Vitorchiano – Ancora guai per il pensionato condannato per stalking su una barista.
A. R., 70enne di Vitorchiano, è stato arrestato mercoledì pomeriggio per essersi avvicinato nuovamente a una donna delle metà dei suoi anni, che lo aveva denunciato più volte in passato.
E’ di luglio 2013 la sentenza del tribunale di Viterbo che condannava il pensionato a sei mesi per stalking. Il 13 febbraio scorso, l’anziano sarebbe tornato all’attacco, cercando di entrare in uno dei due bar gestiti dalla 37enne, alla frazione della Quercia.
Il pensionato viene bloccato al primo bar. A distanza di poche ore tenta di entrare anche nel secondo locale, venendo nuovamente bloccato, anche con l’intervento dei carabinieri.
La barista, spaventata, lo denuncia di nuovo. I militari si attivano con una segnalazione alla magistratura che, a sua volta, inoltra una richiesta di misura cautelare. L’ordinanza, firmata dal giudice Eugenio Turco, è stata eseguita mercoledì: l’uomo sarebbe stato fermato in pieno giorno, nella piazza di Vitorchiano, da una pattuglia di carabinieri che gli ha ordinato di seguirlo. Il suo avvocato Enrico Zibellini è pronto fare ricorso.
“Impugneremo l’ordinanza al tribunale del Riesame – annuncia il difensore -. Questa misura è senza un perché e, soprattutto, manca del requisito dell’attualità. Il mio cliente viene arrestato oggi per un fatto di due mesi fa. E che fatto… Ha solo chiesto di poter parlare con la signora. Nessuna minaccia. Nessuna azione che potesse intimorirla o farla pensare anche solo lontanamente a una persecuzione. A. R. voleva solo parlare”.
Tutto nasce da una comunicazione del pignoramento buoni fruttiferi per circa 2mila euro al pensionato, da parte delle poste. Diretta conseguenza del processo penale: a luglio, l’uomo era stato condannato anche a risarcire la barista con una provvisionale di 5mila euro. Per la difesa il 70enne, che vive con 600 euro mensili di pensione, si è innervosito e ha voluto tentare la via del chiarimento con la signora. Anche se questo significava violare il divieto di avvicinamento, disposto dal giudice a luglio.
“In nove mesi non era mai contravvenuto ai suoi obblighi – afferma il difensore -. Solo stavolta, probabilmente sulla scia del nervosismo, ha cercato un contatto. Ma per motivi diversi da quelli che lo spingevano a cercare la signora in passato”.
Sul 70enne pende una condanna definitiva per molestie sulla barista, risalente al 2009. Il suo avvocato ha sempre sostenuto che fosse sinceramente innamorato di lei. La donna lo denuncia sei volte in quattro anni. Dice di ritrovarselo piazzato all’entrata del bar. Quando va a lavorare nell’altro caffè alla Quercia, lui la segue anche lì. E se non è fuori dal bar, lo incrocia sulla strada che fa per andare al lavoro. “Non è che la seguo, è che il paese è piccolo”, ha spiegato in aula il pensionato al processo di primo grado, ammettendo comunque di aver provato dei sentimenti per la barista. Glieli ha confessati con lettere e mazzi di fiori. Quando lei lo ha cacciato non è più entrato nel bar. Ma bastava la sua presenza continua nei paraggi ad angosciare la donna, scoppiata in lacrime durante la sua deposizione in tribunale.
Il processo si conclude con sei mesi di reclusione e provvisionale di 5mila euro. La difesa ha fatto appello. Ora impugnerà anche l’ordinanza che ha mandato il pensionato ai domiciliari.
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