Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, il bello dei rapporti fra adulti, e persino tra amici, è che valgono la pena solo se c’è discussione, approfondimento, reciprocità di critica.
Non discuto sul fatto che un progetto possa piacere o non piacere, e neppure se il mio sia un progetto o un progettino; ci mancherebbe, ognuno ha le sue idee e meritano rispetto.
Ma mi permetterò di ricordarti, di passata, che non sono solo un sociologo – questo lo sai benissimo – sono un docente inserito da trent’anni in una facoltà (oggi dipartimento) di Scienze della comunicazione, per cui, ancorché possa essere un testone, credo di aver assimilato qualcosa su cosa si intende per comunicazione.
Anzi, questo mi ha persino consentito di insegnare a fare comunicazione a chi domani la farà, che si tratti di giornalisti o di pubblicitari. Poi, è chiaro, uno può anche predicare bene e razzolare male.
Il problema è un altro. Partita, in ritardo, l’idea di Viterbo capitale della cultura, è partito anche il gioco che a Viterbo piace di più: lo sfascismo. Beh, via, di critiche, tante, anche pesanti e di dubbio gusto.
Tutti ad offendersi per non essere stati chiamati in commissione, tutti a predicare su chi doveva essere chiamato, ma, guarda un po’,“ neanche uno straccio di proposta” oltre alle critiche.
E se ce n’è una, o mezza, come quella del sottoscritto, che sta tentando di mediare tra le esigenze – e i limiti – del bando (che pochi hanno letto) e le effettive potenzialità della città, l’importante è affossarla, dire che è una ideuzza.
Ce ne è una migliore? Se c’è ben venga, l’importante è che arrivi prima del 24 marzo e che sia praticabile a norma del bando.
Proprio perché conosco la comunicazione, so che mettersi a discutere con un direttore sulle pagine del suo quotidiano è un suicidio, perché avrà sempre l’ultima parola.
Ma non importa: fa parte del gioco, e soprattutto se fosse in grado di aiutare la città in questa circostanza, ne varrebbe la pena.
Francesco Mattioli
Caro professore,
nessun problema. Le lascio volentieri l’ultima parola. Contento lei… Non vale la pena di occuparsi di una questione che sarà decisa, per quanto è dato sapere e in ultima analisi, dal peso politico delle diverse città. Siamo in Italia, non dimentichiamolo.
Carlo Galeotti
Articoli: “Città della cultura, c’è un progetto integro e completo” – Città della cultura, c’è la candidatura manca uno straccio di idea
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