Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Pranzo sociale del Sodalizio dei facchini - Dopo la rottura con il comune, il presidente onorario Nello Celestini le canta di santa ragione al sindaco Michelini - 220 i presenti, nessuno da palazzo dei Priori - Mecarini: "Una festa in famiglia"

“I sindaci cambiano, speriamo che questo cambi presto”

Condividi la notizia:

Sandro Rossi, Federico Moretti e Massimo Mecarini

Sandro Rossi, Federico Moretti e Massimo Mecarini

Mecarini, Lanzetti e Rossi

Mecarini, Lanzetti e Rossi

Nello Celestini

Nello Celestini

Giovanni D'Agostino

Giovanni D’Agostino

Pranzo sociale facchini - L'arrivo della torta

Pranzo sociale facchini – L’arrivo della torta

Vincenzo Fiorillo e Alessio Fiorillo

Vincenzo Fiorillo e Alessio Fiorillo

Sandro Rossi e Andrea Rossi

Sandro Rossi e Andrea Rossi

Al centro Ennio Di Marco

Al centro Ennio Di Marco

Don Alfredo

Don Alfredo

Vincenzo Lorrai e don Luigi

Vincenzo Lorrai e don Luigi

Sandro Rossi e Luigi Aspromonte

Sandro Rossi e Luigi Aspromonte

A destra Omar Sabatini

A destra Omar Sabatini

Viterbo – (g.f.) – Giornata in famiglia per i facchini di santa Rosa. Una famiglia molto numerosa. Al pranzo sociale a Fabrica di Roma, Sodalizio al gran completo. Circa 220 persone (fotocronaca: Il pranzo socialeslide – Una vita da facchinoslide – video).

Non ci sono, ed è la prima volta che accade, rappresentanti del comune. Ma l’atmosfera non ne risente. Anzi. Si ride, si scherza.

Le polemiche, quelle con l’amministrazione comunale, restano fuori dalla porta.

“Oggi è un giorno di festa – dice il presidente Massimo Mecarini salutando i presenti – tutto il resto lo lasciamo per un’altra giornata, tanto quello che è successo lo sappiamo tutti”.

Lo sa bene anche il presidentissimo Nello Celestini. “Dobbiamo rimanere uniti – afferma Celestini – anche nei momenti di difficoltà.

I problemi ci sono sempre stati ma passano, mentre il Sodalizio resta”. Le difficoltà passano, come passano gli amministratori in comune.

“I sindaci cambiano speriamo che questo cambi presto”, dice schietto Celestini.

Parte un applauso tanto spontaneo quanto intenso.

Il Sodalizio è in rotta per alcune uscite poco apprezzate, da parte di consiglieri di maggioranza e perché l’amministrazione non rispetta gli impegni. Compresi quelli economici. Deve ancora versare il dovuto per il pranzo 2013 e relative targhe.

Meglio concentrarsi su altro. Dopo Nello, tocca a Lorenzo Celestini dire qualcosa. “Mi tocca parlare – scherza Celestini – sempre dopo mio padre. Mica è facile”.

Mecarini ricorda il progetto con enti e associazioni per valorizzare le iniziative che ruotano attorno al tre settembre: “Non contro qualcuno – osserva Mecarini – ma per migliorare, crescere. Fare in modo che le manifestazioni non si accavallino”. A pranzo ci sono tutte, l’Avis, i comitati Centro storico e Pilastro, il circolo Selvaggini, insieme ai costruttori dell’ultima Macchina, Cesarini e Fiorillo, don Luigi Fabbri per la curia.

Dal canto suo il capofacchino Sandro Rossi torna indietro, di cinquant’anni, quando con una delibera il comune decise di offrire il pranzo sociale in segno di gratitudine verso il Sodalizio.

“Non era mai successo – dice Rossi – che fosse pagato direttamente dai facchini. Non perché abbiamo problemi a farlo. Non chiediamo nulla”. Magari solo un po’ di giusta considerazione, quella sì. “Il rammarico grande – continua Rossi – è che questa città, cui siamo legati indissolubilmente, perché tutto parte dalla nostra santa, questo legame forte, poi non viene espresso da chi poi va a dirigere la città. Non parlo di questa amministrazione, ma in generale.

Ecco il perché nel voler dare vita a quest’associazione che riguardi tutte le feste cittadine nel periodo di settembre. Non per scavalcare qualcuno, ma perché se ci serve qualcosa e non ci aiutiamo fra noi, nessuno ci dà una mano e perché la festa non deve cambiare. Dobbiamo preservare la tradizione del tre settembre”. 

La rottura con palazzo dei Priori non pesa ma si sente. Di tanto in tanto una battuta, un accenno. Poi si passa ad altro.

L’atmosfera è serena e allegra e ci sono tanti motivi per festeggiare. Almeno quarantadue.

Tanti quanti i facchini che ricevono le targhe per gli anni di trasporto.

Si parte da cinque e poi per ogni multiplo un riconoscimento. Ogni volta un traguardo importante, conquistato col sudore.

C’è anche chi può vantare una presenta ininterrotta per 45 anni di trasporto, Ennio Di Marco. Nel 2015, invece, saranno 35 anni di trasporto per Giovanni D’Agostino.

Quindi tutti gli altri, fino ad arrivare al gruppo più nutrito. In quattordici hanno raggiunto il primo gradino dei cinque anni.

C’è pure l’unico facchino nato il 3 settembre, Vincenzo Lorrai.

Fra i premiati, anche Vincenzo Gasbarri, medico sociale. Venti anni sotto la Macchina anche lui.

“Chi è premiato quest’anno – osserva Mecarini – ha una targa doppiamente speciale.

E’ la prima senza il logo del comune e con quello Unesco e il marchio della Banca di Viterbo”. Anche su questo fronte il Sodalizio ha deciso d’andare per la propria strada.

Con l’istituto di credito che ha finanziato quasi totalmente la spesa.

Chi festeggia il compleanno da facchino e chi il proprio sacerdozio. Sono trent’anni per don Alfredo, il cappellano del Sodalizio. Brinda insieme agli altri.

Ma anche il Sodalizio ha il suo riconoscimento. Glielo consegna il dottor Lanzetti, a nome dell’ordine dei medici viterbesi.

Lanzetti lo consegna a un patto: “Che non me lo riconsegnate fra due mesi”. Riferimento al premio Faul riconsegnato dai facchini al comune.

Non c’è pericolo. “Torna indietro – precisa Mecarini – solo a chi la bacheca dell’arroganza”.

Vincenzo Fiorillo, costruttore della Macchina di santa Rosa, dona invece al Sodalizio un quadro che mette insieme un’immagine del trasporto straordinario del 2014 su via Marconi, a un francobollo dello stesso trasporto del 1952.

Sarà consegnato successivamente, invece, un riconoscimento ad Andrea De Simone di Confartigianato. “Anche in un momento difficile – spiega Mecarini – hanno voluto essere presenti in modo importante a questo appuntamento e noi li ringraziamo”.

Il finale è affidato a una musica familiare. L’inno dei facchini di santa Rosa annuncia l’arrivo in sala della torta. Grande e soprattutto alta, con una Macchina di santa Rosa in cima.

Non poteva essere altrimenti.


I FACCHINI PREMIATI
CINQUE ANNI DI TRASPORTO
 Anno di entrata 2010
CATARCINI GINO
COSTANTINI ALESANDRO
DOTTORI SANTINO
FAVETTA FRANCESCO
FIORILLO ALESSIO
LORRAI VINCENZO
ORO MICHELE
PALMA RICCARDO
PASQUALINI MARCELLO
ROSSI ANDREA
SABATINI OMAR
STELLA MAURIZIO
TERZOLI DAVID
ZOCCHI FABRIZIO

DIECI ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 2005
DAMIANI ANDREA
FRACCARO MIRKO
GERMANI MASSIMILIANO
MONTALBOLDI MICHELE
MONTALBOTTI STEFANO
OTTAVIANELLI FABRIZIO
POLITINI DANIELE
TOMBOLELLA MAURIZIO
TURCHETTI DANILO

QUINDICI ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 2000
BACCELLI MAURO
CORBUCCI STEFANO
FLORIS LUCA
FRACCARO SIMONE
PERANDRIA MARCO

25 ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 1990
ASPROMONTE LUIGI
CAMILLI ALESSANDRO
GRANI MASSIMO
MIGLIORATI ROBERTO
MONTI FERNANDO
PIERACCI ANTONIO
PIERINI MASSIMILINANO
VALENTINI RODOLFO

20 ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 1995
CARLANTONI LUIGI
GASBARRI VINCENZO
MONTI FRANCO

35 ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 1980
D’AGOSTINO GIOVANNI

45 ANNI DI TRASPORTO Anno di entrata 1970
DI MARCO ENNIO


Condividi la notizia:
16 novembre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/