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La Corte d'appello riduce la pena - Pronto il ricorso in Cassazione della difesa

Abusi sessuali sulle figliastre, 6 anni al custode dell’isola Martana

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Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – M.G. che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – M.G. che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Marta – Sei anni al custode dell’isola Martana.

In primo grado era stato condannato a otto anni di carcere per violenza sessuale. La Corte d’appello ha ridotto la pena a M. G.,  48enne di Marta.

Prima di finire in cella, lavorava come custode di una delle due splendide isole sul lago di Bolsena. Adesso è a Mammagialla, reduce da una sentenza d’appello che lo vuole ancora una volta colpevole di violenza sessuale sulle figlie dell’ex compagna. 

Era stata la donna a denunciare gli abusi nell’estate 2013. La più piccola e la più grande delle tre sorelle sarebbero state oggetto delle attenzioni del custode. La squadra mobile di Fabio Zampaglione lo arresta il 31 ottobre 2013.

Madre e figlie arrivano in Italia nel 2005: hanno 7, 9 e 10 anni. Dopo poco, la madre conosce M.G. e vanno a vivere insieme. Le violenze sarebbero iniziate nel 2007 sulla più grande delle tre, all’epoca 12enne: la madre se ne accorge e scoppia una lite. Nel 2010 la coppia si lascia, ma M.G. avrebbe continuato a vedere le sorelle andandole a trovare a casa e portandole nella sua dependance di guardiano dell’isola. Gli investigatori filmano l’andirivieni in barca dall’isola al paese.

Un caso delicato e controverso, che più che mai si presta a interpretazioni di segno opposto. In primo grado, accusa e parte civile sostenevano che le ragazze fossero state plagiate e violentate. Gli avvocati della difesa Fiorenzo Buzzi e Mario Proietti, al contrario, contestavano gli abusi sulla più piccola delle sorelle, sottolineando come la più grande, invece, frequentasse il “patrigno” di sua spontanea volontà, al punto da decidere di andare a vivere con lui sull’isola Martana una volta maggiorenne. Sempre la difesa, all’ultima udienza del processo di primo grado, produsse una dichiarazione scritta della sorella maggiore, che diceva di aver accusato ingiustamente M.G..

Non bastò. Il pm Fabrizio Tucci chiese 4 anni. Il tribunale ne inflisse 8. Il giorno dopo scattarono le manette per M.G. per i contatti continuati con le due sorelle, nonostante fosse agli arresti domiciliari sull’isola. E in appello, la procura generale che, teoricamente, avrebbe dovuto sposare le tesi della procura viterbese, ha invece chiesto addirittura l’assoluzione. E’ finita con 6 anni di carcere, dopo un’interminabile camera di consiglio. Finita si fa per dire: la difesa ha già preparato il ricorso in Cassazione per ottenere l’annullamento della condanna. 


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18 maggio, 2015

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