Sutri – Non si svolgerà prima di mercoledì l’autopsia su Brunilda Hoxha, la 31enne uccisa a coltellate dal compagno a Sutri.
A eseguirla sarà il medico legale Giorgio Bolino, dell’Università La Sapienza di Roma. Fu lo stesso Bolino a esaminare il corpo martoriato di Anna Maria Cultrera, la sessantenne uccisa l’anno scorso in un omicidio fotocopia di quello di Sutri: il compagno la massacrò con cinquanta coltellate.
Quelle sul corpo di Brunilda sono sicuramente di meno. Si parla di sei fendenti tra il ventre e la gola, ma di una violenza tale da reciderle la carotide e squarciarle la pancia. Una scena terribile, quella che si è presentata agli occhi dei carabinieri lunedì pomeriggio, con la donna morta a terra, in una pozza di sangue, e il compagno vivo e in trance, reduce da un tentativo di suicidio con farmaci e candeggina.
Agaj Asilan, 53enne albanese come la compagna, ha cercato anche di tagliarsi le vene, ma con un coltello più piccolo con il quale si sarebbe provocato solo ferite superficiali. Le lesioni più gravi se l’è provocate ingerendo la candeggina, che gli avrebbe ustionato esofago e stomaco. E’ ancora in prognosi riservata. Stazionario. Anche se qualche flebile segno di miglioramento ci sarebbe, al punto da trasferirlo da rianimazione al reparto di chirurgia al settimo piano del Gemelli. Piantonato e in stato di arresto. Sorvegliato dalla penitenziaria.
L’interrogatorio con il pm Chiara Capezzuto sarà decisivo. I carabinieri hanno raccolto le testimonianze dei vicini di casa e di quei pochi conoscenti che la coppia aveva a Sutri. Racconti poco significativi, da cui non sarebbero emersi particolari rilevanti. Anche perché i due neoconviventi erano poco conosciuti. In particolare l’omicida reo confesso, arrivato a Sutri da circa un mese, mentre la vittima viveva da un paio d’anni nella casetta al civico 16 di via Orlando Paladino, diventata il suo letto di morte.
L’appartamento è sotto sequestro. I bambini di Brunilda, un maschio di 7 anni e la femmina di 12, sono stati affidati a una struttura protetta fuori regione. L’altro figlio 14enne e i parenti in Albania dovrebbero essere rintracciati a breve tramite ambasciata. E si è fatto luce anche sui precedenti del 53enne: nove anni di carcere per l’omicidio volontario della moglie, cui avrebbe spaccato la testa con un piccone nel 2001. Il movente, in quel caso, era la gelosia.
Mancano solo i due momenti salienti dell’indagine: l’interrogatorio e l’autopsia.
Multimedia: video – video2: L’intervento dei carabinieri
fotoracconto – slide – fotocronaca – slide
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