Viterbo – (p.p.) – “Come escono fuori questi 400mila euro, dove li prenderanno e cosa accadrà se si dovrà chiudere delle scuole?”.
Sono interrogativi che da ieri non hanno smesso di ripetersi nella mente di Claudio Ubertini (FI) dopo le dichiarazioni, in conferenza stampa, del sindaco Michelini che ha annunciato un ingente finanziamento per gestire l’emergenza terremoto.
La giunta destinerà 400mila euro per la messa in sicurezza delle scuole. Ubertini è scettico. “La prima cosa che mi viene in mente – dice il capogruppo forzista – è da dove escono fuori questi soldi.
Ci sarà un assestamento di bilancio, ma mi incuriosisce sapere dove li andranno a prendere. Ci sarà un tesoretto accantonato che era nelle loro intenzioni usare per altro, non ci sono tanti margini di scelta.
L’amministrazione ha sempre pianto miseria, perché i soldi non c’erano. Ben vengano per questo tipo di interventi, ma, se i fondi non c’erano prima, mi pare difficile che ci siano adesso.
Considerando poi che siamo a novembre, e quindi a due mesi dalla fine dell’anno, vorrei capire dove li andranno a togliere, visto che il grosso del bilancio è già stato fatto. Staremo a vedere durante l’assestamento”.
In conferenza, con il vice Ciambella e gli assessori Delli Iaconi e Ricci, il sindaco ha spiegato come verranno impiegati i soldi: 100mila per le schede di valutazione degli edifici e 300mila per il calcolo della vulnerabilità.
“Fondi, dunque, che vengono spesi per la verifica dello stato delle scuole. Consulenze affidate a esperti che stanno passando sotto la lente le strutture. E se poi le scuole presenteranno delle criticità, ci saranno i soldi per intervenire? C’è il rischio che con una verifica di questo tipo, la metà delle 40 scuole comunali verranno chiuse e, allora, cosa accadrà?
Bisogna che i loro amici al governo e alla Regione mettano i soldi sul tavolo perché si rischia un’emergenza di non poco conto”.
I lavori di verifica dovrebbero concludersi entro sabato. Fino a quel giorno le scuole resteranno chiuse. “Così facendo, si creano allarmismi. Mi hanno fermato persone per chiedermi se fosse sicuro mandare poi i bambini a scuola. Va bene la prevenzione, ma fatta secondo una logica. Chiudere le strutture per una settimana, non è proprio adeguato.
La cosa che più mi preoccupa è che gli accertamenti dei tecnici potrebbero avere delle conseguenze notevoli. Non avrei sbandierato questo piano di azione. Di fatto, se non interviene lo stato o la Regione, mettendo soldi sull’edilizia scolastica, potremmo fare ben poco, perché le disponibilità non ci sono”.
Michelini ha più volte ribadito di voler “prendere il toro per le corna” nella gestione dell’emergenza sismica. “E’ il primo che si vuole togliere le responsabilità, come è nel suo carattere ed ecco perché ha deciso di fare tutto ciò. Per me si deve essere lungimiranti.
Oggi – conclude Ubertini – si corre il rischio che magari qualche scuola possa presentare rischi e che quindi venga chiusa. Cosa accadrà allora? E’ ora che il caro Zingaretti, col quale il sindaco ha siglato il patto per Viterbo, inizi davvero a fare qualcosa per il territorio. Visto che finora non lo ha fatto”.
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