Montefiascone – (s.m.) – Cinque anni di gogna giudiziaria e un’archiviazione che è la fine di un incubo.
Il tribunale di Viterbo mette per sempre una pietra sopra all’indagine su un padre di Montefiascone accusato di violenza sessuale sulla figlia. Un bambina che, nel 2011, non aveva neppure 5 anni.
Lui, imprenditore 40enne, si vide crollare il mondo addosso in un istante: la polizia lo arresta per abusi sessuali aggravati e continuati sulla figlia. Quattro giorni ai domiciliari, ma non è questo il male più grande. Da quel momento in poi, i contatti con la piccola si spezzano, anche per via del divieto di avvicinamento a cui l’uomo è sottoposto dopo la revoca degli arresti. Significa niente più possibilità di passare del tempo con la bambina. Solo colloqui protetti e mediati dagli assistenti sociali.
Quando viene ascoltata durante le indagini, all’incidente probatorio, il perito del tribunale la definisce inattendibile perché suggestionata. Il pm Renzo Petroselli chiede l’archiviazione, ma l’ex moglie, madre della bimba, si oppone. Passano altri mesi. E’ il gip del tribunale di Viterbo Stefano Pepe a mettere per sempre la parola fine alle indagini, con un decreto di archiviazione firmato pochi giorni fa.
L’uomo non è più indagato per violenza sessuale sulla sua bambina. Scagionato. La decisione del tribunale conferma di essere stato vittima di un malinteso ingiusto. Ma adesso il rapporto con la figlia, che nel frattempo è cresciuta, è completamente da ricostruire.
“Una vita distrutta, come uomo e come genitore – spiega il suo avvocato Giovanni Bartoletti -. Si è ritrovato accusato di uno dei reati più infamanti. Al giudice abbiamo fatto rilevare come ci si trovasse di fronte a un classico caso di separazione difficile tra i genitori, con liti continue. Non ci sono stati abusi, ma gli studi scientifici che abbiamo depositato in tribunale dimostrano che, in casi come questi, i bambini riportano gli stessi traumi di una violenza vera, per via dello stress da processo. Una situazione che ha arrecato danni irreparabili alla figlia e al padre“.
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