Viterbo – “L’Isis violento come Maometto”. Camicia azzurra a strisce bianche. Pantalone scuro. Magdi Cristiano Allam a Caffeina per parlare di Isis e Islam. L’incontro, ieri sera, nella sala conferenze di palazzo Gentili, nella sezione “Polis”, diretta da Giovanni Masotti (fotocronaca – slide).
“In Italia – dice il giornalista Rai Masotti -, Allam è uno dei dominatori del delicatissimo dibattito sull’Islam, dei rischi che ne derivano e di come poterlo affrontare. Il suo ultimo libro è eloquentissimo: ‘Islam, siamo in guerra’. Non una domanda ma un’affermazione che, seppure spiacevole, è estremamente realistica”.
“Siamo in guerra”. Allam lo ripete più volte nel suo intervento. “Non è una mia frase – afferma -, ma del presidente francese Hollande, pronunciata dopo gli attacchi terroristici a Parigi.
In Europa – continua Allam – ci sono cittadini musulmani, nati e cresciuti in questo continente, che minano la nostra cultura e tranquillità. Sono terroristi autoctoni con un unico obiettivo: quello di inculcarci il sentimento della paura. Sono bombe umane pronte a esplodere da un momento all’altro, e lo fanno seguendo gli insegnamenti di Maometto. Nel Corano è scritto: ‘Chi si uccide e uccide nel nome di Allah, conquisterà il paradiso’. Scardiniamo immediatamente questo terrorismo di taglia gole e lingue, altrimenti saremo sopraffatti dai musulmani e perderemo la nostra civiltà”.
Un dibattito più che un’intervista, cui partecipa anche il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. “L’ho fortemente voluto – spiega Masotti – per evitare d’incappare in quel giornalista che, usando giri di parole, parla troppo ma alla fine non dice nulla. A Galeotti, come a Tusciaweb, tutto si può rimproverare tranne la chiarezza e schiettezza con cui arrivano ai lettori. Parlano al popolo, alla pancia della gente”.
Galeotti concorda con Allam su molti punti, anche se non condivide certe inutili e controproducenti estremizzazioni. “Allam è una risorsa per il nostro paese – esordisce il direttore di Tusciaweb -, nessuno come lui conosce il Corano tra gli italiani cristiani. Sono molto preoccupato per gli eventi e le tendenze di questi ultimi anni. Non mi preoccupano solo gli attacchi terroristici, ma anche quelli ideologici: l’Islam normale e quotidiano. Siamo davanti anche a questo tipo di attacchi, ma facciamo finta che non ci siano. Il vero problema è che la classe dirigente occidentale – intellettuali, politici e imprenditori – non ha gli strumenti teorici e la forza per capire che ci si trova davanti a una ideologia totalitaria che non fa sconti a nessuno. L’Islam non lo si può affrontare senza essere consapevoli e orgogliosi di un sistema di vita libero e basato sullo stato di diritto“.
Allam, nato al Cairo 64 anni fa, abbandona la fede islamica nel 2008 e si converte al cattolicesimo. Quindici anni fa entra nel mirino dell’Islam, attirandosi anche una condanna a morte firmata da Hamas. Da allora vive a Fabrica di Roma, sotto scorta.
“Conosco l’Islam – rivendica Allam -, sono stato musulmano per più di 50 anni. Non è una religione moderata, a meno che non inizi ad anteporre la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto. Pensiamo alla strage di Charlie Hebdo. Nessun musulmano ha gridato: ‘Je suis Charlie’ bensì ‘Je suis Ahmed Merabet’, l’agente di polizia ucciso. Questo perché tutti i musulmani, ma proprio tutti, condannavano le vignette satiriche contro Maometto considerandole blasfeme”.
Allam spiega cosa succede sull’altra sponda del Mediterraneo. “Lì – dice – nessuno può toccare l’Islam e Allah. In Europa, invece, tutti possono scagliarsi contro chiesa, cristianesimo, papa e Gesù. Noi siamo estremamente fragili e i musulmani ci percepiscono come una fertile terra di conquista. Smettiamola di pensare che sia possibile cambiare l’Islam e renderlo moderato. Non lo sarà mai, perché quello che ha detto e fatto Maometto non era moderato. La loro ideologia si basa sul Corano, un libro che legittima le uccisioni e la violenza”.
Come uscirne allora? Allam ha la sua risposta. “Facciamoci rispettare, soprattutto da quei musulmani che scelgono di venire liberamente in Europa. Pretendono scuole, tribunali e negozi islamizzati. Ci spingono a modificare le leggi per integrarli e legittimarli. Impariamo a essere noi stessi, e a non farci mettere i piedi in testa da nessuno. Salvaguardiamo, insomma, il diritto a vivere liberi in casa nostra”.
Sollecitato dal direttore Galeotti, Allam spiega che “sì, c’è stato un cristianesimo violento, ma non perché l’aveva chiesto Cristo bensì perché esistevano frange estremiste. Nell’Islam, invece, non è così. E’ lo stesso Maometto che vuole morte e distruzione”.
Raffaele Strocchia
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