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Soriano nel Cimino - Gestione dei servizi culturali regolare per la procura, intenzionata a chiudere l'inchiesta

Castello Orsini a una coop, chiesta l’archiviazione per sindaco & Co.

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Il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci

Il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci 

Soriano nel Cimino

Soriano nel Cimino – Castello Orsini

Palazzo Chigi Albani a Soriano nel Cimino

Soriano nel Cimino – Palazzo Chigi Albani 

Soriano nel Cimino – (s.m.) – Castello Orsini a una coop: tutto regolare.

Il pm Stefano D’Arma è pronto a mettere la parola fine sull’inchiesta che vede attualmente coinvolta quasi tutta la giunta di Soriano nel Cimino per la gestione dei servizi culturali. Indagati per abuso d’ufficio: il sindaco Fabio Menicacci, il suo vice Roberto Camilli, gli assessori Cristina Zolla e Alessandro Troili e la responsabile del servizio Cultura. In pratica tutta la giunta sorianese, eccetto un solo assessore. Ma per la procura il caso è chiuso.

Il magistrato titolare delle indagini ha chiesto l’archiviazione per tutti, dopo l’interrogatorio chiesto dagli stessi indagati per chiarire una volta per tutte la vicenda. E, a quanto pare, l’avrebbero chiarita.

Menicacci & Co. erano stati ascoltati a ottobre, assistiti dall’avvocato Giuliano Migliorati. Davanti al pm hanno riepilogato i passaggi dei due affidamenti diretti del 2013 alla cooperativa “Il Camaleonte”, oggetto dell’esposto dei consiglieri di minoranza Devid Centofanti, Sandro Bassetta e Cleto Barbati. La coop avrebbe dovuto gestire il Castello Orsini e le scuderie di Palazzo Chigi Albani, il polo turistico-culturale e l’archivio della biblioteca.

Per l’opposizione, l’affidamento alla cooperativa non era casuale: i consiglieri firmatari dell’esposto già da subito fecero notare la vicinanza del presidente della cooperativa “Il Camaleonte”, portavoce del movimento “Soriano Novo”, al sindaco Menicacci. La minoranza aveva esternato le sue perplessità alla stampa, in un comunicato in cui veniva definita “discrezionale” la scelta della cooperativa, “senza la benché minima motivazione circa le ragioni di interesse pubblico che l’hanno determinata”. Ma soprattutto, l’opposizione segnala un problema strutturale della cooperativa che, essendo di tipo A, non poteva gestire servizi complessi come quelli affidati. “Il Camaleonte” diventa cooperativa di tipo B solo quando gestisce ormai da mesi il Castello Orsini e tutto il resto.

Dopo l’esposto, l’inchiesta. Ma gli indagati hanno spiegato al pm che la coop era di tipo B già al tempo dell’affidamento, solo che sul portale della Regione Lazio non risultava per problemi tecnici. 

Un’indagine finita in una bolla di sapone. Sempre che non ci siano opposizioni alla richiesta di archiviazione della procura.


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17 gennaio, 2016

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