Acquapendente – Turbativa d’asta e corruzione, cinque arresti. Dipendenti pubblici e imprenditori finiti ai domiciliari.
Gli uomini della forestale di Viterbo, su delega della procura della repubblica, hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip, come spiega il procuratore Paolo Auriemma in una nota.
I cinque sono accusati, a vario titolo, di turbativa d’asta, rivelazione di segreti di ufficio e corruzione e riguardano, in base alle indagini, l’affidamento di lavori pubblici o rilascio di titoli abilitativi per realizzare importanti i attività commerciali.
L’ipotesi della procura è che amministratori locali fossero asserviti ad alcuni imprenditori, avvantaggiati rispetto ad altri. “Con conseguenti gravi distorsioni – spiega il procuratore Paolo Auriemma – della libera concorrenza commerciale e imprenditoriale e con significativi ritorni economici per i pubblici ufficiali coinvolti”.
Gli accertamenti interessano l’affidamento di lavori da parte del comune di Acquapendente, attraverso procedura negoziata.
Affidamenti – spiega ancora Auriemma – in larga prevalenza in favore dello stesso imprenditore, ovvero procedure d’evidenza pubblica turbate da accordi, con l’individuazione, concordata tra pubblici amministratori e imprenditori interessati, delle persone da invitare a partecipare alle offerte, con conseguente possibilità, per gli stessi imprenditori, di accordarsi sulle offerte da presentare e influire, quindi, in modo determinante sia sulla selezione del soggetto aggiudicatario che sui contenuti dell’aggiudicazione.
Gli accertamenti hanno interessato anche casi di affidamento di lavori in regime di somma urgenza. “In difetto – si dice ancora dalla Procura – dei presupposti di legge e il rilascio di permessi riguardanti attività commerciali di rilievo operanti nel territorio comunale”.
I fatti si sarebbero ripetuti nel tempo, fino a dicembre 2015. Le indagini stanno proseguendo, per accertare eventuali altri elementi.
La nota della Procura della Repubblica di Viterbo
In data odierna, il Nipaf del Corpo forestale dello Stato di Viterbo, su delega di questo Ufficio, ha eseguito l’ordinanza emessa dal GIP di Viterbo in data 7.10.16, dispositiva di cinque provvedimenti di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di dipendenti pubblici ed imprenditori operanti nella provincia di Viterbo e presso la Regione Lazio.
La richiesta avanzata da questo ufficio al Gip è giunta all’esito di una complessa e protratta attività di indagine, concernente ripetuti fatti di turbativa d’asta, rivelazione di segreti di ufficio e corruzione, posti in essere, secondo quanto ricostruito, in relazione all’affidamento di lavori pubblici o al rilascio di titoli abilitativi ai fini della realizzazione di rilevanti attività commerciali.
In particolare, all’esito delle indagini, è emersa l’ipotesi di ripetute condotte di asservimento della pubblica funzione esercitata da amministratori locali a beneficio di taluni imprenditori privati, avvantaggiati rispetto agli altri, con conseguenti gravi distorsioni della libera concorrenza commerciale ed imprenditoriale e con significativi ritorni economici per i pubblici ufficiali coinvolti.
Più nello specifico, i fatti oggetto di accertamento riguardano plurimi affidamenti di lavori da parte del comune di Acquapendente mediante procedura negoziata, in larga prevalenza in favore dello stesso soggetto imprenditoriale ovvero procedure di evidenza pubblica turbate da accordi collusivi concernenti l’individuazione, concordata tra pubblici amministratori della stazione appaltante ed imprenditori interessati, dei soggetti da invitare a partecipare alle offerte (con conseguente possibilità, per gli stessi imprenditori, di accordarsi rispetto alle offerte da presentare e così influire in modo determinante sia sulla selezione del soggetto aggiudicatario che sui contenuti dell’aggiudicazione); gli accertamenti hanno altresì riguardato casi di affidamento di lavori in regime di “somma urgenza”, in difetto dei presupposti di legge, ed il rilascio di permessi riguardanti attività commerciali di rilievo operanti nel territorio comunale.
I comportamenti illeciti in ipotesi accertati, come si ripete, risultano continuativamente posti in essere nel tempo, fino al termine dell’anno 2015; il GIP di Viterbo ha ritenuto sussistenti sia il pericolo attuale di reiterazione di reati della stessa indole (rilevando, tra l’altro, come i rapporti tra i soggetti coinvolti siano ancora stabili e perduranti) che il pericolo di inquinamento delle prove.
L’indagine è stata svolta, sotto il diretto controllo dei pubblici ministeri assegnatari, con l’efficiente contributo del Corpo Forestale, nucleo “Nipaf” di Viterbo.
Gli accertamenti stanno proseguendo al fine di acquisire ulteriori elementi di conoscenza e di riscontro rispetto alle risultanze sino ad oggi acquisite.
Il Procuratore della Repubblica Paolo Auriemma
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