Viterbo – “Io esco. Tolgo la fiducia all’amministrazione”. Nel giorno in cui Leonardo Michelini chiude la verifica, arriva la brutta notizia. Perde un pezzo della sua maggioranza. Goffredo Taborri annuncia la sua uscita, passa nel gruppo misto. All’opposizione.
“Io esco. Questo è chiaro. Ho già detto al sindaco che non ha più la mia fiducia, in quanto non può alzarsi in piedi ufficialmente in consiglio comunale e annunciare la giunta a sette, addirittura avendo predisposto l’elenco delle deleghe e poi rimangiarsi quanto detto. Adesso si passa a otto. Non lo accetto più. Non ha fatto una bella figura alzandosi per dire sette e ora si piega a otto”.
Cosa avrebbe voluto?
“Io desideravo che la giunta fosse come doveva essere due anni e mezzo fa, a sei e la presidenza del consiglio mai a un esponente del Pd”.
Non sarà così a quanto pare.
“Mancando queste condizioni io tolgo la fiducia all’amministrazione. Non avendo più fiducia soprattutto nel sindaco che si rimangia le parole che nessuno lo ha obbligato a dire. Io ho spiegato le mie posizioni, lui fa scelte diverse e io mi comporto di conseguenza. Vado all’opposizione nel gruppo misto”.
Perché è così contrario a un presidente del consiglio Pd?
“Dobbiamo essere seri. Tre mesi fa e non tre anni fa, tutti insieme i gruppi civici, avevamo deciso che quella posizione non era giusto darla a un esponente Democratico, ma doveva rimanere nell’area chiamiamola civica. All’unanimità abbiamo votato Maria Rita De Alexandris e dopo tre mesi cosa facciamo? Ci rimangiamo tutto e diamo la presidenza al Pd? Non è un problema di nomi, non ce l’ho con Serra. Vado anche oltre. Sono arrivati a politicizzare pure la presidenza del consiglio e non lo è. Si tratta di una figura di garanzia e la scelta va fatta tra i consiglieri comunali. Non Pd. Per me può essere anche uno dell’opposizione, se ha determinate caratteristiche d’esperienza e carisma. Abbiamo avuto Gabbianelli, per me può farlo anche Marini. Non ho problemi”.
Come mai una giunta a sei sarebbe meglio di otto?
“Con una giunta a sei il Pd nella sua totalità sarebbe comunque sovradimensionato. Avrebbero quattro assessori Pd e due sarebbero non Pd. Che vogliono di più? Perché tirano fuori i panunziani che sono sotto o i fioroniani sovrastimati? Affari loro. Non è un problema nostro. Hanno quattro assessori, poi se due sono di Fioroni e altri due sono di Panunzi, fatti loro. Non m’interessa. Non lo voglio nemmeno sapere”.
E’ la posizione del consigliere Taborri dell’Ncd?
“Non parlo a nome dell’Ncd, anche se al momento nessuno mi ha comunicato nulla. Io sono ancora capogruppo del Nuovo centrodestra. Parlo a nome mio. Goffredo Taborri”.
Perché una presa di posizione così drastica?
“Non sono più disposto a partecipare a questo squallido teatrino della politica viterbese degli ultimi giorni. Purtroppo in consiglio comunale manca una presenza di partiti nazionali, l’ho già detto più volte. Abbiamo solo un monocolore Pd. Il resto è fuffa”.
Quindi il Partito democratico fa il bello e il cattivo tempo?
“La colpa di questo teatrino è tutta del Pd. Non m’importa se sono quelli di Fioroni o di Panunzi. Stanno facendo tutto loro e non riesco proprio a seguirli. Sostengono d’essere dodici consiglieri e per questo rivendicano cinque assessori”.
Perché è il gruppo più numeroso in maggioranza. O no?
“Ma il consiglio è composto da 22 consiglieri. Lasciamo da parte il sindaco. Dodici sono del Pd, ma dieci sono del non Pd. Se parto da questi numeri, vuol dire che i due gruppi quasi si equivalgono. Stiamo lì. Tutte queste richieste d’assessorati non hanno fondamento”.
Giuseppe Ferlicca
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