Viterbo – (r.s.) – “No comment”. Il senatore Ugo Sposetti si trincera dietro la presentazione del libro ‘Arditi contro’, e non risponde alle domande di Tusciaweb sul congresso del Pd che ha riconfermato Andrea Egidi (area popolare e renziani) alla guida della federazione provinciale. “Non commento, nessun commento, no comment – ripete il senatore -. Abbiamo parlato di storia e non voglio fare cronaca”.
Il non-commento di Sposetti sulle elezioni del segretario provinciale del Partito democratico, a margine del terzo appuntamento dell’Autunno culturale del centro studi Il Leone. Protagonista, insieme al senatore, il collega Andrea Augello, autore del libro ‘Arditi contro. I primi anni di piombo a Roma, 1919-1923’.
Gli arditi, ovvero quei giovanissimi ‘soldati politici’ che, sopravvissuti alla prima guerra mondiale, giurarono di cambiare l’Italia, per poi dividersi tra fascisti e antifascisti: il Fascio di combattimento romano, e gli Arditi del popolo. “Questo saggio – spiega il senatore Augello – racconta una storia. Una storia complessa, fatta di tante piccole storie. In queste pagine rivivono gli esordi del fascismo a Roma e i primi anni di piombo della Capitale, che segnano la nascita dei partiti armati, degli attentati alle sedi nemiche, degli agguati e della guerriglia metropolitana, del terrorismo e della violenza nelle università e nelle scuole. Una storia tragica, la cui scia di sangue ha attraversato il Novecento segnando la vita di tre generazioni”.
Nonostante per Sposetti “gli anni di Piombo” siano “stati altri”, il senatore riconosce il “valore storico del libro”. “Augello – dice – ha fatto un lavoro straordinario sulle fonti. Tutti gli italiani dovrebbero calarsi nel periodo storico descritto. Dobbiamo conoscere la storia, sempre, per capire chi siamo e da dove veniamo. Perché questa sera non mettiamo ai nostri figli e nipoti un bel libro in mano?”.
Il tempo scorre, ma gli argomenti da trattare sono ancora molti. “Del resto, ne parlerò con Augello in privato. Magari al Senato, tra una votazione e l’altra. Ci appartiamo e ne discutiamo”, scherza Sposetti.
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