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Camionista morto nel tir in fiamme - Slittano i funerali, per il test del Dna ci vuole un mese e mezzo - Le spoglie, finché l'identità non sarà accertata, restano all'obitorio di San Lazzaro

Resti carbonizzati, tempi lunghi per la riconsegna ai familiari

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Antonio Russo

Antonio Russo

 
Viterbo - Superstrada - Camion esce di strada e va a fuoco

Viterbo – Superstrada – Camion esce di strada e va a fuoco

Viterbo - Superstrada - Camion esce di strada e va a fuoco

Viterbo – Superstrada – Camion esce di strada e va a fuoco

Viterbo - Camion in fiamme sulla superstrada

Viterbo – Camion in fiamme sulla superstrada

Viterbo – Superstrada – Camion esce di strada e va a fuoco - L'intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – Superstrada – Camion esce di strada e va a fuoco – L’intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – (sil.co) – Camionista morto nel tir in fiamme sulla superstrada, ci vorrà tempo per i funerali. Al magistrato inquirente, il sostituto procuratore Stefano D’Arma, occorre un elemento certo per poter disporre la consegna dei resti alla famiglia e quindi rendere possibile la sepoltura. E’ il risultato del test del Dna, che però, salvo novità, non sarà disponibile prima di un mese e mezzo.

Multimedia: Fotocronaca:  Camion fuori strada prende fuoco  – Video: Tir in fiamme sulla superstrada – L’intervento dei soccorritori

I presunti resti della vittima, un autotrasportatore campano, nel frattempo, restano nell’obitorio del cimitero San Lazzaro. 

Il genetista Emanuele Giardina, romano, 41enne, lo stesso che si è occupato del caso di Yara Gambirasio, nominato martedì dalla procura, si è preso 45 giorni di tempo per depositare le conclusioni.

E finché il test del Dna non confermerà che sono i suoi, non potranno essere restituiti alla famiglia i resti carbonizzati che si presume debbano appartenere ad Antonio Russo, il 41enne del Casertano per ora identificato solo grazie al suo cellulare, rinvenuto nell’abitacolo del mezzo. 

Martedì il padre e la sorella della presunta vittima sono venuti apposta a Viterbo da San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, per sottoporsi ai prelievi di campioni biologici finalizzati al test. La madre è deceduta a ferragosto dell’anno scorso.

Ma i funerali, a meno che la famiglia non voglia comunque celebrare un rito funebre, anche senza il feretro, saranno celebrati soltanto quando saranno accertati, sperando che sia possibile, i rapporti di parentela. Quindi non prima del tempo necessario per ricostruire i codici genetici della vittima e di confrontarli con quelli dei familiari.

Probabile la ricerca, tramite i campioni biologici prelevati alla sorella, anche del cosiddetto “dna mitocondriale”, che viene ereditato tale e quale dalla propria madre. Tutte le persone di una certa famiglia imparentate per via matrilineare, avranno quindi lo stesso identico mtDna. Come nel caso della tredicenne di Brembate. Per la condanna all’ergastolo di Bossetti si è rivelato fondamentale. E il professor Giardina in questo campo viene considerato un luminare.

Sul drammatico incidente avvenuto verso le 20 del 18 luglio al chilometro 59 della superstrada, ad appena 290 metri dall’uscita Viterbo Nord della Viterbo-Orte, la procura ha aperto un fascicolo. Indagati i conducenti degli altri due veicoli coinvolti, una jeep Cherokee di colore nero e un’Audi A5 bianca. Si stavano immettendo, quando sono stati tamponati dal tir che stava sopraggiungendo col suo carico di bobine.

Tutti e tre i mezzi sono stati posti sotto sequestro e nei prossimi giorni saranno sottoposti a una serie di accertamenti per la ricostruzione della dinamica dell’incidente.




Anche in questo caso, i tempi per il deposito della perizia, affidata dal pm all’ingegnere Lucio Pinchera di Cassino, una personalità del settore, non saranno brevi. E i tempi, complice l’approssimarsi di agosto, potrebbero slittare oltre l’estate. Per la difesa, uno dei due automobilisti è assistito dall’avvocato Simone Bernini, è stato nominato l’ingegnere viterbese Carlo Giannuzzi, esperto di infortunistica stradale. 


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27 luglio, 2017

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