Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Elezioni 2013 - Oddo (FondAzione): "Università e imprese, insieme per risollevare l'occupazione" - Giontella (Pdl): "Rilanciamo l'agroalimentare con progetti di filiera" - Bazzo (IdeAzione): "Serve digitalizzare gradualmente il sistema burocratico" - Troncarelli (Rifondazione comunista): "Siamo gli unici a interpretare il cambiamento" - Moltoni: "Con noi una nuova vita per il complesso di Porta San Pietro"

L’attività dei candidati alle comunali di Viterbo

Condividi la notizia:

Francesco Oddo

Francesco Oddo

Vita Sozio

Vita Sozio

Daniela Bizzarri

Daniela Bizzarri

Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Francesco Moltoni

Francesco Moltoni

Fabrizio Giontella

Fabrizio Giontella

Andrea Bazzo di IdeAzione

Andrea Bazzo di IdeAzione

Stefano Troncarelli

Stefano Troncarelli

Cutigni (Solidarietà cittadina): “Il bilancio del Comune di Viterbo: questo sconosciuto”

Riceviamo e pubblichiamo – Dopo essermi documentata sul bilancio del nostro comune, consultando i dati messi a disposizione sul sito web del Comune di Viterbo, e soprattutto dopo aver letto alcuni articoli sullo stesso argomento mi sono sentita in dovere di scrivere alcune considerazioni.

La ricerca da me condotta si è rivelata più difficoltosa di quanto pensassi: l’attuale amministrazione ha pubblicato infatti dati parziali e in un formato di difficile rielaborazione.

Relativamente all’esercizio 2011, l’unico per il quale sono disponibili le maggiori informazioni, comunque non esaustive, vorrei evidenziare alcuni dei dati che più hanno suscitato il mio interesse, tra i quali:

a) crediti di dubbia esigibilità (di “difficile” riscossione) pari a 4.730.440,40 euro;

b) prestazioni di servizi pari a 33.210.525,00 euro;

c) insussistenze dell’attivo pari a 2.774.015,58 euro;

d) insussistenze del passivo pari a 8.454.938,30 euro.

In merito ai crediti di dubbia esigibilità, che vanno dal 1982 al 2007, mi chiedo: perché esistono crediti così vecchi ancora non riscossi?

Lo saranno mai? Sono state intraprese procedure volte al loro tempestivo recupero? Visto che tra di essi non compaiono quelli post 2007, significa che quelli scaduti successivamente sono stati tutti riscossi?

In merito alle prestazioni di servizi che rappresentano il 54,63% dei costi della gestione mi domando ancora: cosa comprende, nel dettaglio, questa consistente voce di bilancio? A quanto ammontano i costi relativi alle consulenze tecniche e agli incarichi professionali qui riclassificati? E quale è l’incidenza delle singole voci di spesa sul totale dell’ammontare?

Come si sono generate le insussistenze sia dell’attivo che del passivo, visto che si tratta di componenti straordinari di reddito? E quali sono gli “eventi straordinari” che le hanno reso possibili in misura così elevata?

Malgrado il bilancio risulti formalmente corretto, in quanto adempie agli obblighi di legge, questo appare scarno e lacunoso, quindi poco chiaro, nel fornire informazioni; mentre sono proprio queste ad interessare i cittadini.

Quindi perché non dare a tutti, indipendentemente dalle competenze tecniche e dal livello di istruzione, la possibilità di poterle leggere chiaramente invece di riservarle solo a consiglieri ed assessori? La trasparenza e la comprensibilità dei dati consentirebbero anche a noi cittadini di essere coinvolti nel “processo” della spending review.

Noi avremmo desiderio solamente di più semplicità e accessibilità.

Da cittadina e da economista, mi chiedo infine: come si può assicurare una corretta rappresentazione dei dati di bilancio (ossia una corretta classificazione delle voci di costo, ricavo, attivo e passivo)? Chi verifica l’esistenza dei crediti e la completezza dei debiti?

E quindi, perché non introdurre la revisione legale obbligatoria dei dati di bilancio, da parte di soggetti indipendenti dalle amministrazioni pubbliche?

Roberta Cutigni
Solidarietà Cittadina


Santucci: “Venerdì secondo comizio a Villa Rosa”

FondAzione! concede il bis. Venerdì mattina alle 11 il candidato sindaco Gianmaria Santucci effettuerà un altro comizio per discutere sui problemi della sanità, stavolta la location scelta è nei pressi di Villa Rosa, una delle strutture d’eccellenza della sanità viterbese alle prese con problematiche che si stanno ripercuotendo sui dipendenti il cui futuro lavorativo è tutt’altro che certo.

“Abbiamo iniziato nella mattinata di giovedì davanti alla Cittadella della salute una battaglia contro i artisti che sono all’interno della Asl.

Sappiamo di essere come Davide contro Golia, nonostante ciò abbiamo voluto far sentire le nostre rimostranze, quelle dei lavoratori, ma soprattutto quelle dei cittadini sempre più costretti ad avere a che fare con un servizio sempre più scadenti”.

“Troppo spesso ci è stato fatto credere che il sindaco non ha voce in capitolo nella sanità, questo non è vero e se sarò eletto lo dimostrerò. Il primo provvedimento sarà quello di convocare in consiglio il commissario Asl per discutere con l’atto aziendale. Basta con favoritismi, basta con primari senza posti letto, basta con la politica negli ospedali”.

Una crociata che verrà ripetuta nella mattinata di venerdì: “Siamo stati invitati e riproporre il comizio davanti a Villa Rosa e ci andiamo molto volentieri.

Si tratta di un’altra realtà della sanità viterbese i cui dipendenti non sanno quale sarà il loro futuro. Il lavoro è un diritto imprescindibili e FondAzione lotta e lotterà per far si che sia rispettato”.

FondAzione


 

Oddo (FondAzione): “Università e imprese, insieme per risollevare l’occupazione”

Riceviamo e pubblichiamo – Puntare sul rapporto tra Università della Tuscia e imprese locali per risollevare l’occupazione lavorativa nella nostra città: questa è la proposta di Francesco Oddo, candidato consigliere nella lista FondAzione per Santucci sindaco e di Fabio Marinaro, assistente universitario di Politica Economica all’Università degli Studi della Tuscia.

Nell’attuale contesto di crisi generalizzata e diffusa sia a livello nazionale che europeo, la scelta, inevitabilmente politica, che i cittadini sono chiamati a fare risulta decisiva, anche a Viterbo.

La nota tranquillità viterbese mette a dura prova qualsiasi possibilità di crescita: endemica chiusura delle attività, zero stimoli all’occupazione giovanile, per non parlare di un’edilizia ferma che non dà impulsi all’economia.

I dati parlano chiaro: la nostra città registra un tasso di disoccupazione al 15,4% nel 2012, dal 12,3% dell’anno precedente, con incremento del 3,7% annuale. Rispetto agli altri capoluoghi di provincia, Viterbo ha il più alto tasso di disoccupazione nel 2012, mentre Roma si attesta ad un livello pari al 10,7% come Rieti, Frosinone al 9,8% mentre Latina lo registra al 14,5%.

Tale contesto di criticità viene confermato da una forte contrazione del Pil a prezzi correnti pari al -1,7% rispetto al -0,4% dell’anno precedente. Questa contrazione è stata causata dalla stagnazione di tre settori trainanti dell’economia viterbese: le costruzioni sono calate del 6,5% (in due anni hanno perso il 15%); l’agricoltura è scesa del 3,8% e il settore manifatturiero del 4,2%.

Anche i consumi totali sono calati del 3,8% rispetto al 2011, tuttavia tale contrazione risulta essere in linea con la media della regione Lazio che si attesta a -3.9%.

La situazione rende strettamente necessario un piano di riforme strutturali attuabili nel breve periodo, la città ha bisogno di un’economia forte e fortemente nuova, da qui nasce la proposta di FondAzione: equilibrio tra le realtà cittadine, in modo che si esaltino a vicenda.

Partiamo dai giovani e dall’Università della Tuscia. Il primo passo è promuovere forti collaborazioni di ricerca e assunzione tra ateneo e associazioni di settore.

Le imprese in questione, punterebbero sui laureati specializzati nei vari settori per innovare le tecniche e le modalità di sfruttamento del territorio, vista la conoscenza diretta che gli studi hanno promosso.

Il beneficio sarebbe immediato in quanto avremmo non solo dato una risposta alla disoccupazione giovanile ma soprattutto creato valore aggiunto alle imprese e dunque una spinta genuina all’economia.

I dati sulla distribuzione del reddito inoltre evidenziano che l’edilizia è un settore in netta difficoltà, che ha subito una forte contrazione, e proprio in questo contesto il piano di housing sociale, punto fondamentale del programma di FondAzione e del candidato sindaco Gianmaria Santucci, rientra nell’interesse economico di Viterbo sia per far ripartire il settore sia per poter calmierare i prezzi delle case.

Riconvertire gli edifici in disuso in abitazioni per le famiglie coinvolge le aziende locali e permette ai giovani precari di avere almeno una sicurezza: la casa di proprietà.

Francesco Oddo
Presidente FondAzione

Fabio Marinaro
Assistente Politica Economica Università degli Studi della Tuscia


Vita Sozio: “In campo alle comunali per un centro storico protagonista”

Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo è ferma su se stessa, inchiodata in un presente senza spiragli di ripresa e senza futuro. L’amministrazione Marini, con il suo immobilismo, ci ha messo del suo a incancrenire la situazione.

Basta fare una semplice riflessione per capire che il pesce “puzza” dalla testa. Qual è la testa di Viterbo? Il centro storico, il grande abbandonato.

La mia candidatura è stata decisa per avere a disposizione del progetto di Leonardo Michelini per Viterbo una voce del centro storico, la voce di un commerciante che vive questo luogo fondamentale per lo sviluppo e i destini della città.

O si salva il centro storico o si muore, questa è la triste realtà. Per questo, con un piano per il commercio serio e organizzato, con una politica di decoro urbano, funzionale a rendere attraente Viterbo per i turisti (da quelli stranieri a quelli della domenica), è intenzione della squadra di Michelini risollevare il centro.

La coalizione con Michelini sindaco si pone il problema di governare il Comune in termini di sviluppo sostenibile, di ricchezza, di lavoro, di sicurezza, di vivibilità per tutti, ma soprattutto per bambini e anziani. Per questo non può non porsi come priorità, il problema della parte centrale della città, perché solo a partire da qui può nascere e svilupparsi la Viterbo che vogliamo.

Purtroppo il centro è stato percepito in questi anni come un “peso” piuttosto che come una risorsa e si è preferito abbandonarlo per la creazione di nuovi quartieri, spesso nati in modo caotico, senza viabilità adeguata e senza servizi, ma soprattutto anonimi.

Naturalmente non ci si può limitare ad ipotizzare il risanamento, il restauro e la conservazione dei centri storici per trasformarli in aree ”museali” vuote e silenziose, occorre invece stabilire i nuovi ruoli che esso può e deve assumere o riassumere.

Prima di tutto occorre invertire la tendenza in atto dell’abbandono da parte dei residenti, in modo che gli antichi quartieri possano tornare a “vivere”, recuperando un ampio patrimonio abitativo, trovando le forme e gli spazi per “centri commerciali “di qualità, botteghe artigiane, luoghi di accoglienza per i turisti, residenze per gli universitari, centri per attività culturali, di spettacolo, congressuali; insomma, per tutti quei servizi necessari a far diventare, finalmente, Viterbo quella Città d’Arte e di Cultura di cui, da tanto tempo, si parla.

Naturalmente un progetto per il centro storico va incastonato in un piano più ampio, che coinvolga tutto il territorio comunale, un piano che riguardi la riqualificazione delle periferie, la viabilità ed i trasporti, il verde pubblico, i parchi, il paesaggio, la salvaguardia del territorio agricolo e delle testimonianze archeologiche, il termalismo, in modo da rendere il tutto armonico, realizzando un luogo in cui sia bello vivere e che sia bello da visitare.

E’ però dal centro storico che si deve partire e dove si deve tornare. Questi ultimi anni di amministrazione Marini non hanno fatto bene a Viterbo ed è quindi giunto il momento di staccare la spina e invertire la rotta in maniera forte, scegliendo un sindaco concreto come Leonardo Michelini.

Vita Sozio
Oltre le mura per Leonardo Michelini sindaco


 Bizzarri (Pd): “Con Marini la monnezza c’è e ci sarà”

Riceviamo e pubblichiamo – Non ci stupiscono le dichiarazioni del sindaco Marini “non c’è polvere sotto il tappeto”, il fatto è che non c’è proprio il tappeto.

Si vede proprio che la campagna elettorale annebbia le menti, se si riesce a dichiarare che in cinque anni sono state fatte una marea di cose, e che al termini del quinquennio emergono dati positivi.

Si potrebbe fare un lungo elenco: strade disastrate che hanno fatto innumerevoli danni a cose e persone, vie completamente abbandonate piene di erbacce, dimenticare che il 31 dicembre 2012 era il termine ultimo per dotare la città di dearsenificatori, e vedere file alle poche fontanelle che funzionano stile dopo guerra, il degrado dei monumenti, un centro storico abbandonato e soprattutto tanta tanta immondizia.

Giusto lo slogan “cambiare per non cambiare”, come a dire “la monnezza c’era e la monnezza ci sarà!

Ma la cosa più grave e che mi sta più a cuore sono quei 480mila euro dei famosi Plus trovati in campagna elettorale per i servizi sociali. Ci accorgiamo solo ora come hanno funzionato i servizi sociali?

Uno dei settori più importanti che un comune e un sindaco, che ha cuore la sua città dovrebbe avere messo ad uno dei primi posti. In questo periodo particolarmente delicato e difficile per tanta gente l’efficacia dei servizi sociali dovrebbe avere la priorità.

Non si possono vedere persone disperate che vanno ad occupare case comunali chiuse e poi si autodenunciano.

Più volte è stato chiesto anche dai sindacati di tutte le sigle di fare una mappatura delle case di proprietà del comune, che non sono una proprietà acquistata, ma che dovrebbero essere temporaneamente date a chi ne ha stretta necessità.

Invece allo stato dell’arte, non è dato da sapere quante sono, chi ci abita, da quanto tempo, se sono date in affitto. Silenzio da parte del comune e indignazione da parte dei cittadini che le vedono quelle case non date a chi ha necessità ma addirittura disabitate, o concesse a chi neanche ci vive, ma magari la mattina va ad aprire le finestre per far capire che dentro qualcuno c’è.

E’ una vergogna. Come è una vergogna l’assistenza domiciliare agli anziani, alle persone sole, ai diversamente abili.

La parola chiave è stata in questi cinque anni:” i soldi non ci sono”. E’ vero le situazioni non sono rosee, ma allora occorre coraggio e tagliare le cose inutili.

Non ci servono le aiuole fiorite (che tra l’altro durano un paio di giorni) non ci servono manutenzioni fatte fare da ditte esterne con costi elevati, e tanto altro, ci serve dare una dignità della vita a chi in questo momento è in difficoltà più di tanti altri.

Occorre pensare che i giovani vogliono crearsi una famiglia, che chi è meno giovane e ha perso il lavoro ha una famiglia da mantenere, un anziano solo non può essere trovato morto dentro casa dopo giorni, perché nessuno si prende cura di lui.

Nessuno ha la bacchetta magica, ma quando i soldi non ci sono si devono andare a cercare. I posti di lavoro si devono creare.

La regione, il ministero del Lavoro, la presidenza del consiglio dei ministri, per non parlare della comunità europea, emana bandi per progetti quotidianamente, e allora perché non creare un gruppo di Giovani preparati, intelligenti (e ce ne sono tanti) che si dedicano solo a questo compito?

C’è un grande lavoro da fare, ma la nostra città, la nostra gente vuole un cambiamento ed ha anche la voglia di cambiare.

Io mi sono candidata con la lista del partito democratico, a sostegno di Leonardo Michelini, perché vedo in lui una persona concreta, una persona che ascolta, una persona a cui interessano le proposte dei cittadini per fare di più, quella persona che potrebbe dare un volto nuovo alla nostra città.

Domenica e lunedì, andiamo tutti a votare per una “Viterbo” che vuole cambiare pagina.

Daniela Bizzarri
Candidata partito democratico con Leonardo Michelini sindaco


 

Ciambella (Pd): “Mandare a casa Marini è un gesto di buon senso per chi ama Viterbo”.

Riceviamo e pubblichiamo – Cinque anni di decisioni incredibili.

Ci troviamo in mano una città peggiore sotto il piano economico, occupazionale, del decoro urbano ma anche sotto il profilo della speranza e dei rapporti tra Comune e cittadini.

Nel 2008 Marini e i suoi fecero dell’aeroporto uno strumento di costruzione del consenso. Si è rivelato tutto un grande bluff, un bluff con tanto di presa in giro perpetuata grazie a un assessorato all’aeroporto rimasto in piedi per anni.

Un assessorato di cui i più ignorano oggi la ragione d’essere. A cinque anni di distanza ancora promesse di sviluppo e occupazione.

Questa volta la parola magica è piano Plus. Soldi che la Regione Lazio ha dato a tutti i Comuni capoluogo del Lazio e sbandierato come un’eccellenza targata Marini. Anche qui un grande bluff elettorale.

La Viterbo di questi anni si è contraddistinta per i periodici rimpasti di giunta, per la “guerra tra bande” che ha sfilacciato il centrodestra.

Si è caratterizzata per non aver portato a compimento alcun recupero delle ex Terme Inps e non aver mosso mezzo passo in avanti verso la costruzione della città turistica che è veramente la grande occasione mancata.

A tutto questo va aggiunto un Comune che non ha trovato soluzione ai problemi di molti lavoratori.

Rimane irrisolta la situazione delle lavoratrici dell’asilo nido comunale e quella dei parcheggiatori Autoservice. In questo ultimo caso ne abbiamo viste veramente di tutti i colori. L’amministrazione Marini non è riuscita a chiudere la vertenza di lavoro con la transazione auspicata più di cento giorni fa dall’intero consiglio comunale.

La stessa amministrazione ha però assistito, senza battere ciglio, al licenziamento in tronco (dalla sera alla mattina) dei dipendenti, all’interno di un braccio di ferro francamente senza senso.

Auspica che i viterbesi reagiscano a tutto questo con uno scatto d’orgoglio e amore per la città, con un voto che sappia chiudere uno dei capitoli più bui della storia moderna della città dei Papi.

Mandare a casa Giulio Marini è qualcosa di più di una scelta politica, è un gesto di buon senso per chi ama Viterbo.

Luisa Ciambella
Candidata del Pd a sostegno di Leonardo Michelini sindaco


Tutto pronto per la staffetta per Viterbo organizzata da Fratelli d’Italia

Riceviamo e pubblichiamo – Domani, venerdì 24 maggio Fratelli d’Italia propone una staffetta itinerante a Viterbo per chiudere la sua campagna elettorale per le elezioni comunali a sostegno della lista di Fratelli d’Italia e del sindaco Giulio Marini

La staffetta toccherà i luoghi simbolo della città. L’appuntamento è per le 18,30 al Monumento della Marina a piazza Vittorio Veneto. Poi si proseguirà con Corso Italia alle 19 di fronte alla sede del Monte dei Paschi di Siena, alle 19,30 piazza della Repubblica dove si affaccia la sede della Banca d’Italia, alle 20 sosta al Monumento ai Caduti in piazza del Sacrario, alle 20,30 piazza del Comune e alle 21 piazza San Lorenzo al Palazzo Papale.

La staffetta terminerà alle 22 allo Speakeasy di piazza San Carluccio, nel quartiere San Pellegrino, dove si terrà un incontro per la chiusura della campagna elettorale.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il profilo Facebook e il sito internet www.fdiviterbo.it

 Fratelli d’Italia Viterbo


 

Moltoni: “Con noi una nuova vita per il complesso di Porta San Pietro”

Riceviamo e pubblichiamo – Riqualificare il centro storico significa non solo investire su ciò che c’è già, ma anche ridare vita ad alcuni gioielli, che potrebbero diventare, con un po’ di fantasia, dei veri e propri centri di aggregazione e nello stesso tempo volano per lo sviluppo e il turismo.

“In quest’ottica di città è di fondamentale importanza il complesso di porta San Pietro che si affaccia sul Cortile di Donna Olimpia – dichiara Francesco Moltoni candidato per il consiglio comunale alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio per la lista Oltre Le Mura, a sostegno di Leonardo Michelini –“.

Il palazzo dell’Abate e le sue varie aree annesse necessitano di un incisivo intervento di restauro. Questo interessante spazio, nella sua riutilizzazione, può divenire un importante centro polifunzionale, in cui conservazione e rielaborazione, memoria e reinterpretazione possano integrarsi. Creare una centro culturale, dotato di biblioteca specializzata, laboratorio di restauro, museo demologico delle arti, dei mestieri e delle tradizioni popolari, come museo della città stessa, con una scuola ad alto livello dei Mestieri Artigianali Viterbesi (MAV) è un’impresa possibile secondo Moltoni.

Quello dei mestieri che vanno scomparendo è un tema molto importante per la tradizione viterbese. “Dobbiamo recuperare queste professionalità, rilanciarle, sostenere la formazione di nuovi artigiani. Con un piccolo sforzo dovremo garantire alla città un luogo capace anche di ospitare delle botteghe, che possano attrarre appassionati e turisti da tutto il centro Italia e oltre. La zona di porta San Pietro – spiega Moltoni – diventerebbe così la porta naturale per San Pellegrino e il resto della città medioevale”.

La logica infatti è quella di uno sviluppo integrato del territorio e del centro storico, le cui potenzialità non finiscono con il quartiere di San Pellegrino ma si espandono in varie direzioni.

“Sta a noi trovare le intese e le idee per rendere Viterbo davvero una città turistica. Non ci serve solamente una vetrina. Ci servono anche i contenuti da mettere in campo e offrire ai visitatori – conclude Moltoni -. Soltanto se riusciremo a ragionare in questa prospettiva, con Michelini sindaco, sarà possibile vincere l’importante sfida”.


 

Giontella (Pdl): “Rilanciamo l’agroalimentare con progetti di filiera”

Riceviamo e pubblichiamo – Le imprese agricole viterbesi hanno una marcata proiezione per il lattiero-caseario, per la viticoltura, per la coltura del frumento, per le produzioni orticole, per la coltura dell’olivo, la filiera della castagna e la filiera corilicola. Ci sono anche aziende dedicate alla produzione di carni fresche e per il biologico. Ad essi si affiancano alcune imprese, caratterizzate comunque da buoni livelli di efficienza.

L’amministrazione comunale dovrebbe con un assessorato ad hoc creare propensione all’investimento e allo sviluppo di numerosi rapporti a “rete”, ovvero di operare all’interno di dipartimenti produttivi, fortemente connotati dal punto di vista comunale, ad elevata specializzazione e in grado di supplire in molti casi, ai limiti strutturali che caratterizzano diverse imprese.

Questi dipartimenti rappresenterebbero, quindi, una peculiarità della nostra struttura produttiva. Abbiamo necessità di pensare alla specializzazione caratterizzandoci per lo sviluppo di piccole e medie imprese collegate direttamente al settore agricolo ed alimentare – impiantistica per la trasformazione dei prodotti, packaging, meccanizzazione agricola, servizi di marketing – orientate all’export ed in grado di competere sui mercati nazionali grazie a una grande attenzione all’innovazione ed alla qualità.

Altro tratto distintivo della nostra realtà è rappresentato dal rilevante peso economico dei prodotti di qualità fortemente legati al territorio, alla sua storia ed alla cultura materiale della nostra gente. La città di Viterbo dovrebbe promuovere ulteriori progetti di denominazioni Dop e Igp riconosciute a livello comunitario; prodotti noti e apprezzati potrebbero consentire di sviluppare un rilevante volume di affari e contribuire a incoraggiare l’immagine del “Made in Viterbo” a livello nazionale.

I problemi prioritari per un’impresa agricola viterbese sono oggi la cronica bassa redditività. Le cause sono molteplici. Una parte del reddito viene eroso dai maggiori costi italiani riguardanti l’energia, i carburanti, il prelievo fiscale, gli oneri burocratici; un’altra quota dal diseguale rapporto negoziale con i soggetti non agricoli della filiera e con i fornitori di servizi e mezzi tecnici; un’altra quota infine dalla incapacità del settore primario di governare in modo coordinato ed efficace, salvo lodevoli eccezioni, l’offerta rispetto alla domanda; una domanda che per la maggior parte è concentrata in pochi gruppi d’acquisto alla scala nazionale ed internazionale.

La mancanza di una analoga dimensione dell’offerta, di sedi di contrattazione commerciale uniche, di organismi interprofessionali effettivamente operativi, di accordi e di contratti di produzione nazionali o interregionali, di obblighi alla contrattazione tra le parti, di aggregazioni di produttori per la commercializzazione in esclusiva, abbassano notevolmente le capacità negoziali della parte agricola frammentata, nonché la quota di valore finale del prodotto ad essi spettante.

L’avvento delle Op chiarirà questo flusso. Viterbo per affrontare il problema agricoltura potrebbe rendersi utile in veste di autorità centrale per creare un incentivo finanziario all’aggregazione delle imprese agricole e a collaborazioni di filiera paritarie e stabili nel tempo tra agricoltori e industria di trasformazione.

Finanziare in collaborazione con la Regione Lazio e la Comunità Europea progetti di filiera per investimento complessivi con contributo pubblico coinvolgendo imprese ed operatori economici Vorrei ricordare e concludo che al tempo potevano essere fatti sforzi maggiori per la Cooperativa Alto Lazio al fine di salvare una struttura che dava lavoro a circa 50 persone più tutto l’indotto di società collegate e 120 soci allevatori . Energie locali con investimento di privati con il supporto di istituti bancari.

Ci sono molte realtà cooperative provinciali a livello nazionale nel centro –nord Italia che hanno passato crisi ma che sono tutt’ora presenti sul territorio e valorizzano la materia prima dandone valore aggiunto all’allevatore o all’agricoltore locale, danno lavoro a persone e giovani del territorio, creano un net-work con la distribuzione ed il consumatore tale da innescare un ciclo economico redditizio. Pensare ad una azienda che valorizzi i beni primari della nostra terra con una società mista partecipata tra privati ( in maggioranza) e pubblico (ovviamente minoranza) potrebbe essere una via per rilanciare l’agricoltura locale viterbese e porre le basi per una sfida di filiera verso il futuro.

Fabrizio Giontella
Candidato consigliere comunale nella lista del Pdl


Bazzo (IdeAzione): “Serve digitalizzare gradualmente il sistema burocratico”

Riceviamo e pubblichiamo – Trasformare Viterbo in una città intelligente, più vivibile ed a misura d’uomo. Si può. Con le sue dimensioni relativamente modeste, infatti, Viterbo è il perfetto prototipo per testare nuove tecnologie e canali di comunicazioni 2.0 per i cittadini. Accesso ad Internet a banda larga, e reti 3G (incluse HSPA e DC-HSDPA) ad alta velocità e molto altro che si traducono in un sensibile miglioramento dei servizi.

Le tecnologie attuali, infatti, permettono di sviluppare servizi all’avanguardia ma facili da utilizzare; infrastrutture utili e con costi di realizzazione e manutenzione, molto accessibili. Tutto ciò sempre fornendo al cittadino un servizio sicuro, moderno, ed interconnesso.

Un esempio su tutti è il fascicolo sanitario elettronico: un insieme di dati clinici (analisi, allergie, passati interventi chirurgici, etc.) del singolo cittadino in grado di fornire al medico una visione della storia di un paziente certa, oggettiva, e non soggetta alle limitazioni della carta (i documenti cartacei potrebbero rovinarsi o andare persi nel tempo) o di vecchi formati (CD-ROM forniti nel anni ’90 non necessariamente sono compatibili con software e computer in utilizzo negli ultimi anni).

La Commissione europea si è proposta di stabilire l’Electronic Health Record (EHR, appunto, il Fascicolo Sanitario Elettronico) come standard entro il 2020. In alcune regioni Italiane quali l’ Emilia Romagna l’ FSE è già una realtà.

Ci proponiamo di fare in modo che l’Azienda sanitaria locale, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Viterbo, possa cominciare a sperimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico su Viterbo e Provincia con tecnologie e standard conformi alle richieste della Commissione Europea.

Il Comune di Viterbo deve diventare una risorsa locale e digitale per il cittadino che necessita di informazioni utili a livello quotidiano. Comunicati stampa, allerta della protezione civile, orari delle farmacie, contatti di livello amministrativo: attualmente tutte queste informazioni sono disorganizzate, mal presentate.

Non possiamo illuderci di voler digitalizzare l’intero sistema burocratico locale in pochi mesi, ma possiamo cominciare dai dati utili di tutti i giorni.

La Viterbo 2.0 nasce per il turismo. Il sito del Comune di Viterbo, adeguatamente tradotto con la collaborazione dell’Università della Tuscia in lingue diverse, è un ovvio candidato per un completo redesign delle modalità di presentazione della città ai turisti. Noi, tuttavia, pensiamo che possiamo andare oltre la creazione di un sito Internet presentabile e offrire anche qualcosa in più.

Un sistema di trasporti pubblici moderno, compatibile con Google Transit (già utilizzato in decine di altre città Italiane) per poter ricevere aggiornamenti in tempo reale su smartphone e tablet su orari e possibili ritardi. Accordi con commercianti del centro storico per promuovere l’utilizzo di nuove tecnologie come Apple Passbook per la creazione di buoni sconto o coupon digitali.

Una tabellonistica digitale, continuamente aggiornata, la quale, oltre a fornire informazioni storiche su luoghi d’interesse a Viterbo, possa visualizzare informazioni su eventi culturali, gastronomici, o folkoristici nel centro della città. La creazione di un’applicazione e portale web per il Settembre Viterbese degni di questo nome, capaci di fornire un’esperienza multimediale accattivante, stabile, e soprattutto utile.

Dobbiamo smettere di pensare che il turista moderno sia lo stesso che si muniva di cartine venti anni fa: è necessario, mai come prima, guardare al futuro del turismo, aperto a cittadini Italiani e stranieri, pronto per l’era moderna.

Andrea Bazzo
Candidato consigliere comunale per IdeAzione nella lista Viterbo 2020
Federico Viticci
Editor in Chief – MacStories


 

 Troncarelli (Rifondazione comunista): “Siamo gli unici a interpretare il cambiamento”

Riceviamo e pubblichiamo – Veniamo da 20 anni di amministrazioni di centro destra a Viterbo.

I profondi sconvolgimenti sociali, economici, in cui versa la città sono sotto gli occhi di tutti, così come il profondo disagio da ogni punto di vista. Sono anni che la città è abbandonata a sé stessa. Di fronte a tutto questo le liste, invece di candidarsi a interpretare il cambiamento di cui la popolazione avverte invero una stringente necessità, fanno piuttosto a gara ad accaparrarsi “pezzi da novanta” fra i protagonisti di questi anni.

Oggi qualcuno pretenderebbe di prendere in giro gli elettori dicendo che votando lui si cambierebbe la città, dimenticando di dire che per farlo usa proprio coloro che questa città hanno contribuito, alcuni fino a poche ore fa, a distruggerla. Come può Michelini (che annovera in lista assessori della giunta Gabbianelli, addirittura all’urbanistica, e della giunta Marini, in carica fino a due mesi fa), a dirci che vuole cambiare Viterbo se pensa di farlo con chi ha amministrato sinora?

Come fa Filippo Rossi a meravigliarsi dell’’appoggio dell’eurodeputato di Fli, suo amico di partito, alla coalizione di centro-sinistra? Noi non ne siamo per nulla meravigliati. Tanto da ricordare che Potito Salatto fu anche assessore regionale sotto la presidenza Gigli.

Questo sostegno non è una degenerazione rispetto ai valori della coalizione rappresentata da Michelini al contrario è l’indirizzo politico della coalizione stessa. Lo stesso vale per Rossi, che, lungi dal rappresentare la discontinuità, pare piuttosto quasi una sorta di amante deluso visto che, come dimostrato dalla lettera ormai nota e come da lui confermato, nel 2008 chiedeva  di essere nominato assessore di questa giunta, segno evidente che ne voleva continuare l’opera.

E allora, come ormai evidente, dinanzi a tale sconquasso della politica cittadina, siamo gli unici che abbiamo la chiarezza, la nettezza, per dire che vogliano con forza interpretare il cambiamento, che vogliamo governare contro chi ha ridotto così la città, non insieme. Da ultimo, una nota.

Leggiamo che, c’è chi dice che per vincere bisogna allargare i confini del centro sinistra. É tema controverso e complesso, nel merito del quale preferisco non entrare, ma una domanda mi sento di farla. Pensate sia possibile cambiare Viterbo con chi è stato assessore all’urbanistica ed ha partecipato attivamente alle vicende ormai note? O con coloro che sono stati arrivi protagonisti delle recentissime scelte che il centro sinistra viterbese ha sempre osteggiato? Come dire, con Tofani, Taborri, Moltoni, Zucchi e Saraconi sostenuti dall’onorevole Potito Salatto siamo sicuri che il cambiamento ci sarà… da centrosinistra a centrodestra.

Stefano Troncarelli
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.

 


Condividi la notizia:
23 maggio, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/