Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Soriano nel Cimino - Professore trovato morto al lago - Si attendono ancora i risultati dell'autopsia

Catalani non aveva preso droghe, alcol e farmaci

Condividi la notizia:

Leonello Catalani

Leonello Catalani 

Leonello Catalani

Leonello Catalani 

Leonello Catalani

Leonello Catalani 

Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani

Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani 

Soriano nel Cimino – Non era né sotto l’effetto di farmaci, né di stupefacenti.

Leonello Catalani non aveva assunto alcun tipo di sostanza prima di sparire per poi essere trovato morto il primo giorno dell’anno, sulle rive del lago di Vico.

Lo confermano i risultati degli esami tossicologici, depositati in procura giorni fa.

Secondo gli accertamenti del tossicologo, l’architetto di Soriano nel Cimino sarebbe negativo all’assunzione di droghe, alcolici o medicinali. Il medico legale non ne ha trovato traccia sul corpo di Catalani, scomparso a novembre e ritrovato cadavere a Capodanno.

Ma se gli esami tossicologici sono stati completati, l’esito dell’autopsia è invece ancora in bilico. Il pm Renzo Petroselli, titolare del fascicolo sulla scomparsa di Catalani, aspetta di ricevere da un giorno all’altro la relazione sulla sua scrivania.

Il medico legale Costantino Ciallella non ha chiesto proroghe. I risultati erano attesi per il mese scorso, come da consegna: sessanta giorni a partire dal 7 gennaio, data di inizio dei primi accertamenti. La procura avrebbe già sollecitato il consulente. Sarebbe questione di giorni.

Tutto quello che si sa, al momento, è che Catalani è morto per insufficienza cardiorespiratoria come probabile conseguenza dell’annegamento. L’ipotesi sarebbe stata confermata già dalle prime tac e dagli esami radiologici. Ma è necessaria l’autopsia per avere un quadro completo.

Secondo il consulente della procura, il corpo sarebbe rimasta in acqua per tutto il tempo della scomparsa. Dal 17 novembre 2013, quando i familiari hanno dato l’allarme, non vedendolo rientrare a pranzo, fino al primo gennaio 2014, giorno del ritrovamento del cadavere da parte di un gruppo di fotoamatori e da un graduato dell’aviazione dell’esercito. Catalani galleggiava vicino la riva, incastrato in un folto canneto.

Un’immagine, quella della morte e del canneto, che lo stesso professore aveva invocato in alcuni scritti trovati dopo la sua morte. In quegli appunti scritti a mano Catalani sembra raccontare una scena che è esattamente quella della sua fine. Anche questo elemento ha fatto sì che prendesse corpo la pista del suicidio, considerato anche che sul corpo del professore dell’istituto Midossi di Civita Castellana non sarebbero stati trovati segni di violenze né di trascinamento. 

Il cadavere era intatto. Provato solo dalla lunga permanenza in acqua. Vestito di tutto punto, scarpe a parte: i carabinieri di Soriano nel Cimino non le hanno mai trovate.

L’esito degli esami tossicologici potrebbe aggiungere un ultimo e inquietante tassello. Non solo suicidio. Ma un suicidio voluto fortemente. Invocato in quegli scritti  e, infine, cercato. Per questo non ha avuto bisogno di sostanze alcoliche o stupefacenti per trovare il coraggio di arrivare fino in fondo.

Catalani ha lasciato la macchina in un parcheggio a San Martino al Cimino e ha percorso a piedi il tratto di circa dieci chilometri che lo separava dal lago. Il tutto lucidamente. Dall’inizio alla fine. Era un modo di depistare le indagini? La risposta potrebbe nascondersi ancora in quei misteriosi appunti: sempre lì, Catalani parlerebbe di una morte al sicuro, lontano da tutti, senza farsi trovare.

Un altro elemento che rafforza l’ipotesi che il professore abbia affidato il suo desiderio di morire a quei fogli, pianificato nei minimi dettagli. Ma, al di là degli appunti, degli esami tossicologici e dell’autopsia, resta una domanda che finora non ha avuto risposta: perché?

 

 


Condividi la notizia:
19 aprile, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/