Graffignano – (s.m.) – Sequestrati un laghetto e due fabbricati.
Opere abusive, senza permesso a costruire. Sarebbe questa l’ipotesi che ha portato a mettere i sigilli a un’area in località Pascolaro, a Graffignano.
La stessa località, tra il 2006 e il 2007, era finita al centro delle indagini della forestale per un presunto traffico illecito di rifiuti: 20mila tonnellate di fanghi e scarti interrate tanto in profondità da lambire le falde acquifere. Processo sepolto, esattamente come quelle tonnellate di immondizia: chiuso per prescrizione.
Otto anni dopo, l’attenzione degli inquirenti torna a concentrarsi sulla stessa zona. Dietro il sequestro dei due fabbricati, c’è una pioggia di avvisi di garanzia, notificati, tra gli altri, al proprietario del terreno, Roberto Nocchi (già imputato per le ventimila tonnellate di rifiuti sotto terra) e alla responsabile del settore Urbanistica del comune di Graffignano Nadia Buzzi, indagata nell’appaltopoli “Genio e sregolatezza”.
Almeno altre due persone sarebbero già state iscritte nel registro degli indagati. Per più di un motivo.
Stando alle indagini, i fabbricati in questione, che occuperebbero una superficie di un centinaio di metri quadrati, sarebbero stati realizzati in totale assenza di autorizzazioni. “Spacciati”, in pratica, per opere temporanee, senza bisogno di permesso a costruire. Ma c’è anche il problema dei vincoli paesaggistici: lo scavo di circa 5mila metri quadrati, che doveva ospitare un laghetto di pesca sportiva, sarebbe stato eseguito in un’area vincolata, a pochi metri dal fosso Traversa.
Tutte attività consentite all’imprenditore con il placet del settore Urbanistica del comune di Graffignano.
Le indagini continuano.
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