Monterosi – Un inizio da sogno. La serie C sfiorata per un solo punto e poi il ritorno sulla terra. Sempre con l’obiettivo della promozione tra i professionisti.
E’ stato un 2017 ricco di emozioni per il Monterosi, secondo nella graduatoria della passata stagione e che ha chiuso l’anno al decimo posto dopo 17 turni di campionato.
I risultati esaltanti della prima stagione in serie D dopo la vittoria dell’Eccellenza quest’anno faticano ad arrivare e l’obiettivo minimo attuale, lontano ancora dieci punti, è un piazzamento nella zona playoff.
Luciano Capponi, partiamo da maggio. Secondo posto a un punto dall’Arzachena, Pippi tra i migliori marcatori del torneo, che stagione è stata?
“Una stagione come dovrebbero essere tutte, se la soavità della classe arbitrale e la correttezza di tutte le squadre fossero state uniformi ai criteri di onestà e trasparenza. Quest’anno siamo a meta classifica ma non molliamo e vogliamo raggiungere i playoff”.
La postseason resta dunque l’obiettivo stagionale.
“Certo. Le possibilità ci sono tutte anche se la matematica è severa. Anche contro il Latina se certe situazioni arbitrali fossero state più attente non avremmo perso. Chi ha visto le nostre partita sa che meriteremmo di più ma purtroppo la ‘buena suerte’ ci guarda in cagnesco. Sono convinto che dal 7 gennaio, contro la Flaminia, inizierà il nostro vero campionato”.
Settembre. L’inizio targato Ferazzoli non è stato all’altezza delle aspettative. Cos’è successo?
“Rispetto alla passata stagione non ci siamo rinforzati e come spesso accade nella vita i matrimoni portano al divorzio. Le responsabilità sono relative e qualcosa non è girato nel verso giusto. E’ stato fatto qualche errore e nel calcio, che ho imparato a conoscere bene, una virgola nel posto sbagliato può compromettere i risultati. Questa esperienza negativa ha cementato gruppo, staff e società”.
Ottobre. Arriva Carlo Perrone e la situazione cambia in meglio.
“Perrone per me è un maestro di calcio, una persona integra e onesta e un profondo conoscitore della materia. E’ un uomo di calcio, do quelli che stanno scomparendo. E’ bravo tecnicamente e tatticamente, sa farsi sentire nello spogliatoio ed è un condottiero straordinario. Ho piena fiducia in lui anche se vorrei portarlo a fare una visita psichiatrica (ride, ndr). Si scherza ovviamente”.
Dicembre. Renan Pippi dice addio al Monterosi e si accasa all’Atletico Sff. Condivide la sua scelta?
“Nemmen un po! Era un mese che non giocava, probabilmente per calo di forma fisica. Lui è abituato a giocare in alte vette e non voleva giocare in vette meno alte. Per questo è andato in una squadra che vedremo se saprà stare in alte vette. La sua scelta va rispettata ma se fosse dipeso da me non lo avrei lasciato partire”.
Il mercato per il Monterosi è stato proficuo. E’ chiuso definitivamente?
“Gli arrivi di Cicino e Minella non faranno rimpiangere la partenza di Pippi. Loro sono stati gli acquisti maggiori ma sono arrivati anche giovani interessanti. Nannini lo voleva il Trastevere, Tassone è forte e inoltre sembra Clark Kent e Cavalli è un gran portiere e attendiamo che nitrisca alla grande. Ci siamo rinforzati e il mercato è chiuso, al netto di qualche sorpresa straordinaria durante la sessione della serie C”.
Vincere il campionato è quasi impossibile. L’obiettivo a medio termine rimane comunque la serie C?
“Se andiamo ai playoff, come spero, ho una certezza quasi matematica di andare in serie C. In campionato comunque nulla e perduto, ci sono 51 punti a disposizione e le squadre che sono partite forte avranno logicamente un cedimento. Basta guardare l’Atletico ma anche il Rieti: ancora è tutto aperto, raggiungere il Rieti è quasi impossibile ma arrivare ai playoff no. Puntiamo a questo”.
Per chiudere, una battuta sui settori giovanili.
“Bisognerebbe aprire un file a parte (ride, ndr). Mi fa piacere ricordare a tutti che il futuro del calcio sono le scuole calcio. Il mio lavoro è intenzionato a realizzare una struttura etica e tattica completa, che serve non solo alla serie D ma a tutta l’Italia pallonara. Quest’anno non siamo andati nemmeno ai Mondiali e le rifondazioni vanno fatte alla base. Il calcio, che poi è un movimento sociale, va rifondato per i giovani. Quello che so vede nei campi provinciali è inqualificabile e bisogna rifletterci bene”.
Samuele Sansonetti
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