Dacca – Kefiah in testa e kalashnikov in mano.
Sono tutti giovanissimi e di nazionalità bengalese i sei killer di Dacca. E’ quanto sostiene il ministero degli esteri del Bangladesh. “Gli autori non vengono dall’Iraq o dalla Siria. Sono giovani bengalesi, molti dei quali colti, con buone prospettive e appartenenti alla classe media del paese”, osserva il ministro MD Shahidul Haque.
Il governo comunque non esclude che i terroristi siano all’appartenenti all’Is, e che l’assalto sia opera dello Stato Islamico.
I membri del commando erano sei. Venerdì sera hanno attacco il ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca uccidendo almeno 20 persone, fra cui nove italiani. Tra i connazionali, anche l’imprenditrice viterbese Nadia Benedetti.
Il Site ha pubblicato su Twitter le foto di cinque terroristi. Le immagini sono state diffuse dall’Is. Sorridono con in testa una kefiah bianca e rossa e il kalashnikov in mano. Erano giovanissimi e “pronti a tutto”, come sostiene il premier Renzi. “Sono entrati lì per uccidere”.
Le dichiarazioni del primo ministro arrivano mentre un aereo con a bordo personale dell’unità di crisi della Farnesina e dello staff della presidenza del consiglio, partito ieri pomeriggio da Roma, atterra a Dacca per riportare appena possibile in Italia i corpi delle nove vittime dell’attentato. L’imprenditrice viterbese Nadia Benedetti. Simona Monti, 33enne di Magliano Sabina (Rieti) incinta al settimo mese. I friulani Cristian Rossi e Marco Tondat. Claudia Maria D’Antona, moglie dell’italiano che è riuscito a scampare all’attentato. Adele Puglisi, 50enne di Catania. Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli e Claudio Cappelli.
Che i membri del commando fossero “tutti bengalesi”, lo aveva già dichiarato ieri l’ispettore generale della polizia del Bangladesh, AKM Shahidul Hoque. “Dei sei – riferisce al quotidiano britannico The Daily Star -, almeno cinque li stavamo cercando da tempo. Li abbiamo cercati in molti luoghi del paese e ora sono stati uccisi”.
Il blitz delle forze armate è raccontato anche nelle immagini amatoriali girate da un sudcoreano e postate su Facebook. L’uomo si trovava nell’edificio adiacente il locale della strage. Nel video, ripreso attraverso la vetrata del ristorante, si scorgono i terroristi che imbracciano le armi e gli ostaggi seduti ai tavoli.
Nella sequenza successiva alcune donne con il capo coperto, bambini e uomini attraversano il prato. Forse si tratta di ostaggi liberati. Infine, il blitz dell’esercito. I militari sfondano prima l’entrata per poi fare irruzione nel locale. Si sentono numerose e lunghe raffiche di armi da fuoco, probabilmente la sparatoria dove sono stati uccisi i sei terroristi.
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