Viterbo – Un braccio meccanico saldato che alla fine ha ceduto, travolgendo un operaio. L’uomo, M.C., 58 anni, è morto lasciando la moglie e tre figli.
A processo per omicidio colposo è finito l’imprenditore di Celleno Gianfranco Chiavarino: l’operaio lavorava per una ditta esterna, che aveva affittato una betoniera dall’impresa Chiavarino per una gettata di cemento in strada San Nicolao.
Ieri pomeriggio, in cinque hanno testimoniato su quel terribile incidente sul lavoro. “Il braccio meccanico andava cambiato – ha spiegato in aula Manuele Principali, uno dei tecnici della Asl intervenuti con un sopralluogo dopo l’incidente -. Abbiamo visto che quel pezzo di pompa era stato saldato, ma la giuntura era vecchia e ossidata. Le normative in materia di sicurezza sul lavoro prescrivono la manutenzione sui mezzi: quel pezzo andava sostituito”. La difesa, rappresentata dagli avvocati Bruno Mecali e Piergiorgio Manca, ha sottolineato come i controlli non mancassero: la betoniera era sottoposta annualmente a revisione.
Secondo un altro dei testimoni, titolare della ditta che faceva manutenzione sui mezzi, la normativa di riferimento non prevedeva specificamente di cambiare un pezzo in quelle condizioni: “Per noi era più una politica aziendale: se c’era un problema non aggiustavamo il pezzo: lo cambiavamo con uno nuovo”.
Secondo la difesa dell’imprenditore di Celleno, l’operaio, all’inizio, era vigile: la situazione sarebbe precipitata almeno mezz’ora dopo il trasporto in ospedale.
I familiari sono stati risarciti. A marzo parleranno i testimoni della difesa.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY