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Marta - Polizia - Luogo dei presunti abusi - Martedì l'interrogatorio

Sorelline violentate, il “patrigno” ai domiciliari sull’isola Martana

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Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca
Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

La conferenza stampa della squadra mobile

La conferenza stampa della squadra mobile

Marta  – (s.m.) – E’ fissato alla prossima settimana l’interrogatorio del 46enne di Marta arrestato per violenza sessuale su due sorelline (fotocronaca – video).

Il gip di Viterbo Salvatore Fanti lo ascolterà martedì. Fino a quel giorno M.G., custode dell’isola Martana, resterà barricato nella dépendance su quella striscia di terra circondata dal lago.

E’ qui che ha scelto di rimanere agli arresti domiciliari. In completo isolamento nello stesso luogo in cui, secondo le indagini, avrebbe violentato più volte le figlie dell’ex compagna. Le andava a prendere in barca e le portava nella dépendance. La squadra mobile di Fabio Zampaglione ha filmato l’andirivieni dal paese al lago. Quello che succedeva sull’isola, una volta rimasti soli, è raccontato nella denuncia sporta quest’estate dalla madre delle ragazzine. Martedì, sarà il custode a dover spiegare la sua versione dei fatti. Sempre che non scelga come difesa il silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Pesantissime le accuse formulate dal pm Fabrizio Tucci: violenza sessuale aggravata e continuata su due delle tre figlie dell’ex compagna. La più grande, plagiata al punto da trasferirsi da lui, appena compiuti diciott’anni. Ne aveva dodici quando sarebbero iniziati gli abusi segnalati alla squadra mobile.

Madre e figlie arrivano in Italia nel 2005. Le bambine, all’epoca, hanno 7, 9 e 10 anni. La madre lavora tutto il giorno, si affida al compagno per prendersi cura delle piccole in sua assenza. Non può immaginare quello che denuncerà a distanza di qualche anno. Di un primo episodio, sulla figlia più grande, si accorge nel 2007: il compagno dice di non aver dato peso a quello che faceva perché ubriaco.

La coppia dà alla luce un figlio, per poi rompere la relazione nel 2010. Ma M.G. non smette di cercare le “figliastre”. Tutt’altro. Le va a trovare spesso, con la scusa di passare del tempo col suo unico figlio naturale. E quando può, porta le ragazzine sull’isola. 

Dal 2012, stando a quanto scoperto dagli agenti, le attenzioni si rivolgono anche sulla più piccola delle tre sorelle, appena 14enne. Solo la mezzana sfugge alle presunte avances del “patrigno”.

In pochi intensi mesi di indagini, i poliziotti della sezione specializzata in reati contro i minori ricostruiscono gli ultimi sei anni di vita delle due sorelle. Fino all’ordinanza del giudice Fanti, che accorda i domiciliari e il divieto di avvicinamento alle ragazzine.

Fine dei viaggi sull’isola. Fine di quelle che, per gli inquirenti, sono conclamate violenze sessuali. 


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1 novembre, 2013

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