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Viterbo - Polizia - Squadra mobile - La difesa valuterà se chiedere riti alternativi - Continua l'indagine sull'insegnante di sostegno

Maltratta 12enne disabile, giudizio immediato per l’assistente scolastica

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Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Viterbo – Sarà giudizio immediato per l’assistente scolastica accusata di aver picchiato e insultato un 12enne disabile.

Pierina Burlini, 54enne di Piansano, indagata per maltrattamenti aggravati, andrà a processo a ottobre. Senza udienza preliminare.

Così ha voluto il pm titolare dell’inchiesta Fabrizio Tucci, che ha ottenuto il processo subito per accorciare i tempi. Ma la data dell’udienza dipenderà dalle scelte difensive: gli avvocati dell’assistente scolastica, Fabrizio Ballarini e Stefania Sensini, non hanno ancora deciso se andare a processo o valutare riti alternativi, come l’abbreviato e il patteggiamento.

Sul caso di Pierina Burlini, dipendente di una cooperativa specializzata nel sostegno di persone disabili, ha indagato la squadra mobile di Fabio Zampaglione. Furono i genitori del 12enne a segnalare i presunti maltrattamenti agli agenti di viale Romiti.

La madre, in particolare, raccontò che il figlio aveva confidato a lei e ai medici fatti che l’avevano insospettita. Gli investigatori hanno quindi iniziato ad accertare gli episodi, avvenuti, a quanto pare, in orario scolastico. I poliziotti hanno ascoltato i medici, poi il 12enne.

Infine, il magistrato ha autorizzato l’installazione di telecamere nell’istituto frequentato dal ragazzo, la scuola media Fantappiè. I video mostrerebbero l’assistente nell’atto di strattonare, schiaffeggiare e prendere il 12enne a calci nel sedere. Il tutto condito con offese continue al giovane disabile, che veniva chiamato “ignorante, deficiente, coglione, tonto”. E poi pizzichi, calci alle caviglie, tentativi di immobilizzarlo per farlo stare fermo.

Immagini che sono l’architrave dell’accusa: ci vuole l’evidenza della prova per chiedere il giudizio immediato. E per gli inquirenti la prova è in quei video che hanno convinto il gip a sottoporre l’assistente alla misura cautelare dell’interdizione. Ovvero, la sospensione dal servizio.

In un fascicolo a sé stante, ma sempre per presunti maltrattamenti al 12enne, è indagato anche R.L., insegnante di sostegno 35enne. Ma per lui, niente giudizio immediato. La sua posizione sarebbe più leggera di quella dell’assistente scolastica. Ne è la prova il fatto che il professore è stato sempre e solo indagato a piede libero e mai sospeso dal servizio. 

La vicenda di Pierina Burlini arrivò poco dopo l’altro caso scolastico viterbese approdato sui media nazionali: quello della maestra Caterina Dezi, arrestata per maltrattamenti sui bimbi di 3 anni dell’asilo in cui insegnava. Uno shock per l’opinione pubblica. Come del resto, gli insulti e le percosse al 12enne disabile.

Le ragioni del clamore sono ben spiegate nell’ordinanza del gip, che parla di “una maggiore sensibilità del 12enne nel percepire certe situazioni, proprio perché portatore di handicap”. E sull’indagata: “In qualità di assistente di un minore bisognoso di sostegno continuativo e costante poiché affetto da grave patologia, maltrattava, invece, il minore a lei affidato per ragioni di cura, educazione, vigilanza o custodia sottoponendolo a minacce reiterate e percosse, rimproveri costanti e quotidiani tali da intimorirlo e mantenerlo in uno stato di paura”.

 

 


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9 giugno, 2014

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