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Operazione "Heroin in the street" - Polizia - Squadra mobile - Sono finiti nei guai per aver aiutato gli soacciatori

Eroina, tre acquirenti indagati per favoreggiamento

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Operazione "Heroin in the street" - M.T.

Operazione “Heroin in the street” – Marco Terzoli

Operazione "Heroin in the street" - M.M.

Operazione “Heroin in the street” – Mauro Marino

Operazione "Heroin in the street" - M.T.

Operazione “Heroin in the street” – Miriam Terzoli

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Operazione "Heroin in the street" - La conferenza stampa

Operazione “Heroin in the street” – La conferenza stampa

Operazione "Heroin in the street"

Operazione “Heroin in the street” 

Viterbo – Aiutare i loro spacciatori li ha fatti finire nei guai.

Tre acquirenti degli arrestati dalla polizia, per il giro di eroina in città, sono finiti nel registro degli indagati per favoreggiamento (video –fotocronaca – slide).

L’accusa è di aver cercato di proteggere quelli che, per la squadra mobile viterbese, sarebbero i gestori dello spaccio di “ero” in città: il presunto leader Marco Terzoli, 47enne viterbese disoccupato, il suo fido collaboratore – o almeno così risulterebbe dalle intercettazioni – Mauro Marino, 35 anni e la sorella di Terzoli, Miriam. 

Da due giorni sono il primo in carcere a Civitavecchia, il secondo ai domiciliari, mentre la donna ha l’obbligo di firma. Secondo le indagini della squadra mobile di Fabio Zampaglione sarebbe coinvolta anche lei nel giro di spaccio di eroina; per l'”attività”, avrebbe messo a disposizione la sua macchina, senza contare le conversazioni in cui il fratello la rimprovererebbe per non aver messo la giusta quantità di stupefacente nelle dosi da spacciare. Ma la sua posizione è la più marginale. Il fratello, invece, è il più compromesso.

Stando alle indagini della mobile, coordinata dal pm Stefano D’Arma, Terzoli, arrestato mesi fa, avrebbe continuato indisturbato a gestire lo spaccio dai domiciliari. Con Marino discuteva di come parlare in modo più sicuro al telefono, temendo intercettazioni. 

Anche Marino ha avuto problemi qualche mese fa: con uno degli indagati nell’attuale inchiesta fu sorpreso a bordo di una Mercedes imbottita di droga. Per bloccarli, i poliziotti bloccarono tutte le uscite della Superstrada, dopo un rocambolesco inseguimento, fermando alla fine l’auto con quasi un etto e mezzo di stupefacente assortito nel vano motore, tra cui 29 grammi di eroina. Se ne sarebbero ricavate 368 dosi. La sostanza, a prima vista, sembrava cocaina. Solo più approfondite analisi di laboratorio rivelarono che, in realtà, si trattava di eroina.

“Se casco io, cascano tutti”, avrebbe detto Terzoli al telefono col suo “socio”, ribadendo, secondo gli inquirenti, il suo ruolo di leader nello spaccio di eroina. “Voi alzatene più che potete, poi ce penso io”, avrebbe aggiunto in un’altra conversazione. Una frase che è stata interpretata come una precisa indicazione del ‘capo’ per incrementare i guadagni: in questo senso, ‘alzatene più che potete’ significherebbe ‘vendetene il più possibile’, nel gergo degli arrestati. 

Guadagni sulla pelle altrui. Chi ci rimetteva, sicuramente in salute, erano gli acquirenti. Gli stessi che, sentiti dopo il blitz scattato all’alba del 10 agosto e destinatari delle perquisizioni, hanno cercato di prendere le difese degli arrestati, smentendo di aver comprato da loro eroina, nonostante le intercettazioni.

Alcuni sono stati salvati per un soffio dall’overdose con una puntura di Narc al cuore. Marco Zena, invece, 48enne viterbese, non ce l’ha fatta. Quando lo hanno trovato in un capanno degli attrezzi, la mattina del 2 aprile, era già morto per overdose da eroina.

Gli arrestati, al momento, rispondono solo di spaccio. Almeno per ora, non sono additati come diretti responsabili della morte di Zena, anche se l’indagine “Heroin in the street” è partita da quell’episodio, oltre che da una serie di intossicazioni da eroina finite bene solo grazie alle rapide cure dei sanitari. 

Gli indagati in totale sono otto: cinque a piede libero più i tre destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare del gip Francesco Rigato, che ora aspettano l’interrogatorio di garanzia.

Per Marino e la donna è fissato in mattinata. Per Terzoli, al più tardi, domani. 


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12 agosto, 2015

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