Sutri – Lo hanno trasferito d’urgenza a Belcolle: in pochi mesi, ha perso più di venti chili.
Agaj Asilan è irriconoscibile. Il 54enne albanese che ha ucciso a coltellate la convivente 31enne, Brunilda Hoxha a Sutri, a novembre, si sta lasciando morire.
Lo aveva detto al pm e al suo avvocato, all’ultimo interrogatorio a Mammagialla: “Non ricordo niente, volevo solo uccidermi”. Ci aveva provato, quell’11 novembre, dopo aver affondato più volte un coltello da cucina tra il ventre e la gola della sua compagna: prima tentò di tagliarsi le vene, poi bevve una dose massiccia di farmaci e candeggina. Un mix quasi letale che lo ha fatto finire prima al Gemelli in prognosi riservata e poi a Belcolle. E’ riuscito comunque ad avvertire i carabinieri. E il minuscolo cortile sotto l’appartamento di via Paladino Orlando 16 si è subito riempito di militari, tra uomini del reparto operativo, del nucleo investigativo, della compagnia di Ronciglione, insieme al colonnello Mauro Conte e al pm Capezzuto.
Asilan aveva la gola ustionata. Ci vollero dieci giorni, prima che riuscisse a rispondere alle domande del gip, per l’interrogatorio di garanzia. Le sue prime parole sono quelle che ripete a tutt’oggi, a distanza di sei mesi: “Non ricordo perché l’ho uccisa, ricordo solo che volevo morire”.
I fendenti sul corpo di Brunilda, inizialmente, sembravano appena sei. Ma risultarono molti di più, dopo le prime analisi del medico legale Giorgio Bolino. Si parla di una raffica di coltellate. Forse per gelosia. Ma in quella casa, in via Paladino Orlando 16, dove la stessa Brunilda lo aveva accolto, c’erano solo l’assassino e la vittima. E finché i ricordi del primo non saranno più nitidi, ricostruire precisamente il movente sarà impossibile.
Prima della chiusura delle indagini, il pm aspetta l’esito dell’incidente probatorio. Asilan è stato sottoposto a perizia psichiatrica dal primario di Neurologia dell’ospedale Belcolle Antonio Maria Lanzetti. La difesa – avvocato Elisabetta Centogambe – ha nominato come suo consulente il professor Giulio Perugi, mentre la procura si avvarrà della consulenza dello psichiatra Giovanni Battista Traverso. A luglio, il dottor Lanzetti tirerà le sue conclusioni in aula: dovrà stabilire se Asilan era lucido, quindi capace di intendere e di volere al momento del fatto.
Sul 54enne albanese pesa un precedente importante: l’omicidio della moglie a picconate, in un raptus di gelosia, nel 2001. Anche in quell’occasione, come dopo aver massacrato Brunilda, Asilan si è consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine. Per quel delitto, dopo un matrimonio durato vent’anni e finito in un lago di sangue, aveva scontato nove anni di carcere.
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