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Viterbo - Dieci mesi e venti giorni - Ancora aperta la posizione dell'insegnante di sostegno

Maltratta 12enne disabile, assistente scolastica patteggia

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Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

La polizia sul posto

Polizia

Viterbo – Dieci mesi e venti giorni di reclusione.

Finisce con la condanna la vicenda dei maltrattamenti sul 12enne disabile, studente della scuola Fantappiè.

L’assistente scolastica Pierina Burlini, 55enne di Piansano, ha patteggiato. Una soluzione che le ha consentito di evitare il processo e lo sconto di pena di un terzo. 

Lo scandalo dei maltrattamenti alla scuola media Fantappiè scoppia ad aprile dell’anno scorso. Solo un mese prima, a Monterosi, era finita in arresto la maestra d’asilo Caterina Dezi, per le botte ai bimbi di 3 anni della sua classe.

E’ il 12enne a confidare i maltrattamenti ai medici e ai genitori che, subito dopo, avvisano gli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione. 

Da qui, inizia l’indagine che porta i poliziotti ad acquisire prima la testimonianza del ragazzo e dei dottori. Poi, la ripresa diretta dei maltrattamenti in classe, con le intercettazioni ambientali autorizzate dal pm Fabrizio Tucci.

I video mostrano l’assistente scolastica mentre strattona il 12enne. Lo schiaffeggia. Lo prende a calci nel sedere. Gesti tremendi da veder compiere da parte di chi, incaricata di aiutare il ragazzino, finiva per rendergli la vita ancora più difficile a scuola. La 55enne lavorava per una cooperativa specializzata nel sostegno dei disabili. Un curriculum che non le ha impedito di insultare a più riprese il 12enne, chiamandolo “ignorante, deficiente, coglione, tonto”. Metodi offensivi e diseducativi immortalati dall’occhio elettronico delle telecamere e diventati la prova regina a carico della donna, subito sospesa dal servizio.

L’ordinanza del gip di Viterbo è categorica: “In qualità di assistente di un minore bisognoso di sostegno continuativo e costante poiché affetto da grave patologia, maltrattava, invece, il minore a lei affidato per ragioni di cura, educazione, vigilanza o custodia sottoponendolo a minacce reiterate e percosse, rimproveri costanti e quotidiani tali da intimorirlo e mantenerlo in uno stato di paura”. E sul 12enne, il tribunale di Viterbo rilevava “una maggiore sensibilità del 12enne nel percepire certe situazioni, proprio perché portatore di handicap”.

Proprio in base alla solidità degli indizi raccolti la procura aveva chiesto il giudizio immediato, che ha lasciato aperta alla difesa la strada del patteggiamento. 

Insieme alla 55enne di Piansano, era finito sotto indagine anche l’insegnante di sostegno 36enne R.L.. Una posizione più leggera, la sua. Sempre e solo indagato a piede libero e mai sospeso. La sua posizione è ancora aperta.


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7 febbraio, 2015

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