Viterbo – Filippo Rossi? “C’è o non c’è la differenza non si vede”. Il sindaco Michelini? “Non sa mai quello di cui parla”. La maggioranza? “Deve fare una sola cosa, andare a casa”.
Interpellato sulla situazione in comune, oggi che si ritorna in consiglio comunale, Gianmaria Santucci (Fondazione) ha una parola buona per tutti.
Dopo due anni e mezzo di sopportazione, la sola via per il centrosinistra a palazzo dei Priori non è il rilancio, ma la fuga. Verso le urne.
Filippo Rossi non verrà più in consiglio e sfida i colleghi a cacciarlo, come da regolamento. Il capogruppo Pd Serra ha detto di no, lo farà lei?
“Rossi? Ma chi se lo fila? Non è una priorità, anzi non interessa a nessuno, probabilmente quello che farà o non farà non interesse nemmeno a lui. C’è o non c’è, la differenza non si vede”.
Non fa proprio nessuna differenza?
“Nel suo ruolo da consigliere non mi pare proprio che sposti qualcosa. E comunque, tanto non fanno niente a prescindere. Con o senza Rossi. In questo lo ammetto, sono intercambiabili. Il discorso vale anche per il sindaco. Quando parla non sa nemmeno quello che dice, non prende una posizione”.
Non ha un consiglio da dare a Rossi?
“Invece di dirlo, si dimetta. Se la maggioranza che sostiene non lo soddisfa, si aggiunga ai dieci colleghi che hanno firmato la mozione di sfiducia al sindaco, così arriviamo a undici. Questo sì che sarebbe un atto serio. Tutto il resto è fuffa. Una volta che avrà firmato comincerò a prenderlo sul serio. Tutto il resto sono chiacchiere, come le esclamazioni di Michelini quando dice, chi me lo ha fatto fare di candidarmi a sindaco. La risposta è sé stesso. Se ti sei stancato, dimettiti. Non mi piace chi si lamenta. Dovremmo farlo noi che li paghiamo lo stipendio tutti i mesi”.
Fare l’amministratore spesso si sente dire che comporta sacrifici.
“Ma quali sacrifici? Il sindaco si alza a mezzogiorno e Rossi alle 11.30. Si mettano a lavorare, altrimenti se ne vadano senza troppe chiacchiere. Il capogruppo Pd Serra dice che si sta sfiorando il ridicolo. Vorrei avvisarlo che si è andati ben oltre. Lo abbracciano il ridicolo tutti i giorni. Serra compreso, fa parte a pieno titolo di quest’armata Brancaleone”.
Oggi si ritorna in consiglio comunale, non crede nella tanto declamata voglia di dare una svolta?
“Dopo due anni e mezzo ancora parlano di ripartire. Se ne devono solo andare e chiedere scusa alla città per la continua perdita di tempo in consiglio comunale. Io sono stato eletto, il ruolo che mi è stato assegnato è all’opposizione, cerco con spirito costruttivo di portare qualcosa, ma non mi aspetto più nulla da quest’amministrazione. La cosa migliore sarebbe andare a casa e tornare al voto. Siamo prigionieri di quest’amministrazione”.
Il 6 ottobre è programmata la seduta straordinaria sulla sicurezza. Bollata da Rossi come poco utile. Come la vede?
“E’ l’ennesima stupidaggine che dice. Come Fondazione, ma anche gli altri gruppi d’opposizione, presenteremo proposte concrete. Sottovalutare episodi di violenza è da sciocchi. Un anno fa quando denunciavamo che si stava perdendo il controllo della situazione, ci dicevano che eravamo catastrofisti, ridendoci addosso. I fatti dicono il contrario. Come fa buio la gente in centro non gira, si sta perdendo il controllo della città. Diciamo bravi alle forze dell’ordine che individuano i colpevoli d’episodi, ma chi dovrebbe lavorare sulla prevenzione non lo fa. Non si può stare così”.
Che fare?
“Proposte noi ne abbiamo, le faremo sperando che siano accolte. Mi auguro pure che Rossi venga. Eleviamo il dibattito. Invece la discussione in consiglio è come se fossimo al bar. La prima cosa che passa per la mente si dice. Allora la Macchina di santa Rosa a via della Conciliazione, magari l’Urcionio navigabile o rendere tutti ricchi. Tanto per avere cinque minuti di notorietà”.
Giuseppe Ferlicca
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