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Femminicidio di Barbarano Romano - Gli investigatori in attesa dell'ok della procura per rientrare nell'appartamento

Sopralluogo sulla scena del delitto

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La palazzina di via 4 Novembre

La palazzina di via 4 Novembre

Il corpo della donna portato via dalla casa

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I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto

I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto

L'autopsia al cimitero - A sinistra il medico legale Giorgio Bolino

L’autopsia al cimitero – A sinistra il medico legale Giorgio Bolino

L'arrivo del feretro al cimitero

L’arrivo del feretro al cimitero

I funerali di Anna Maria Cultrera

I funerali di Anna Maria Cultrera

(s.m.) – Potrebbero tornare a breve sulla scena del delitto gli investigatori che indagano sull’omicidio di Barbarano Romano.

I carabinieri della compagnia di Ronciglione aspettano l’ok per un sopralluogo nell’appartamento di via IV novembre 23.

E’ qui che, la notte del 12 ottobre il 65enne napoletano Antonio Matuozzo ha ucciso a coltellate la compagna Anna Maria Cultrera, pensionata viterbese di sessantun anni.

Almeno cinquanta le coltellate sferrate all’ex dipendente delle poste. Per colpirla, Matuozzo ha aspettato che si addormentasse, nella camera da letto della casa in cui vivevano da sei mesi in affitto. Anna Maria si è difesa. Almeno così si intuirebbe dalle prime risultanze dell’autopsia del medico Giorgio Bolino, eseguita mercoledì al cimitero San Lazzaro di Viterbo.

Per ora l’appartamento resta sotto sequestro. Da qui a una ventina di giorni – forse anche meno -, i carabinieri della stazione locale, coordinati da Marco Stella e quelli della compagnia capitanata da Carlo Scotti potrebbero ottenere il via libera per entrare all’interno.

Il dubbio è solo sui tempi, ma un ritorno dei militari sulla scena del crimine è certo. Servirà per espletare tutte le operazioni di rito, quali che siano.

Potrebbe essere necessario, ad esempio, il prelievo di ulteriori tracce. In caso contrario, il sopralluogo servirebbe semplicemente a bonificare la scena del delitto. Tempi e modi dell’ispezione varieranno a seconda delle emergenze investigative.

Molto dipenderà dai risultati dell’autopsia. Il perito ha preso quarantacinque giorni di tempo per consegnare la sua relazione. Ma non è escluso che i militari possano fare il loro ingresso nell’appartamento ben prima della scadenza del termine. Dopo il dissequestro, i proprietari rientreranno in possesso dell’appartamento e i parenti degli effetti personali di Anna Maria.

Matuozzo, intanto, rimane in carcere. Resta aperta la possibilità di una richiesta di riti alternativi. Ma per ora la strategia difensiva dei suoi avvocati Vincenzo Gambera e Marco Marcucci è tutta da scrivere. Così come è in via di formulazione l’accusa a Matuozzo. Al momento, l’ex parrucchiere 65enne è indagato per omicidio volontario. Il pm Fabrizio Tucci dovrà sciogliere il nodo delle aggravanti. Prima tra tutte, quella della premeditazione.

Matuozzo ha pianificato l’omicidio della compagna? Forse. Quel che è certo è che ha agito in maniera lucida subito dopo il delitto.  Spietato durante e dopo l’assassinio, nel dire ai carabinieri che Anna Maria “meritava di morire”. E’ stato lui a chiamarli, alle 3,30 del mattino.

L’omicidio sarebbe avvenuto qualche ora prima, intorno alla mezzanotte. Tra la raffica di coltellate e la chiamata al 112, una serie di azioni apparentemente sconnesse: gli elettrodomestici riempiti d’acqua, la macchina cosparsa di zucchero. Ma anche in tal caso, si è capito solo dopo che c’era un motivo: quello di danneggiare oggetti appartenuti ad Anna Maria. Come per vendetta, nel caso non fosse bastato il gesto estremo di ucciderla.


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21 ottobre, 2013

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