Viterbo – Il trasporto della macchina di Santa Rosa è emozione, batticuore, attesa, forza e fede. Ma dietro a tutto questo sentimento c’è una ragione di ferro che calcola al millimetro ogni variabile. Perché se il trasporto della macchina di Santa Rosa è perfetto significa che il meccanismo, fatto di uomini, ha ben funzionato.
E il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini lo sa bene. Tanto che a questo meccanismo ha dato anche un nome. “Io lo chiamo la gioiosa macchina di pace che anche quest’anno è riuscita a rendere il trasporto del 3 settembre perfetto”.
Presidente Mecarini è riuscito a dormire stanotte?
“Poco, sono andato a dormire tardi e mi sono svegliato presto con la testa che frullava di pensieri. Ho ripensato a tutto quello che abbiamo fatto e al trasporto. E lo ribadiscono nessuna sbavatura”.
Quindi bilancio positivo?
“E’ andato tutto benissimo, veramente non ci sono stati, errori, problemi o sbavature. Siamo partiti alle 9.12 con un ritardo di dieci minuti rispetto all tabella marcia. Minuti che però abbiamo recuperato accorciando un po’ le soste. E alle 23,51 eravamo a Santa Rosa. Che dire, perfetti anche negli orari”.
Siete diventati dei professionisti del trasporto…
“Dobbiamo essere così, soprattutto perché stare nei tempi è importante anche per chi è in strada e aspetta di vedere noi. E poi quest’anno c’era tanta gente. E tutti sono stati perfetti sia quelli che hanno atteso la macchina lungo il percorso che quelli nelle piazze. Non ho visto gente accalcata in maniera spropositata, un altro segno di perfetta sicurezza. Insomma sono contento che tutto sia andato tutto bene, anche nel tratto aggiuntivo che è davvero impegnativo”.
Via Marconi farà parte anche in futuro del percorso della macchina di Santa Rosa?
“Dobbiamo pensarci bene se continuare a farlo anche in futuro, per i facchini è davvero impegnativo. Ma ci penseremo da settimana prossima, intanto, godiamoci questi momenti”.
A proposito di momenti, dove si è emozionato di più?
“La partenza, quando l’avventura inizia, è sempre bella, è un’emozione unica l’arrivo, con l’abbraccio con i tutti facchini. Quest’anno è stato emozionante anche il momento in cui a via Cavour si sono spente le luci di Gloria per ricordare il fermo di Volo d’Angeli nel 1967. Io quel 3 settembre di cinquanta anni fa lo ricordo.
Ero a piazza del Teatro con mio padre ad aspettare la macchina. Macchina che però non arrivava. E mentre si rincorrevano voci impazzite abbiamo visto arrivare i facchini con facce che non dimenticherò. Erano addolorati e mortificati, qualcuno li fischiava. Noi ieri abbiamo voluto cancellare quello smacco, quel dolore forte, perché gli eroi sono quelli che dopo una caduta si rialzano. E questo messaggio vorrei che arrivasse al cuore di tutti, non solo dei facchini, di chi soffre, è emarginato, disoccupato…”.
Come definisce questo 3 settembre 2017?
“Perfetto. Quella che io ho chiamato la gioiosa macchina non di guerra ma di pace, che ha organizzato tutto ha reso questo Trasporto perfetto. Per questo oggi ringrazio ogni singolo facchino, il capofacchino Sandro Rossi, le guide, lo staff medico, i componenti del Sodalizio, Raffaele Ascenzi, il costruttore Fiorillo, l’amministrazione, le forze dell’ordine e tutti, e sottolineo tutti, coloro che hanno messo in campo energie per regalare questo sogno”.
E da domani?
“E domani si ricomincia. Abbiamo gia in programma alcuni appuntamenti a settembre. Domenica inizia In cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa, subito dopo abbiamo la processione del patto d’amore e poi dobbiamo ricominciare a programmare. Siamo una macchina sempre in movimento. Quindi andiamo avanti. Sempre col massimo impegno”.
Maria Letizia Riganelli
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