Camerino – “Ho visto la disperazione negli occhi degli sfollati”. Arnaldo Saglia, della Prociv Arci di Viterbo, è arrivato a Camerino domenica 30 ottobre, poche ore dopo la scossa di magnitudo 6,5 che ha devastato il centro Italia.
Il comune in provincia di Macerata, già danneggiato dalle scosse del 26 ottobre, è stato raso al suolo. “Sono arrivato domenica notte – racconta Saglia -, e sono subito andato nel centro d’accoglienza dove c’erano centinaia di persone che avevano bisogno d’assistenza. La mattina dopo ho avuto modo di vedere Camerino e le sue frazioni. Sono tutte distrutte, inagibili. Il terremoto ha raso al suolo e lesionato qualsiasi cosa: case, chiese, edifici pubblici. Anche l’area dell’ospedale, che fortunatamente è agibile, è stata dichiarata zona rossa”.
Non è il primo intervento di Saglia in una zona colpita dal terremoto. Nel 2009 era all’Aquila e nel 2012 in Emilia. “Mi strazia sempre una cosa – dice -: la disperazione degli sfollati. Gliela si legge negli occhi. Le scosse, incessanti, li tengono in un continuo stato di terrore. Hanno perso tutto e hanno paura che un’altra scossa gli porti via anche il poco che gli è rimasto. La cosa più importante che un volontario di protezione civile può fare è confortarli, parlarci, cercare di stappargli un sorriso”.
Da più di una settimana, 105 volontari della Prociv Arci sono al lavoro in dodici comuni delle Marche. “Dalla Tuscia sono partite una ventina di persone – spiega Saglia -. Caprarola, Cellere, Montalto di Castro, Ronciglione e Viterbo. I volontari sono ancora nelle zone colpite dal terremoto, mentre io sono dovuto rientrare. Altri gruppi sono partiti dalla Liguria, dal Piemonte e dalla Sardegna. Abbiamo allestito due grandi cucine da campo e una tensostruttura che ospita 200 persone”.
La tenda è stata allestita in una piccola frazione a quindici chilometri da Camerino. “In tantissimi – dice Saglia – vanno a dormirci, perché hanno paura di passare la notte in casa. Moltissime sono lesionate e le persone sono ancora terrorizzate all’idea di doverci rientrare”.
Poi gli interventi e i controlli dei volontari Prociv Arci, accanto ai vigili del fuoco. “In un solo giorno sono centinaia gli interventi che vengono effettuati – sottolinea Saglia -. Ancora oggi nei dodici comuni in cui siamo presenti facciamo continui controlli nel corso della giornata, perché così è stato stabilito dalla regione. Poi le verifiche con i pompieri negli edifici pubblici e privati; accompagniamo le persone a recuperare i beni di prima necessità nelle loro case. Abbiamo quattro psicologi per l’assistenza psicologica e decine di volontari che distribuiscono acqua, coperte e viveri”.
Raffaele Strocchia
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