Il mio imbarazzo è oltre che personale, politico, derivante da una situazione surreale che sto vivendo e che non avrei mai creduto potesse accadere in un partito che formalmente fa del territorio, della partecipazione, del rinnovamento e del merito una bandiera.
Ora l’unica cosa che invoco è la chiarezza, la chiarezza che credo di meritare io e i tanti amici che come me rimangono disorientati di fronte a questa situazione. Non voglio entrare in merito ai contatti intercorsi con lei o con Cesa, verso il quale nutro il massimo rispetto e la più profonda stima, come non ritengo opportuno entrare nelle dinamiche di questi documenti, nelle ambizioni che hanno mosso coloro i quali li hanno redatti, nei piccoli o grandi imbroglietti di una politichetta ormai vecchia e invisa ai cittadini italiani, nella scarsa generosità politica dimostrata da alcuni dei quali ritenevo essere sinceri amici.
Ma non voglio dilungarmi su questioni che attengono alla mia sensibilità personale. Questo partito questa classe dirigente merita rispetto , il nostro territorio provinciale merita rispetto e correttezza caratteristica che in questi ultimi tempi non è comune riscontrare. Auspico quindi si proceda quanto prima ad un incontro chiarificatore utile a ristabilire la dignità delle parti e la volontà reale del partito.
Mi permetta poi di dirle che delle regole democratiche oltre che rispettarle me ne faccio garante e per quanto concerne la correttezza nei rapporti politici sicuramente non assumo lezioni da nessuno. Ringraziandola per il tempo che mi ha dedicato la saluto cordialmente.
Alessandro Romoli
Forse segretario provinciale Udc
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY