Aigues-Mortes – “Ho visto le lacrime degli operatori, addolorati per non aver potuto salvare Giuseppe. Vigili del fuoco, polizia e medici hanno fatto veramente di tutto”.
Salvatore Centamore è grato a chi si è dato da fare per suo figlio, risucchiato dalle grate di quella piscina al Camping La Petite Camargue di Aigues-Mortes, Francia.
Giuseppe, 16 anni appena, è stato estratto a forza. La forza della disperazione che, purtroppo, non è bastata.
Il dramma in pochi istanti, il 30 giugno. Un pomeriggio che sembrava il contrario della tragedia: sole, divertimento e un’immensa piscina in cui giocare. Giuseppe, i genitori e la sorellina erano arrivati tre giorni prima. Avevano un’intera vacanza davanti. Adesso c’è solo dolore.
“Mio figlio è rimasto troppo tempo sott’acqua”, spiega il padre, con una determinazione nel voler chiarire ogni dettaglio che sa dargli solo l’amore per Giuseppe. “Quel giorno, mio figlio non galleggiava affatto sulla piscina: è stato estratto a forza dalle griglia posta sulla parete verticale della piscina da più persone, non so ancora chi… e dopo diversi tentativi, tanto era la forza di aspirazione dell’impianto, che lo ha bloccato. Quattro persone hanno cercato di tirarlo fuori senza riuscirci. Quando finalmente è stato estratto hanno provato a rianimarlo ma era già tardi”.
L’autopsia è stata eseguita l’altro giorno. La famiglia Centamore non sa quando arriveranno i risultati. Né tantomeno quando torneranno a casa. “Ci sono tempi tecnici e amministrativi per tornare in Italia con Giuseppe – spiega il padre -. Non sappiamo quanto saranno lunghi. Spero di essere a Viterbo con la mia famiglia mercoledì e di fare i funerali giovedì. Ma sinceramente non lo so…”.
L’esito dell’autopsia sarà probabilmente annegamento, ma sulla dinamica dell’incidente è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. La gendarmeria di Grau du Roi cercherà di capire com’è stato possibile che il sistema di depurazione della piscina abbia letteralmente trascinato Giuseppe fino alle griglie di aspirazione con quella violenza. Se c’è stato – com’è probabile – un funzionamento anomalo. Una tragedia che, al momento, è tutta da ricostruire.
“La prima ad accorgersi di tutto è stata mia figlia – continua Salvatore Centamore -. Ha cercato di trascinare via il fratello, ma non ci riusciva, è piccola, ha solo 12 anni”.
Subito dopo, è iniziata la corsa contro il tempo per salvare Giuseppe. La sorellina ha chiamato il bagnino. Sono accorse altre persone ad aiutarla. Ma le speranze diminuivano a ogni secondo che Giuseppe passava sott’acqua. “Era un nuotatore provetto – racconta il papà -. Due mesi fa, aveva preso l’ultimo riconoscimento dalla Larus, che frequentava assiduamente. Non so se serviva un bagnino, due, tre… – continua il padre -. Non so dire se ci sia stata omissione di soccorso. Se sì, c’è stata solo in una prima fase, ma non posso dire proprio nulla con certezza, tantomeno accusare qualcuno. C’è un’inchiesta aperta che verificherà ogni cosa. Il trasporto all’ospedale di Nimes, le cure dei medici, l’intervento dei pompieri e della polizia sono stati impeccabili. Da quando Giuseppe è stato estratto dall’acqua abbiamo avuto la massima assistenza. Per portarlo in ospedale sono arrivati due elicotteri, è stata bloccata un’intera strada statale. Ho visto le lacrime dei soccorritori, che si sentivano smarriti come me. Quando il personale dell’unità di rianimazione ha capito che non c’era più niente da fare, ha gentilmente concesso oltre che a me, a mia moglie Paola e a mia figlia Elisabetta di stare insieme a Giuseppe fino a quando non ce l’ha fatta più, intorno alle 3 del primo luglio”.
I ringraziamenti di Salvatore Centamore vanno ai soccorritori che hanno pianto con lui, ma anche alle all’autorità francesi e italiana. “Ringrazio gli amici e i conoscenti viterbesi delle manifestazioni di cordoglio che ci hanno fatto sentire quanto Giuseppe si era integrato e conosciuto ad appena sei anni dal nostro insediamento a Viterbo – conclude -. E’ successo a mio figlio, ma al suo posto poteva esserci chiunque. Non si può morire così. In piscina. In vacanza”.
Stefania Moretti
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