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Operazione The Mask - Cinque in carcere - Analogie tra le recenti rapine e i metodi della banda sgominata - Ancora in corso le ricerche del sesto uomo

Si indaga sui colpi in banca messi a segno nella Tuscia

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Operazione The Mask - Le immagini dei rapinatori in azione

Operazione The Mask – Le immagini dei rapinatori in azione 

Operazione The Mask - Le maschere sequestrate

Operazione The Mask – Le maschere sequestrate 

Operazione The Mask - Tutto l'occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri

Operazione The Mask – Tutto l’occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri 

Operazione The Mask - La conferenza stampa per illustrare le indagini

Operazione The Mask – La conferenza stampa per illustrare le indagini 

Operazione The Mask - Bastone e taglierino sequestrati dai carabinieri

Operazione The Mask – Bastone e taglierino sequestrati dai carabinieri 

Viterbo – I “rapinatori mascherati” autori di altri colpi a Viterbo e provincia? Forse.

Le indagini dei carabinieri di Viterbo e Civita Castellana continuano anche su questo fronte.

Sotto la lente degli investigatori, tutti i colpi messi a segno di recente nelle filiali viterbesi, per capire se i responsabili delle ultime rapine in zona siano stati i cinque arrestati di ieri. Qualche analogia c’è: anche i tre rapinatori della Bcc di Capranica, filiale di Oriolo Romano, giovedì scorso, erano sicuramente italiani e hanno chiuso in bagno l’impiegata e il direttore. Mentre gli autori del colpo a Faleria, a metà ottobre, secondo i testimoni parlavano con un forte accento romano. 

Operazione “The Mask”, dall’indimenticabile omonimo film di Jim Carrey (video: i rapinatori mascherati in azione – l’operazione dei carabinieri – fotocronaca – slide): così è stato chiamato il blitz di ieri all’alba, per stanare la banda di rapinatori specializzati in colpi in banca con bastoni, taglierini, documenti finti, parrucche, occhiali e maschere di gomma.

In cinque sono finiti in arresto. Il sesto uomo manca ancora all’appello: i carabinieri lo stanno cercando da ieri mattina, quando sono andati a prendere i complici tra i quartieri Magliana e Prenestino, con sei ordinanze di custodia cautelare e quattro decreti di perquisizione fino a Tivoli e Morlupo, per setacciare le basi operative del gruppo.

Rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione, furto e danneggiamento le ipotesi di reato formulate dal pm Stefano D’Arma per una banda spregiudicata e organizzata, con una precisa strategia. Una psicologa, l’unica donna arrestata, compagna di un altro arrestato, faceva un primo sopralluogo sugli obiettivi: scattava foto alla banca; memorizzava le posizioni del bancone, del bagno, delle telecamere, delle casseforti e il numero dei dipendenti, per poi relazionare dettagliatamente i “colleghi”. Le macchine erano affittate o rubate; le targhe occultate per non lasciare tracce. E poi, l’armamentario di parrucche, maschere in gomma e bastoni per minacciare i dipendenti, puntualmente rinchiusi nel bagno. 

Un’indagine complessa, secondo il colonnello Mauro Conte. “Ci siamo imbattuti in un gruppo di professionisti delle rapine. Uno degli arrestati è figlio di un componente della Banda della Magliana”.

Il primo colpo è del 22 luglio, all’Unicredit di Vasanello: 18mila euro rubati. 8mila il 24 agosto alla banca di Spoleto di Narni. E, infine, 13mila euro portati via da una banca a Nepi, la Bcc, il primo ottobre. Altri tre colpi erano in preparazione tra le province di Viterbo e Perugia. Colpi sventati dopo aver passato al setaccio i filmati delle telecamere di sicurezza e individuato le auto per la fuga.

Subito dopo la rapina a Narni, i carabinieri bloccano due rapinatori a Fiano Romano dopo un rocambolesco inseguimento da Orte. Li arrestano in flagranza. Recuperano il bottino. Sequestrano maschere e abiti: uno dei rapinatori aveva ancora addosso la chiave del bagno in cui aveva rinchiuso i dipendenti.

Ieri, all’alba, il blitz di sessanta uomini dell’Arma, con le unità cinofile da Ponte Galeria, il nucleo investigativo del capitano Martufi, la compagnia di Civita del maggiore Anna Patrono e il nucleo operativo radiomobile civitonico del tenente Simone Vecchiarello. 

Uno degli arrestati si era rinchiuso nel cassettone del letto con il suo cane dobermann per sfuggire alla cattura. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo sempre per rapina. Pensava di essere al sicuro a casa della compagna: non immaginava che anche lei, la psicologa insospettabile, era ricercata dai carabinieri viterbesi.

Gli arrestati sono tutti rinchiusi a Regina Coeli. Solo la donna è a Rebibbia. Tra loro, anche Daniele Virgutto, figlio di Giancarlo Virgutto, ex membro della banda della Magliana.

Alcuni stavano facendo lavori di pubblica utilità per scontare vecchie condanne. Secondo i carabinieri, sono tutti pluripregiudicati. Uno ha precedenti anche per tentato duplice omicidio ed evasione.


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25 novembre, 2015

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