Viterbo - Elezioni provinciali - Fioroni (Pd) spiega la sua strategia
di Giuseppe Ferlicca
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 Giuseppe Fioroni |
Viterbo – I candidati si candadano, non si fanno candidare da altri.
Elezioni provinciali, in vista della consultazione degli amministratori Pd per decidere il nome su cui puntare, Giuseppe Fioroni è netto: “Purché vinciamo a me va bene tutto.
La mia domanda è: se si va a una consultazione, si devono conoscere prima i candidati, o facciamo le consultazioni al buio? Che facciamo, il gioco delle ombre?”.
Ovvero, finora nessuno fra i papabili, Mauro Mazzola, Gianluca Angelelli o Angelo Cappelli ha dichiarato di concorrere.
“Sono per una consultazione libera e chiara, per questo ho chiamato Angelelli.
Siccome il suo nome circolava, gli ho chiesto, ti candidi? Volevo sapere. Curiosità. Mi ha detto che non può, per il lavoro e gli impegni che ha già.
Con Angelo Cappelli, stessa cosa. Ho chiamato anche lui e non mi sembra che pure lui intenda proporsi.
Tutti questi nomi sono frutto del gioco delle ombre cinesi. Non sono persone che si candidano, sono persone che sono candidate da qualcuno che non è nemmeno amministratore”.
Se Angelelli e Cappelli non intendono partecipare, in gara resta solo Mauro Mazzola.
“Ma chi lo ha detto? Dove si è candidato Mazzola? Non funziona così. Non ci si deve esprimere su nomi che altri hanno predefinito.
A me piace che il giorno in cui si vota, coloro i quali intendano candidarsi, uno, venti o cinquanta, si alzino e presentino il loro progetto.
E’ Mazzola? Evviva. Mazzola si presenta, illustra agli altri il proprio progetto e così chiunque altro intenda proporsi come candidato presidente.
Poi gli amministratori si esprimono. Questa è una consultazione democratica”.
Si vota chi si dichiara disposto a candidarsi. “Presupposto per una consultazione è che ci siano una candidatura e un progetto.
La consultazione vecchio stile Pci, in cui ci si mette seduti, si chiede cosa se ne pensa di questo o quel nome, è superata dalla storia”.
Niente ombre cinesi. Il punto è chiaro, Fioroni non gradisce.
“La scelta deve essere libera e democratica e non può esserlo se si fa il gioco delle ombre cinesi, dove il candidato non appare, ma appare chi chiama gli altri e gli dice, bisogna votare così.
Io sono per una vera consultazione libera. Fioroni non chiama, non deve telefonare a nessuno per dire vota Giovanni o Pasquale”.
E non per risparmiare sulla bolletta telefonica. “Consultazioni dove il candidato non c’è, ma c’è qualcuno proposto da altri, è un errore.
Mi ripeto: è il gioco delle ombre cinesi. Invece va fatto tutto alla luce del sole.
Angelelli abbiamo scoperto che non è candidato. Cappelli lo stesso. Se Mazzola è candidato, va alla riunione degli amministratori il giorno in cui si vota, come stabilito dalla segreteria e si presenta, propone il suo progetto.
Quindi si esprime consenso o dissenso”.
C’è un altro aspetto che il parlamentare Pd precisa: l’elezione del presidente è separata da quella del consiglio. Divergenza di vedute con il segretario provinciale.
“C’è l’elezione del presidente e quella del consiglio. Sono felice che finalmente anche il segretario Egidi dica che bisogna trovare il consenso anche di altri per governare la provincia. Meno male.
Ma sarà il candidato presidente, poi, a valutare le intese con altre liste.
Non c’è un apparentamento.
Il candidato, come si presenta alla lista del Pd, lo farà alle altre liste, chiedendogli il voto. Le liste civiche si formeranno per conto proprio, se vorranno”.
Giuseppe Ferlicca
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