Riceviamo e pubblichiamo – Ha ragione Tusciaweb (fotodenuncia).
La battaglia per la tutela delle fontane viterbesi è sacrosanta ed è uno dei punti, uno dei progetti cui sta lavorando l’amministrazione comunale di Leonardo Michelini. Non in vista della loro adozione – il comune non adotta, il comune è padre di tutto il patrimonio storico, artististico e architettonico della città – ma con l’obiettivo di ridargli la dignità che meritano, valorizzandole e facendole diventare uno dei fiori all’occhiello di Viterbo, città turistica e città della cultura.
Un percorso dove rientrano non una, ma tutte le fontane storiche viterbesi. Una ricchezza unica che, assieme ad altre, contribuisce a caratterizzare la nostra città. Una ricchezza che deve essere comunque messa in sinergia con tutto il patrimonio. Parte integrante di un unico percorso che non dev’essere solo di pura e semplice tutela e restauro – certamente fondamentali e decisivi –, ma anche di sviluppo e crescita economica di Viterbo.
“Viterbo, città delle fontane – ha più volte ribadito il sindaco Michelini – è “un’impresa possibile”. Questa città ha un enorme e prezioso patrimonio da troppo tempo dimenticato e abbandonato al degrado più completo. Fontane, antichi lavatoi, fontanili che costituiscono una ricchezza unica nel suo genere, senza paragone alcuno, in nessun luogo del mondo.
Se Viterbo potesse puntare sulla ricchezza delle sue fontane, si potrebbe creare un’offerta turistica senza precedenti. Sarebbe inoltre motivo di orgoglio per i viterbesi, oltre che di riconoscimento delle proprie radici culturali, poter passeggiare per le strade e vedere queste splendide fontane pulite, curate, funzionanti. Venti fontane e otto lavatoi sono stati studiati e classificati in questo studio. Dalla Fontana grande a quella del Gesù, da quella di San Tommaso in piazza della Morte a quelle di piazza delle Erbe e piazza della Rocca, da quella del Pisciarello di Bagnaia alla fontana Maggiore di San Martino”.
Tusciaweb ha ragione. Ed è questo il progetto cui stiamo lavorando, per il recupero delle strutture, per Viterbo città turistica e per poter avviare l’iter per un riconoscimento da parte dell’Unesco di un patrimonio unico e per certi aspetti irripetibile.
Giacomo Barelli
Assessore alla cultura del Comune di Viterbo
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