Viterbo – C’è voluto un intero pomeriggio di discussione, dalle 16 fino alle 20.30 e alla fine il verdetto è arrivato.
Per Chicco Moltoni (Gal), avviata la procedura di decadenza dalla funzione di consigliere comunale. Per incompatibilità derivante dalla richiesta da parte della Corte dei conti di danno erariale nella vicenda Cev.
Per avere votato, insieme ad altri amministratori dell’epoca, una delibera d’aumento di capitale per la ex società comunale.
Si va avanti. Nonostante dall’opposizione e lo stesso Moltoni siano più volte ritornati su un punto: il comune ha aperto un contenzioso con l’assicurazione che avrebbe dovuto garantire consiglieri e assessori, ma che poi si è opposta al pagamento.
A gennaio ci sarà la sentenza. Per allora Moltoni potrebbe essere già decaduto.
L’esponente Gal adesso ha dieci giorni di tempo per rimuovere la causa d’incompatibilità, ovvero versare gli 80mila euro richiesti o produrre controdeduzioni.
In ogni caso, il consiglio comunale tornerà a esprimersi. Se il problema non si risolve, ci saranno altri dieci giorni di tempo. Quindi nuova seduta di consiglio comunale.
A quel punto si vota l’eventuale decadenza, sempre che i presupposti ci siano ancora e come ultimo atto, la surroga. La sostituzione di Moltoni.
Ieri la votazione in cui ancora una volta si è vista una maggioranza tutt’altro che compatta. Marco Volpi (Pd) ha votato contro. Arduino Troili (Pd) e Maurizio Tofani (Oltre le mura) si sono appellati all’articolo di regolamento che consente d’essere presenti pur non votando.
Presenti in diciassette, sul filo del rasoio e grazie alla partecipazione straordinaria di Filippo Rossi (Viva Viterbo).
Ha detto a più riprese di non voler presenziare alle sedute, ma quando serve per fare numero è chiamato e risponde.
Salvo lasciare i lavori e rientrare per alzare la mano.
Mentre dalla maggioranza, dito puntato contro Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle). Sostenitore convinto sull’esigenza di votare il punto. Lo ha ribadito nella sua dichiarazione, ma al momento giusto è uscito con tutti gli altri dell’opposizione.
Scatta l’iter per la decadenza. Inascoltato l’ultimo appello di Chicco Moltoni: “Qui si tratta di marchiare le persone con qualcosa d’infamante. Quando non c’è niente d’infamante.
Ho votato una delibera con tutti i pareri favorevoli, predisposta da un tecnico, in cui si chiedeva l’aumento di capitale per una società comunale.
Eravamo sereni, perché eravamo certi d’essere coperti da polizza assicurativa scelta e stipulata dal comune. Ritengo d’avere agito nell’assoluta legittimità che ci sarà riconosciuta nei prossimi passaggi”.
Vicenda tutt’altro che chiusa.
Giuseppe Ferlicca
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