Viterbo – Sabato Battaglia si difende.
Il ventiduenne arrestato all’alba di domenica per l’omicidio del Riello ha risposto alle domande del gip Stefano Pepe stamattina al carcere Mammagialla.
Non una parola in più, rispetto all’interrogatorio di domenica davanti al pm Massimiliano Siddi. La linea difensiva è stabile: Battaglia ritiene di aver agito per difesa e su provocazione della vittima, Federico Venzi, 43enne romano residente a Caprarola, ammazzato di botte a due passi dalla rotatoria dell’Ipercoop.
Battaglia dice di essere stato avvicinato da Venzi, che era in compagnia di un suo amico marocchino, intorno alle 4,45 del 27 settembre, vicino all’uscita della rotatoria che immette su via della Palazzina (lato Ipercoop). Con lui c’era la fidanzata Lorella Colman, studentessa 22enne di Vetralla denunciata per favoreggiamento. Secondo la ricostruzione di Battaglia, Venzi li avrebbe importunati e insultati, cercando di mettere le mani addosso alla ragazza, per poi inseguirli fino all’uscita vicina della rotatoria. Qui, il ventiduenne avrebbe sferrato dei potenti cazzotti alla vittima, tra viso e trachea. Solo due, avrebbe dichiarato la fidanzata agli investigatori (che ha aggiunto anche di non essere stata toccata da Venzi). Molti di più, secondo la ricostruzione degli inquirenti, visto lo stato in cui era ridotto il 43enne quando è arrivato all’ospedale Belcolle, dov’è morto dopo due ore.
Per l’accusa c’è stato un accanimento. Per la difesa, la reazione a un’aggressione di cui Battaglia si sente vittima.
Grazie alle indagini del nucleo investigativo e dei carabinieri della compagnia di Viterbo di Giovanni Martufi e Raffaele Gesmundo, Battaglia è stato rintracciato a poche ore dall’omicidio.
Al termine dell’interrogatorio di garanzia, durato circa un’ora, l’avvocato del ventiduenne, Vito Castronuovo, ha chiesto la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari. Una richiesta sulla quale il gup si pronuncerà dopo aver ricevuto il parere del pm titolare delle indagini.
Multimedia: fotocronaca – slide – video
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