Bagnaia – S’incontrano a Bagnaia. Sono una settantina tra iscritti, consiglieri e cittadini. Non temono la scomunica dell’unione comunale, ma rivendicano il loro ruolo e la libertà d’esprimere quello che pensano.
Sopratutto quando le cose non vanno. In comune ce ne sono molte, ma non vogliono gettare all’aria l’amministrazione Michelini. Semmai essere da pungolo.
Si è chiusa, ieri sera, così la riunione voluta dal segretario del circolo unico Pd Carlo Mancini e per la quale in 220 si sono scomodati per dire che non andava convocata.
“Difenderò – dice Mancini – il mio modo di fare politica fra la gente. Finché non mi cacceranno darò battaglia”.
Trova strana la censura alla riunione: “Del gruppo che la chiede, ne fa parte pure chi alle provinciali ha presentato una lista civica in alternativa al Pd e poi censurano noi”. Riferimento non troppo sottinteso all’assessora Luisa Ciambella.
Condannata la censura preventiva dei Democratici zona Popolari, solidarietà al capogruppo Francesco Serra per quella ricevuta dopo l’intervento in consiglio e un invito al sindaco Michelini a non perdere l’ultimo treno e cominciare a lavorare, come chiedono i viterbesi.
Mentre resta la frattura dentro il Partito democratico. Da una parte i sette consiglieri, Serra, Troncarelli, Quintarelli, Volpi, Troili, Frittelli, Mongiardo, maggioranza nel gruppo in consiglio e dall’altra i Popolari. Ricucire non sarà facile, ma Serra vuole continuare a svolgere il suo ruolo di capogruppo. Non entrerà in giunta.
Un comune senza obiettivi, si vive alla giornata
Francesco Serra non ci va giù tenero, intervenendo all’assemblea. “Capisco le difficoltà e che era più facile fare opposizione, ma io ho posto una questione seria in consiglio comunale, con il mio intervento tanto criticato.
Non ho parlato di poltrone. Ho spiegato che quest’amministrazione non ha obiettivi, vive alla giornata. Fra Expo, capitale cultura, del volontariato, chi più ne ha più ne metta. Ma quattro o cinque cose che quando eravamo all’opposizione come Pd abbiamo individuato, dobbiamo realizzarle. Altrimenti sento di stare fallendo”.
Esempi ce ne sono: “L’igiene urbana: ho chiesto d’eliminare le isole di prossimità. Operazione senza grosse spese, eppure non si riesce a fare. Le società partecipate: si era deciso di vendere una farmacia per trovare soldi da investire nel trasporto pubblico, acquistando nuovi bus e realizzando un nuovo piano”. Nulla.
Il grafo di rete nuovo è stato predisposto da una società di Lucca. “E presentato a Viterbo, ma eravamo in cinque. Compreso l’assessore Ricci, cui da sempre io ho dato sostegno. Ha fatto con me l’opposizione e quattro idee di cambiamento le mette.
Non c’era nemmeno il sindaco”.
Quindi le frazioni: “Avevamo 200mila euro da investire entro dicembre 2014. Non si sono potuti spendere.
Sono cosciente di far parte di una maggioranza, ma dopo infinite riunioni sono intervenuto tre volte. Penso sia mio dovere farlo”.
Pure quando l’argomento non è gradito. “Noi non abbiamo cercato un assessorato e non lo cercheremo. Il sindaco vuole fare una giunta a sette? Va bene, io ero per portarla a sei. Non ho parlato per far cadere l’amministrazione, ma non posso pensare che su quattro cose da realizzare, un capogruppo non possa intervenire per cercare d’ottenere qualche risultato”.
Sul suo futuro a palazzo dei Priori: “Vorrei chiudere da capogruppo e non da assessore. Spero che censure o espulsioni finiscano qui. Sono un consigliere eletto, mi alzo e parlo”.
Alessandra Troncarelli: “A me la bocca non la chiudono”.
E’ la consigliera data per prossima assessora, al posto di Fabrizio Fersini e non è tipo che le manda a dire: “Ho ricevuto le preferenze di 700 viterbesi e non mi lasciano lavorare. O si cambia o si cambia.
Non voglio far cadere l’amministrazione, dobbiamo andare avanti. Ci sono dentro fino all’ultimo capello. Ma non posso accettare che il mio ruolo sia sminuito, che io debba avere problemi a ottenere documenti utili alla mia attività, com’è accaduto. Vogliono censurare pure me?
Mi faccio una grossa risata”.
Sandro Mancinelli: “Non si prende il voto e poi si scappa…”
Se l’assemblea Pd è stata convocata a Bagnaia, c’è una ragione. Proprio da una frazione, Bagnaia, tutto è partito, con il primo incontro sulle primarie e i tre candidati sindaco. Lo ricorda Sandro Mancinelli.
“Siamo partiti da qui, abbiamo vinto, ma poi non si prende il voto e si scappa. Alle primarie volute da Serra, sono venuti più di quattromila, 32mila poi hanno votato, ma in due anni abbiamo perso la gente”.
Il segretario Calcagnini invoca il metodo Renzi a Viterbo. “Lo invoco,a ma il premier con le tessere Pd non ci avrebbe fatto niente. I consiglieri comunali hanno preso i voti.
Serra ne ha ottenuti novecento. Facendo eleggere se stesso e a conti fatti, un altro paio di persone.
I sette consiglieri comunali non sono sette pazzi scatenati. Sono stati eletti, e non come i segretari comunali, con le tessere in mano. Che un anno sono 1.500 e l’anno dopo 400.
Chi sta in consiglio raccoglie le aspettative della gente, ma nessuno se li fila. Su partecipate, immondizia, arsenico e le frazioni dimenticate.
Il sindaco, dopo il discorso del capogruppo Serra avrebbe dovuto prendere la valigia e cominciare a girare, parlare con la gente e non dire, sfiduciatemi. Un anno fa c’è stata la verifica con tanto di crono programma sul da farsi. Poco o niente è stato realizzato”.
Le 222 email e le 35 interrogazioni di Troili inascoltate
Arduino Troili non sa più a chi rivolgersi per avere risposte ai problemi di Bagnaia. “Ho contato 222 email spedite ad assessori, denunciando la situazione in cui si trova Bagnaia. Quando non lo faccio a voce.
Ho predisposto un documento con tutti i problemi piccoli e grandi. Più di stare a Bagnaia dalle 8 della mattina fino alla sera non posso fare. Non ho la bacchetta magica”.
Non gli resta che registrare il malcontento: “Parlo con le persone, possibile che tutti gli scontenti li incontri io? Qui non siamo riusciti a risolvere nulla.
Se il comune cade mi dispiace, ma se non fa nulla e non si cambia verso, tanto vale alzare bandiera bianca. Forse è il caso che ci vada altra gente, più capace”.
Antonio Rizzello “epurato”
L’ex assessore provinciale interviene perché ha un dubbio: “Non so nemmeno se faccio ancora parte della segreteria. Si smantella il partito per dare vita a una repubblica autonoma, trovando il consenso nella raccolta firme degli amici degli amici.
La censura al capogruppo è ridicola.
L’unione comunale non ha autorevolezza. Ci siamo riuniti come segreteria sei volte, per approvare documenti che arrivavano da fuori e che nessuno poteva modificare. O così o fuori dalla segreteria.
Poi abbiamo discusso di “grandi temi”, come l’incompatibilità di Serra e Frittelli, o per dire peste e corna su Barelli.
Poi l’unione comunale si è fatta carico di risolvere il problema della presidenza del consiglio. La proposta c’era, ma il sindaco ha fatto booh e il segretario si è rimangiato tutto”.
Dopo due anni, il nulla
Parla anche qualche cittadino. Franco Pierini è critico, dopo due anni a Bagnaia non si è visto nulla, mentre il consigliere Volpi torna a incalzare l’amministrazione su frazioni, arsenico e cimitero di Grotte, con Pistilli che sottolinea come la gente si aspettava di più. Chiude Patrizia Frittelli: “Nessuno è sotto processo”. Tuttavia un verdetto alla fine ci sarà. Lo daranno gli elettori.
Giuseppe Ferlicca
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