Viterbo – (p.p.) – “400mila euro per la messa in sicurezza delle scuole”.
Lo annuncia in conferenza stampa il sindaco Leonardo Michelini deciso ad affrontare l’emergenza terremoto senza esitazioni.
Iniziando dalle scuole, per cui sarà impegnato un assestamento di bilancio: 400mila euro in tutto.
Con lui, nella sala del consiglio, il vicesindaco Ciambella e gli assessori Delli Iaconi e Ricci.
“È necessario intervenire con strumenti idonei – dice Michelini – che durino nel tempo e che preservino il nostro patrimonio. Non possiamo non fare nulla, anche con dei sacrifici. Spendere dei soldi per una cosa che è più importante. Necessaria. Il terremoto ha di fatto accelerato questo processo.
Abbiamo preso la scheda del ministero degli Interni per il rilievo dei fabbricati che hanno subìto il sisma e che indica l’agibilità o meno degli edifici.
Mettere in sicurezza dal punto di vista sismico il patrimonio della città è il punto di arrivo e per raggiungerlo, bisogna fare passaggi che richiedono tempo e denaro.
Tre livelli, in tutto: primo: rilevare gli edifici per sapere se siano agibili o meno, secondo: verificare la vulnerabilità sismica, e cioè quanto l’edificio può resistere al terremoto; infine, l’adeguamento normativo alle leggi sulla sicurezza.
Stamattina abbiamo iniziato col primo passo, stilando delle schede, in base alle indicazioni di protezione civile e ministero degli Interni che verranno fatte da tecnici-professionisti, ingegneri o architetti, abilitati per valutare la sismicità. Sono 1684 in tutta Italia.
Saranno sei a Viterbo divisi in tre gruppi che stanno svolgendo controlli sulle 41 scuole comunali, secondo i criteri delle schede. Un lavoro che dovrà per noi concludersi entro sabato”.
Michelini ha disposto la chiusura delle scuole fino al 5 novembre, solo quelle comunali. Le paritarie resteranno aperte. “E’ senso di responsabilità ed etica, ma anche di rispetto per i genitori”, ha aggiunto il sindaco.
Successivamente alle schede, si passa, dunque, alla vulnerabilità sismica. “Cioè quanto una struttura è sensibile al terremoto o quanto è resistente. Poi l’adeguamento normativo delle strutture.
La normativa, che impone il calcolo della vulnerabilità a edifici pubblici, strategici e fondamentali, è del 2003. Noi lo stiamo facendo, ora, di nostra iniziativa, togliendo soldi all’assestamento.
Abbiamo fatto uno sforzo perché ci sia sicurezza prima nelle scuole e poi nel resto della città.
Il territorio ha bisogno di atti concreti e di sicurezza ambientale per permettere alle attività di restare nei nostri luoghi e andare avanti”.
Il costo per le schede è sui 100mila euro, 300mila, invece, per il calcolo della vulnerabilità. “400mila euro in tutto – spiega il vicesindaco Ciambella -, perché è la priorità della priorità. Ci auguriamo che lo sciame sismico si esaurisca, ma non siamo più nella condizione di procrastinare.
La preoccupazione principale sono le scuole perché vengano messe in sicurezza e poi si potrà passare al resto. Tutti gli edifici, dunque, con una mappatura delle nostre strutture comunali e non, perché di fronte a una ipotetica scossa, potremmo avere un quadro chiaro”.
Ciambella parla dei danni nel capoluogo.
“Oltre alle scuole, il palazzo di Donna Olimpia in via san Pietro è stato chiuso per le verifiche. Non abbiamo sfollati, ma un problema sociale, perché ci sono 29 associazioni di forze armate in pensione o vigili del fuoco in pensione che danno un contributo alla nostra vita.
Non possiamo rischiare e tenerle dentro. Stiamo cercando di capire come intervenire per renderlo presto fruibile. Al momento, per venire incontro alle loro esigenze stiamo individuando locali alternativi per collocarle. Auspichiamo che il consiglio dei ministri possa darci ulteriori strumenti per intervenire”.
Delli Iaconi precisa: “L’ordinanza di chiusura delle scuole riguarda quelle comunali. Quelle pubbliche e private dovranno decidere se prendere o meno certi provvedimenti”.
Scende nel tecnico l’assessore Alvaro Ricci. “Abbiamo una superficie di 100mila metri quadrati di scuole. Il settore Lavori pubblici, anche prima del terremoto, ha dato vita a una serie di progetti come quello per ottenere il certificato antincendio, che è stato anche utile, a rilevare tutte le superfici che ci hanno permesso oggi di intervenire con più rapidità.
Accessi nelle scuole sono stati fatti anche dopo la scossa del 24 agosto. Ma non potevano stare con le mani in mano. Le schede che andremo a fare certificheranno non l’agibilità in sé, ma che se si avrà un altro evento sismico di uguale intensità, non si dovrebbero verificare i danni registrati la prima volta.
Sono step necessari, quelli dell’adeguamento sismico, per ottenere fondi dal governo. Iniziamo dalle scuole per poi individuare le criticità e avviare progetti di miglioramento sismico, con fondi propri e poi di Regione e Stato”.
Infine Ciambella ricorda il piano di emergenza.
“E’ consultabile online sul sito del comune e i suoi relativi canali. Le aree di ammassamento sono Valle Faul, piazza Martiri d’Ungheria, lo stadio Rocchi, Pratogiardino, via Falcone e Borsellino e i campi sportivi. Per i soccorritori, invece, è nel piazzale antistante il comando di polizia locale”.
Conclude il sindaco Michelini: “Il paese appartiene a tutti noi è tutti noi abbiamo la responsabilità di mantenerlo“.
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