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Viterbo - Operazione Sbiff - Notificati gli avvisi, si attende l'udienza preliminare

Giro di coca, chiuse le indagini

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La conferenza stampa per l'operazione Sbiff

La conferenza stampa per l’operazione Sbiff 

Operazione Sbiff dei carabinieri

Operazione Sbiff dei carabinieri 

Viterbo - Carabinieri - Operazione Sbiff

Viterbo – Carabinieri – Operazione Sbiff 

Viterbo – Giro di coca, chiuse le indagini.

Sono stati notificati una ventina di giorni fa gli avvisi di conclusione delle indagini nell’ambito dell’operazione Sbiff dei carabinieri di Viterbo, su un traffico di cocaina nel capoluogo.

Il blitz dei carabinieri era scattato all’alba del 20 luglio. Sedici persone finirono in manette coinvolte in un giro di droga tra Viterbo, Roma, Perugia, Amelia e Agropoli.

L’indagine è partita nel 2014 da un’estorsione e da un furto alle slot machines di un bar di Bagnaia.

Si attende ora la fissazione dell’udienza preliminare per valutare se procedere con rito alternativo o con quello ordinario.

Il numero delle persone coinvolte, comunque, si è ridotto sensibilmente, perché alcuni hanno patteggiato.

Il tribunale del Riesame, inoltre, in questi mesi, ha rivisto numerose posizioni, nell’ambito dell’indagine.

Tra le altre, quella di Matteo Leporatti, noto imprenditore 37enne di Viterbo, che dai domiciliari è passato all’obbligo di firma. Per lui, la difesa sta pensando di optare per il rito ordinario, dicendosi fiduciosa in relazione all’esito finale della vicenda.

Rivista anche la posizione del dottor Massimo Palmerini, medico a Terni, che dal carcere ha ottenuto la detenzione in casa.

Altri tre sono passati da Mammagialla ai domiciliari sempre dopo l’ok del Riesame, che non ha condiviso l’accusa di estorsione contestatagli. 

Operazione “Sbiff”, dal termine utilizzato nel gergo degli indagati per intendere “sniffata”.

Per quasi tutti l’accusa è spaccio di cocaina per aver venduto ‘neve’ fuori da locali, discoteche e night club. Acquisti rapidi: microdosi di stupefacenti al seguito e droga consumata in macchina, per non dare nell’occhio. Solo in un caso i carabinieri si accorgono che gli indagati hanno comprato un quantitativo di cocaina ingente a 2500 euro, per rifornire i clienti di un intero locale.


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17 ottobre, 2015

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