Viterbo – (sil.co.) – Spietato. Il ‘suo’ 25% Giuseppe Salustro lo voleva a tutti i costi. Anche a quello di far diventare una maschera di sangue il volto di una prestanome che non aveva rispettato i patti.
Il 15 febbraio di un anno fa i carabinieri di Viterbo arrestano quello che hanno definito il “referente per l’area viterbese di un’organizzazione criminale ben strutturata, dedita al riciclaggio di assegni rubati e poi clonati”. E’ l’operazione Cashier’s Check.
La donna, 35 anni, sarebbe stata una delle teste di legno della ‘banda’. Dopo che le ‘talpe’ clonavano gli assegni, rubati in tutta Italia, li intestavano ai prestanome, che poi li riscuotevano a Roma, Napoli e soprattutto a Viterbo. Di quei soldi, versati sui propri conti correnti e poi prelevati in contanti, le teste di legno dovevano percepire solo il 10%. Il 25 andava invece agli intermediari, che poi consegnavano il resto ai vertici dell’organizzazione, non ancora individuati dalle forze dell’ordine.
La 35enne decide però di non rispettare i patti e incassa l’intero importo degli assegni. Così Giuseppe Salustro prima la minaccia per telefono, poi la segue in una sala giochi del capoluogo. Sbraita per farsi ridare i soldi, ma inutilmente. Passa dalle parole ai fatti, colpendola violentemente con calci e pugni, fino a romperle il naso. Non contento esce dalla sala e individua l’auto della donna, parcheggiata proprio davanti al comando dei carabinieri. Inizia a colpirla, rompendo il parabrezza e danneggiando la portiera. I militari, immediatamente intervenuti, l’avrebbero bloccato mentre dava ancora in escandescenza. In piedi, sul cofano della macchina ormai distrutta.
Arrestato per lesioni personali gravi e danneggiamento aggravato, Salustro, incensurato, patteggia una condanna a sei mesi e viene subito rimesso in libertà. Ora il 30enne è finito nuovamente in manette. Questa volta per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, ma è accusato anche di detenzione di stupefacenti. Insieme a lui sono stati arrestati in cinque: il viterbese Marco Antonio Carriere, il romano Fabrizio Gargano e i napoletani Immacolata Norato, Salvatore Ricciardi e Fabio Tomolillo.
Multimedia: video: Le immagini dell’operazione e degli arresti – La conferenza stampa – Fotocronaca: Operazione Cashier’s check – Gli arrestati – slide – Operazione Cashier’s chek – La conferenza – slide
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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