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Monte Romano - Le vittime sono il generale Giangiacomo Calligaris e l'allievo Paolo Lozzi - Aperta un'inchiesta per stabilire le cause dell'incidente - Sul posto i vigili del fuoco

Cade elicottero, due morti

di Maria Letizia Riganelli
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Paolo Lozzi

L’allievo Paolo Lozzi

Il generale Giangiacomo Calligaris

Il generale Giangiacomo Calligaris

Paolo Lozzi

Paolo Lozzi

Paolo Lozzi

Paolo Lozzi

Giangiacomo Calligaris

Giangiacomo Calligaris

Giangiacomo Calligaris

Giangiacomo Calligaris

Al centro il ministro Mauro e a destra il generale Calligaris

Al centro il ministro Mauro e a destra il generale Calligaris

ab 206

Un Ab 206

Un elicottero Ab 206

Un elicottero Ab 206

Monte Romano – Cade elicottero, due morti (fotocronaca del recupero di un Ab 206 – La visita del ministro Mauro all’Aves).

E’ di due vittime il bilancio dell’incidente occorso a un elicottero Ab 206 dell’esercito scomparso all’improvviso dai radar in zona tra Tuscania e Monte Romano in località Pian di Selva. A ritrovare i due corpi sono stati i vigili del fuoco, dopo una perlustrazione dell’area, condotta con l’ausilio di altri velivoli militari.

Le vittime sarebbero il comandante dell’Aves generale Giangiacomo Calligaris e l’allievo Paolo Lozzi. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta.

L’elicottero era impegnato in una azione addestrativa quando la base dell’Aves, l’aviazione dell’Esercito, ha perso i contatti con il pilota. In quella zona l’Enel aveva segnalato una linea elettrica aerea tranciata.

Si pensa quindi che l’elicottero abbia tranciato i fili elettrici.

Subito erano partite le ricerche da parte dei vigili del fuoco che avevano chiesto anche alla Wind di tracciare il telefono del pilota. Altri elicotteri dell’esercito si erano alzati in volo per le ricerche prima di trovare la carcassa dell’aereo.

Il magistrato Chiara Capuzzuto ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause dell’incidente.

A febbraio del 2010 un altro Ab 206 dell’Aves ebbe un incidente e fu costretto ad un atterraggio di emergenza, pesante in gergo militare, nelle campagne di Tuscania. I due piloti che erano a bordo rimasero illesi. In quel caso l’Ab 206 fu recuperato con un Chinook.

L’operazione di imbracatura e sollevamento che durò circa due ore coinvolse il lavoro di una squadra di 20 uomini dell’esercito.

Immediate sono giunte all’Aves di Viterbo e ai familiari delle vittime le note di cordoglio del mondo politico e istituzionale. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha espresso “il più sentito cordoglio” per la morte del comandante dell’Aviazione dell’Esercito, generale di divisione Giangiacomo Calligaris, e del tenente Paolo Lozzi. Consapevole e grato del lavoro che quotidianamente svolgono in Italia e nelle missioni internazionali uomini e donne delle nostre forze armate, il presidente del Consiglio è particolarmente vicino, in questo momento di profondo dolore, all’Esercito e al suo Comando aviazione, e si stringe ai familiari delle vittime”.

Ha voluto far sentire la sua vicinanza anche il ministro della Difesa Mauro, che proprio questa estate era stato a Viterbo con il generale Calligaris per partecipare a un’esercitazione.

“Da ministro, uomo e cristiano – ha scritto in una nota Mauro – condivido il dolore  dei loro familiari, consapevole che in questo momento le parole non possono alleviare la profonda sofferenza causata da una grande perdita. Oggi sono scomparsi due fedeli servitori dello Stato nell’adempimento del loro dovere fatto di quotidiana dedizione alle Istituzioni e alla Patria. Oggi il Paese piange due soldati, due uomini apprezzati e stimati per professionalità, esperienza e dedizione verso le istituzioni e le forze armate”.

Il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli ha inviato ai familiari ed al capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Graziano, le più sentite condoglianze, esprimendo affettuosa e profonda vicinanza a suo nome e a quello delle Forze armate.


Chi era il generale Giangiacomo Calligaris

L’ufficiale generale proviene dai corsi regolari d’accademia ed in particolare dal 156º corso. Nato come ufficiale dei Bersaglieri ha prestato servizio presso il 2º Reggimento “Governolo” in Legnano e nella circostanza ha partecipato alle missioni in Libano Italcom 1 e Italcon 2 (1982-1983). Nel 1985 entra a far parte dell’Aviazione dell’Esercito nell’ambito del 28º Gruppo squadroni “Tucano” dove si occupa di tutta l’organizzazione operativa del reparto. Alla fine degli anni ’80 e inizi degli anni ’90 frequenta il Corso di Stato Maggiore ed il Corso Superiore di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia.

Nel 1992 entra a far parte dello Stato Maggiore dell’Esercito dove svolge diversificati ruoli nel settore della formazione. Nel 1994 diviene Comandante del 49º Gruppo elicotteri d’attacco presso il 5º Corpo d’Armata e nel 1998 Comanda il 6º Reggimento bersaglieri in Bologna. Nel 1999 ha partecipato quale Capo delle Joint Implementation Commision all’Operazione “Joint Guardian” in Kosovo. Nel 2000 diventa Capo Ufficio Dottrina Addestramento Regolamenti e Sport dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Nel 2004 partecipa all’operazione Antica Babilonia in Irak con l’incarico di vice-comandante dell’Italian Joint Task Force IRAK. Nel 2005 assume l’incarico di comandante della Brigata aeromobile “Friuli” in Bologna e nel 2007 diventa Capo del Reparto Operazioni del Comando Operativo di vertice Interforze in Roma. Nella circostanza è stato il coordinatore delle operazioni “Isaf” in Afghanistan, in Chad (evacuazione di connazionali) ed Haiti (terremoto), nonché delle operazioni inerenti alla Primavera Araba quali l’evacuazione di connazionali dalla Tunisia, dall’Egitto e dalla Libia. Per quest’ultima ha anche pianificato l’inserimento del contingente nazionale in “Odissey Down” e successivamente in “Unified Protector”. Il 1º marzo 2013 ha assunto l’incarico di comandante dell’Aviazione dell’Esercito. Sul territorio nazionale ha partecipato all’Operazione Vespri Siciliani, all’Operazione “Riace”, “Calabria” e “Salento”.

Ha conseguito due lauree e un Master. Ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali quali la Croce d’Oro, la Croce d’Argento e la Croce di Bronzo al merito dell’Esercito e numerose onorificenze internazionali tra le quali si mensionano la medaglia “Meritorius Service Medal” degli Stati Uniti d’America e la medaglia “Military Cooperation Consolidation Medal” della Federazione Russa.

È Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Commendatore con Spade dell’Ordine pro merito melitensi, Commendatore al Merito del Ordine costantiniano di San Giorgio e Commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa.

È stato insignito dell’Ordine Accademico Tiberino per meriti nel campo della Difesa.


Chi era il tenente Paolo Lozzi

Paolo Lozzi era nato 25 anni fa a Montefiascone. Aveva frequentato il 189esimo corso dell’Accademia militare e conseguito il brevetto di pilota militare di elicottero nel luglio 2013. Era ufficiale frequentatore di corso presso il Centro addestrativo aviazione dell’esercito dall’agosto 2012.

Lozzi, durante la sua formazione militare, aveva frequentato i corsi Nbc, patente di guida per blindo conseguita presso la Scuola di cavalleria di Lecce, corso di pilota di elicottero presso la Scuola di volo dell’aeronautica militare di Frosinone.

Frequentava il corso avanzato piloti Aves 2013 “Eridano” (piloti osservatori Esercito), che consisteva in una serie di attività addestrative per un totale di 100 ore di volo circa a bordo dell’elicottero AB-206, finalizzato al conseguimento del brevetto con l’elicottero NH-500.

Mercoledì 23 gennaio, l’incidente mortale che lo ha visto coinvolto insieme al generale Giangiacomo Calligaris. Per cause ancora da accertare l’elicottero Ab206 è precipitato mentre i due militari erano in volo. Lozzi stava svolgendo la fase tattica prevista dal programma addestrativo dell’Aves, al momento dell’incidente.

Il capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi, a nome della Marina militare e suo personale, ha espresso ai familiari del generale Giangiacomo Calligaris e del tenente Paolo Lozzi, all’Esercito e in particolare alle sua Aviazione, la sua affettuosa vicinanza e partecipazione per il gravissimo lutto che li ha colpiti.

 


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23 gennaio, 2014

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