Barbarano Romano – Non è voluto essere presente.
Antonio Matuozzo era nella sua cella a Mammagialla, ieri mattina, mentre iniziava il processo per l’omicidio della sua compagna Anna Maria Cultrera. Fu lui a ucciderla nel sonno con cinquanta coltellate il 12 ottobre 2013 a Barbarano Romano.
Ieri prima udienza davanti al gup Salvatore Fanti. Ma per il parrucchiere 66enne, di origini napoletane, c’era solo il suo avvocato Marco Marcucci, che ha informato il giudice che Matuozzo ha rinunciato a comparire in aula.
Per lui la procura voleva il processo subito. Il pm Fabrizio Tucci aveva chiesto il rito immediato. La difesa, l’abbreviato condizionato all’acquisizione di documenti e di una perizia psichiatrica. Richiesta accolta: Matuozzo sarà visitato da un perito del tribunale, che dovrà accertarne la capacità di intendere e di volere. “Vogliamo verificare se, nella sua testa, c’è stato un corto circuito, al momento dei fatti”, dichiara l’avvocato Marcucci, in rappresentanza anche del collega Vincenzo Gambera.
Il 12 ottobre fu Matuozzo a chiamare i carabinieri alle 3,30 del mattino. “Ho ucciso la mia compagna”, avrebbe ammesso nella breve telefonata al 112. La caserma di Barbarano Romano è a due passi dall’appartamento di via 4 novembre 23, diventato inaspettatamente teatro del delitto. Matuozzo e la compagna vi si erano trasferiti da pochi mesi, in affitto. Solo lei era viterbese e da poco tempo erano tornati in provincia.
Secondo la relazione del medico legale Giorgio Bolino, l’omicida si sarebbe accanito sul corpo della vittima. Avrebbe aspettato che la donna andasse a dormire per colpirla a tradimento e lasciarle il coltello da cucina nella gola.
Un omicidio premeditato, secondo l’accusa. Motivato da rapporti di coppia logori: negli ultimi tempi la Anna Maria sembrava scostante. Addirittura decisa a cacciare di casa Matuozzo, forse indignato e incattivito al punto da ucciderla e arrivare a dire ai carabinieri che “se lo meritava”.
Ma la difesa insiste su una possibile incapacità di intendere e di volere dell’ex parrucchiere napoletano, dimostrabile con una perizia psichiatrica. L’incarico al perito sarà affidato a giugno, con la nomina di eventuali consulenti di parte, per poi illustrare i risultati in aula dopo l’estate.
Quanto ai documenti che la difesa ha ottenuto di acquisire, si tratterebbe di corrispondenza. Un carteggio tra la coppia durante la detenzione di Matuozzo che, poco prima di finire in carcere per l’omicidio, scontava una condanna a tre anni e mezzo per molestie sessuali su una bimba di cinque anni, parente della vittima.
Formalizzate anche le costituzioni di parte civile: il fratello, la sorella e una figlia della vittima chiedono i danni a Matuozzo. A rappresentarli, c’è l’avvocato Antonio Manganiello.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY