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Appalti truccati ad Acquapendente - L'avvocato Valentini si dice perplesso: "E' l'unico" - Davanti al gup i ciqnue indagati del filone bis della maxinchiesta Vox Populi

“Appalti truccati, stupisce che il comune non sia parte civile contro l’ex sindaco Bambini”

di Silvana Cortignani
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L'ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini

L’ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini

Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini

Acquapendente –  “Appalti truccati, stupisce che il comune non sia parte civile contro l’ex sindaco Alberto Bambini”, commenta l’avvocato Valentini, storico difensore di parte degli indagati della maxinchiesta Vox Populi su un giro di presunti appalti pubblici truccati ad Acquapendente, da parte di imprenditori e pubblici amministratori. Ieri, davanti al gup, il comune si è costituito parte civile contro gli altri quattro indagati a rischio processo, ma non contro l’ex sindaco. 

A distanza di due anni dalla fissazione della prima udienza davanti al gup, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, sono sempre in attesa di conoscere il loro futuro giudiziario i ciqnue indagati del filone bis di Vox Populi.

Tra loro spicca il nome dell’ex sindaco Alberto Bambini, l’unico contro il quale, nell’udienza di ieri davanti al gup Rita Cialoni, non si sia costituito parte civile il comune di Acquapendente, guidato dal successore Angelo Ghinassi.

“Sono perplesso e sconcertato. Nonostante l’ex sindaco sia un mio amico da sempre, persona che stimo profondamente e della cui innocenza sono straconvinto, mi stupisce che l’amministrazione comunale, nella persona del suo successore, solo nei suoi confronti non si sia costituita parte civile per chiedere i danni in caso di processo e di condanna”, il commento a caldo dell’avvocato Enrico Valentini, storico difensore di parte degli indagati nella maxinchiesta sfociata nell’autunno del 2016 in una serie di misure di custodia cautelare. 

Al centro una presunta cordata di imprenditori pronti a versare tangenti, secondo l’accusa, per spartirsi le gare pubbliche indette sul territorio comunale. Il filone tuttora davanti al giudice dell’udienza preliminare vede indagati, oltre all’ex sindaco Alberto Bambini, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, gli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini, l’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli.

Bambini, esponente di spicco del Pd nell’Alta Tuscia, è indagato per i reati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso. Con Bambini rischiano il rinvio a giudizio, quindi di finire sotto processo, anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi e l’imprenditore Marco Bonamici. Questi ultimi già sotto processo nell’ambito della stessa inchiesta, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.

A carico di Bonamici e Friggi sono spuntate nuove accuse nell’ambito, rispettivamente, dell’affidamento dei lavori di asfaltatura 2015 (Bonamici) e della gara per l‘affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino (Friggi).

Nomi nuovi, invece, rispetto al primo filone, quelli dell’imprenditore Enrico Barberini e dell’operaio Giuliano Colonnelli. Colonnelli è un dipendente dell’imprenditore Fabrizio Galli, già sotto processo con Bonamici, Friggi e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Vincenzo Palumbo (successore di Friggi quando è andato in pensione). 

Nel mirino della procura, ancora una volta, la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.


L’ex sindaco tradito da una “tangente a fin di bene”

Bambini risulta indagato per turbativa d’asta e corruzione nell’ambito dell’affidamento dei lavori di asfaltatura.

E’ la vicenda già nota che ha dato il via all’inchiesta, quando l’imprenditore Mauro Gioacchini ha denunciato di essere stato vittima di un tentativo di corruzione da parte del collega Galli, con cui spartirsi un doppio appalto per l’asfaltatura delle strade, devastate dall’alluvione del 2012, in cambio dell’acquisto di un’apparecchiatura del costo di 10mila euro per l’ospedale, come sarebbe stato chiesto in cambio dall’allora sindaco Bambini.

Corruzione e turbativa d’asta per Bambini. “Perché – si legge nell’avviso di fine indagine – mediante collusioni, mezzi fraudolenti o promesse di doni, Bambini e Palumbo hanno rivelato a Galli, al fine di procurare allo stesso  un ingiusto vantaggio patrimoniale, l’elenco delle cinque ditte da invitare a procedura negoziata, in modo tale che Galli avesse margine di manovra per concordare collusivamente con gli amministratori delle altre ditte la percentuale di ribasso da indicare nelle offerte  economiche e comunque il contegno da tenere in relazione alle procedure pubbliche e determinare la spartizione dei due appalti tra una ditta riconducibile a Galli e l’altra riconducibile a Mauro Gioacchini”.

A denunciare la tentata corruzione l’imprenditore Mauro Gioacchini. Bambini e Bonamici, in particolare, avrebbero, secondo la procura, concordato:“Il contegno da tenere in relazione alla partecipazione alle gare in questione anche in relazione alla ‘spartizione’ di altri lavori da affidare da parte del Comune di Acquapendente”.

A Galli e Gioacchini avrebbero proposto per l’accusa:“Di concordare le offerte con una percentuale di ribasso minima (4%) rispetto al prezzo posto a base d’asta in maniera tale  da pilotare l’affidamento  dei due appalti, ciascuno, ad una ditta riconducibile ed, al tempo stesso, da consentire elevati profitti alle loro imprese, rappresentando altresì Gallo al Gioacchini di avere la loro ‘copertura’ politica dal sindaco Bambini a cui era diretta una somma di 10mila euro per l’acquisto di un macchinario medico per l’ospedale di Acquapendente”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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2 ottobre, 2019

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