Viterbo – Una protesi difettosa nel femore l’ha fatta finire tre volte in ospedale. Il medico che l’aveva operata è finito sotto processo.
Si tratta dell’ortopedico C.R.. La signora, V.T., costituita parte civile e rappresentata dall’avvocato Luca Nisi, è morta tre mesi fa, a 75 anni, per un’infezione trascurata alla ferita postoperatoria.
Anche per questo c’è un fascicolo aperto per omicidio colposo, al momento contro ignoti.
L’ortopedico viterbese risponde solo del reato di lesioni colpose aggravate per i tre interventi dovuti alle altrettante rotture della protesi in titanio. Il primo risale al 2009, mentre l’ultimo sarebbe di cinque mesi fa.
Uno strazio continuo per l’anziana, costretta a periodiche degenze in ospedale per riaprire, aggiustare la placca e richiudere.
Per due casi analoghi, i pazienti hanno trascinato in tribunale il direttore generale di una multinazionale produttrice di attrezzature mediche, con sede a Milano. L’accusa, in questo caso, è di aver fabbricato e commercializzato placche difettose simili a quella in questione. Anche qui, si parla di prognosi superiori ai due anni, per i continui interventi chirurgici per sistemare le placche che, puntualmente, si rompevano. In questo caso, il processo è fissato a gennaio, davanti al giudice Silvia Mattei.
L’udienza di ieri, per l’ortopedico, è stata, invece, rinviata a ottobre. Dopo la morte della donna, sono subentrati come parti civili i due figli. Responsabili civili la Asl di Viterbo e l’assicurazione Unipol Sai.
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